Tenuta Montemagno Wines

L’identità di territorio e il riconoscimento internazionale

La filosofia di Tenuta Montemagno è da sempre la valorizzazione dei vitigni autoctoni del Monferrato. Una filosofia che, nel contempo, vuole dire valorizzazione del territorio stesso, della nostra identità ed eredità.

In questo angolo del Monferrato, patrimonio UNESCO per gli “infernot”, il Ruchè è l’autoctono per antonomasia, accompagnato da Grignolino, Malvasia, Timorasso e Barbera d’Asti. Su queste varietà ampelografiche Tenuta Montemagno ha fondato la propria filosofia produttiva che, unita a tecniche di vinificazione altamente tecnologiche, ha fatto dei propri vini un esempio di qualità e innovazione.

In un mondo enologico variegato e ricco, dove i vini da vitigni autoctoni si accompagnano a quelli internazionali, dove l’offerta è sempre più ampia, la comunicazione sempre più attenta e il consumatore sempre più preparato, allora le recensioni sulle guide – Mysterium Barbera d’Asti Superiore docg 2016 in finale per i 3 bicchieri sul Gambero Rosso, i punteggi sui wine magazine – TM24 brut 92 points su Wine Enthusiast, e le medaglie ottenute ai concorsi internazionali – medaglia d’oro a The Global Sparkling Masters per TM36 brut, l’oro di Mundus Vini per Soranus Barolo D.O.C.G. e per Solis Vis – Timorasso, l’argento a IWSC per Mysterium Barbera d’Asti Superiore D.O.C.G. 2016, diventano un vero valore aggiunto.

Il riconoscimento ha importanza per il produttore e per il consumatore: sono la conferma di un percorso produttivo e di scoperta. Gli ultimi premi che vi abbiamo raccontato sui nostri canali social e il riscontro avuto in termini di vendita e di degustazioni, hanno evidenziato che sul mercato italiano il consumatore è curioso: è pronto ad esplorare gli autoctoni ed a lasciarsi stupire. Sono i cosiddetti “millennians” a fare da apri pista.

Sui mercati internazionali la medaglia e il punteggio alto sono la conferma di un’attenzione sempre crescente all’autoctono e allo stile innovativo, alla scoperta dei nostri vini e della nostra realtà produttiva.

La produzione Tenuta Montemagno ci racconta che il vino sposa la nobiltà della terra con le cronache del cielo, le radici profonde dei vitigni con i grappoli pazzi di sole, la mano attenta dell’enologo con l’intuizione del produttore.

I nostri vini accompagnano gli appassionati attraverso un percorso di conoscenza che va dall’autoctono, all’innovativo, al tradizionale per ricondurre sempre al cuore di Tenuta Montemagno.


Tenuta MontemagnoL’identità di territorio e il riconoscimento internazionale
read more

Gli autoctoni di Tenuta Montemagno: Ruber, il grignolino

Il Grignolino è un vitigno autoctono, a bacca nera, tipico delle zone di Asti e del Monferrato Casalese. Probabilmente è il vitigno “più monferrino” del Monferrato e, in Piemonte, è sinonimo di “un bel calice di vino rosso”.

E’ un vino noto sin dal Medioevo con il nome di Barbesino, o barbexinus, tanto da essere citato già negli archivi capitolari di Casale Monferrato dal 1249.

Tuttavia, l’etimologia del nome attuale potrebbe derivare da gragnola o grignole, espressione dialettale astigiana che ne indica i semi, numerosissimi in questa uva, caratteristica rimasta immutata nel corso dei secoli. Un’altra teoria, molto più suggestiva, farebbe derivare il nome “Grignolino” dal verbo grigné, digrignare: ad indicare un vino talmente acido da far digrignare i denti. Caratteristica questa, sconfessata dalle numerose etichette che hanno reso il Grignolino, uno dei più apprezzati ed eclettici rossi monferrini.

La sua patria d’elezione, nonché i terreni ove è stato avvistato la prima volta, è la fascia collinare compresa tra Casale Monferrato e Asti, proprio in corrispondenza delle dolci colline dove si trovano le vigne di Tenuta Montemagno.

È risaputo che il Grignolino è un vino di nicchia, dalla solida tradizione, ma dalla produzione impegnativa. A riprova di quanta maestria richieda la messa a dimora e l’allevamento delle sue vigne, il territorio del Monferrato è rimasto l’unico in cui viene coltivata questa varietà, sia per le caratteristiche morfologiche del terreno, sia per quelle pedoclimatiche. In passato, l’uva del Grignolino veniva coltivata anche in Lombardia e Veneto; con l’affinamento dei metodi produttivi e la ricerca della massima qualità, il “vino dal diminutivo” (così spesso viene chiamato) ha scelto un territorio aspro, assolato, ma capace di fare tesoro della brezza marina proveniente da Sud, per mantenere intatta tutta la delicatezza degli aromi.

Per lo staff di agronomi ed enologi di Tenuta Montemagno, ogni sfida è motivo di impegno e dedizione. In questo caso la scommessa è chiara: fare di un “vino dal diminutivo”, un grande vino. Con la consueta esperienza e passione viene prodotto Ruber, un Grignolino d’Asti D.O.C. con uve di Grignolino 100%.
Vino dal colore rosso rubino (da qui il nome di battesimo), gentile e intrigante, elegante e dalla spiccata personalità, pronto a regalare al palato una variopinta trama tannica, un gusto secco e asciutto di fenomenale persistenza gustativa.
A discapito del suo diminutivo, in un calice di Grignolino, ritroviamo un pezzo importante della storia enologica piemontese, un rosso dal carattere affabile, in grado di introdurci all’ora dell’aperitivo se servito fresco, ma anche di fare da contraltare ai più classici piatti della tradizione monferrina come i formaggi piemontesi poco stagionati, la Muletta (salame tipico di questa zona) o gli agnolotti.

Per valorizzare al meglio l’esperienza degustativa, accompagniamolo dunque a pietanze che non ne coprano le complesse note aromatiche e il delicato equilibro al palato.

Qui puoi acquistare Ruber sul nostro SHOP ONLINE


Tenuta MontemagnoGli autoctoni di Tenuta Montemagno: Ruber, il grignolino
read more

TM Brut: la Barbera si fa spumante

La Barbera d’Asti è l’identità di Tenuta Montemagno, produttore nel cuore del Monferrato.

È l’uva che più ne racconta la storia attraverso le vigne di oltre 80 anni, poste a dimora su terreno argilloso-calcareo con marne leggermente ricche di limo e con esposizione ad Ovest. La vendemmia è precoce e manuale, con un’accurata selezione dei grappoli.

La barbera è un’uva versatile, affascinante e per questo sa essere protagonista. I TM Brut di Tenuta MontemagnoTM24 e TM36, sono frutto di intuizione e innovazione: spumanti Metodo Classico di barbera vinificata in purezza, che affina sui lieviti per un periodo di 24 mesi – TM24 e 36 mesi – TM36. Il risultato ottenuto è sorprendente.

TM24 si presenta con un perlage elegante e un bouquet intenso delicato e ampio, note di lievito, delicati profumi di crosta di pane, sentori di fiori appena raccolti e frutti di bosco. Al palato è fresco, vivo e sapido, con un’ottima nervatura acida; la mineralità è bene espressa, accompagnata da un leggero retrogusto di prugna selvatica e ribes. Le peculiarità varietali della barbera sono sempre ben presenti, quasi a tesserne l’ordito.

Un brut che ha ottenuto 92 punti da Wine Enthusiast, una delle più illustri riviste internazionali di vino.

Se TM24 è inaspettato per la sua struttura, colore e piacevolezza, TM brut 36 è sorprendentemente unico, tanto da essere premiato con la medaglia d’oro – categoria Sparkling Rosé, al concorso internazionale The Global Sparkling Masters 2020.

Il bouquet si apre con note di crosta di pane, biscotto e con un’ampiezza di profumi che ricordano i frutti di bosco e le bacche rosse; note floreali che richiamano la rosa e fiori appena raccolti. Sul palato la struttura è elegante e si intreccia ai tratti minerali e a un leggero retrogusto di ribes. Le caratteristiche varietali della Barbera, anche in questa versione, ne sono la trama su cui si intrecciano i profumi e gli aromi.

TM24 e TM36 sono l’esempio di come la barbera sia un’uva preziosa e versatile, che sa raccontare la sua storia anche attraverso i Brut – Metodo Classico, in cui tradizione e innovazione si incontrano e dove la barbera da vino diventa bollicina per tornare ad essere vino.


Tenuta MontemagnoTM Brut: la Barbera si fa spumante
read more

L’estate 2020 scalda il palmarès dei vini Tenuta Montemagno

Una stagione atipica, questa, per i riconoscimenti nazionali e internazionali assegnati alle cantine dai più importanti organizzatori di degustazioni e concorsi. Causa Covid-19, gli esiti delle molteplici degustazioni, nazionali e internazionali, si concentrano nei mesi di fine estate e inizio autunno. Il mondo del vino dunque, già ripartito commercialmente dopo la fine del Lockdown, ritrova i suoi ritmi anche nella comunicazione e negli eventi.

Tenuta Montemagno, durante l’estata agostana, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per diverse etichette, a riprova che il percorso vocato alla qualità “dalla vigna alla bottiglia”, restituisce i suoi frutti.


IWSC – International Wine&Spirit Competition di Londra

Il prestigioso concorso londinese, caratterizzato dall’alto profilo dei giudici e dall’ampia visibilità garantita ai vini “da podio”, ha premiato sia i nostri bianchi che rossi, siano essi rappresentanti di vitigni autoctoni o innovativi blend internazionali.

Medaglia d’argento – Mysterium 2016Barbera d’Asti Superiore DOCG

Medaglia di Bronzo – Nobilis 2018Ruché di Castagnole Monferrato DOCG

Medaglia di Bronzo – Nymphae 2019 Monferrato Bianco DOC da uve Sauvignon e Timorasso


The Global Sparkling Masters

Il nostro TM BRUT 36, metodo Classico ottenuto da uve barbera in purezza affinate per 36 mesi sui lieviti, ha ottenuto la Gold Medal nella categoria sparkling brut rosé.


The Wine Hunter – Merano

Tre etichette che ben esprimono la filosofia di Tenuta Montemagno ottengono la “ROSSA MEDAGLIA” attribuita dalla giuria del premio altoatesino.

Musae 2019Monferrato Bianco DOC, Sauvignon in purezza
Grazie al terroir e allo stile di vinificazione, diventa protagonista per il suo carattere, la sua eleganza e il suo livello qualitativo.

Soranus 2015 Barolo DOCG
Espressione della classicità e del metodo TM per una produzione limitata e identificativa del territorio da cui nasce.

Invictus 2018Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG
Vitigno autoctono del Monferrato per antonomasia, premiato per la sua ampiezza, la sua forza espressiva, per la sua unicità e per la capacità di rappresentare tutta l’identità di territorio.


La qualità dei vini di Tenuta Montemagno nasce dalla precisa volontà di offrire vini rappresentativi del territorio di provenienza, che trasmettano “felicità” e siano “sani”.

Come otteniamo tutto questo? Con sistemi di coltivazione ecosostenibili in vigna, l’innovativo “Metodo TM” durante i processi di vinificazione, processi di lavorazione e vendemmia eseguiti a mano, la selezione delle uve migliori per ottenere una produzione limitata. Queste attenzioni ci consentono di ottenere vini con il più basso contenuto di solfiti, al di sotto del limite imposto per ottenere la certificazione “Bio”.

Il “Metodo TM” messo a punto nel corso degli anni, eleva la qualità dei nostri vini, ormai riconosciuta tanto dagli appassionati quanto dagli organizzatori dei più importanti concorsi nazionali e internazionali.

Tenuta MontemagnoL’estate 2020 scalda il palmarès dei vini Tenuta Montemagno
read more

Parlano di noi: Wine Meridian Italian Wine Tour

Fabio Piccoli, giornalista professionista, esperto di economia e marketing del settore vitivinicolo, è fondatore e direttore responsabile di Wine Meridian, primo magazine online italiano interamente dedicato al vino italiano nel mondo.

Tenuta Montemagno, l’eleganza in tutte le sue espressioni

Nel cuore del Monferrato l’azienda di Tiziano Barea testimonia da anni la grande capacità di coniugare l’eccellenza vitivinicola con l’eleganza della struttura produttiva e di accoglienza ma anche del paesaggio che la circonda.

Sono già venuto tre volte a Tenuta Montemagno, ma è una di quelle aziende, di quei territori che non ti stanchi mai di guardare, di frequentare perché ogni volta di regala prospettive diverse e sempre nuove sensazioni positive.

Siamo nel cuore del Monferrato, e non è un modo di dire scontato, perché la Tenuta, di proprietà del bravo a appassionato Tiziano Barea, è veramente circondata a 360° dall’elegante campagna monferrina.

[…]

Tiziano è un custode attento e scrupoloso di questa bellezza. Mi verrebbe da dire che la sua principale preoccupazione è riuscire a garantire che tutto sia “coordinato”, nulla fuori posto e anche i suoi vini sono positivamente condizionati da questa sua filosofia.

[…]

Questo nostro Italian Wine Tour ha amplificato la nostra sensibilità nei confronti della bellezza dei luoghi. Andando a rileggere i nostri articoli sulle diverse aziende incontrate in effetti l’elemento “estetico” ha una priorità assoluta assieme al cosiddetto fattore umano. Ma l’uomo con il suo carattere e la sua sensibilità e la bellezza dei luoghi siamo sempre più convinti saranno i fattori strategici anche per il futuro del nostro sistema vitivinicolo.

Per questa ragione, a mio parere, aziende come Tenuta Montemagno sono un paradigma molto importante di quanto sopra evidenziato perché testimoniano concretamente il fondamentale mix tra competenze e passioni umane e al tempo stesso l’eleganza di un luogo sia dal punto di vista naturale ma anche delle strutture che sono state qui costruite.

[…]

Abbiamo degustato anche questa volta gran parte della gamma della Tenuta che ci ha convinti completamente a dimostrazione dell’efficacia del loro cosiddetto metodo TM che si sviluppa attraverso i seguenti aspetti: produzioni limitate, accurata defogliazione della vigna per consentite una corretta areazione dei grappoli selezionati e raccolti a mano; una seconda selezione, rigorosamente manuale, precede la fase di diraspatura meccanica e la successiva fermentazione effettuata esclusivamente con lieviti nobili selezionati. Per i vini rossi, l’avvio di questa delicata fase avviene solo al riempimento della vasca, mantenendo in perfetto equilibrio le temperature grazie alla tecnologia Nectar.

I risultati di tali scelte trovano conferma anche nei metodo classico dell’azienda che, tra l’altro, dimostrano come la Barbera possa diventare anche un ottima varietà per la spumantizzazione, e Tenuta Montemagno, almeno alla luce della mia esperienza, realizza alcuni delle migliori bollicine con quest’uva che viene vendemmiata precocemente, vinificata in rosa pallido, con piccola macerazione delle uve in pressa in atmosfera inerte, al fine di proteggere i delicati aromi di petalo di rosa e frutti rossi.

Leggi qui l’articolo integrale di Wine Meridian

Video Wine Meridian Italian Wine Tour: Tenuta Montemagno in Italiano

Wine Meridian Italian Wine Tour video: Tenuta Montemagno in English

Tenuta MontemagnoParlano di noi: Wine Meridian Italian Wine Tour
read more

NYMPHAE Monferrato Bianco DOC, tra tradizione ed innovazione

Se venite a visitare Tenuta Montemagno, la prima cosa che noterete è la cornice perfetta di filari geometricamente allineati intorno alla Tenuta – l’edificio del XVI secolo e alla cantina. Le vigne di Sauvignon e Timorasso, rispettivamente sul lato sinistro e destro del viale che si percorre per arrivare in Tenuta, regalano uno spettacolo incredibile.

Immaginate di fermarvi esattamente in questo punto.

Provate a focalizzare mentalmente le caratteristiche sensoriali del Timorasso: notevole struttura, mineralità, e sapidità; poi, fate lo stesso con il Sauvignon: spiccata aromaticità, profumi e sentori floreali.

Unite queste caratteristiche e darete vita ad uno dei nostri bianchi più apprezzati: Nymphae, un blend composto da 60%  Sauvignon e 40% Timorasso.

La combinazione di queste due varietà, l’internazionale Sauvignon e l’autoctono Timorasso, da’ vita ad un blend dal corpo deciso e ben marcato, una buona mineralità e dei profumi delicati e morbidi. Un’idea innovativa del fondatore di Tenuta Montemagno Tiziano Barea, supportata e avvalorata dalla lunga esperienza dell’enologo Gianfranco Cordero.

Dal punto di vista organolettico, il Nymphae al colore si presenta giallo paglierino scarico con lievi sfumature verdoline. Il bouquet ha note di pera, foglia di pomodoro, fiori di acacia e biancospino. Al palato è al contempo morbido e deciso, di buona persistenza e struttura grazie all’affinamento sui lieviti di circa quattro mesi. L’aspetto piu’ sorprendente del Nymphae è la combinazione perfetta delle peculiarità dei due vitigni, che si intrecciano e completano. È un vino innovativo, tradizionale e internazionale.

Gli ettari vitati di proprietà di Tenuta Montemagno sono 20 e tutti esposti a sud- sud ovest, versanti ottimali per terroir e esposizione.

Più precisamente, troviamo il Timorasso sulla fascia frontale ai piedi della struttura principale con un’esposizione rivolta quasi totalmente a sud e con un terreno prevalentemente argilloso-calcareo dotato di leggera ritenzione idrica data dall’argilla. Il Sauvignon invece, cresce su un terreno argilloso-calcareo e l’esposizione è totalmente rivolta verso ovest.

L’impronta qualitativa dei vini di Tenuta Montemagno, vinificazione con sistemi altamente tecnologici, bassissimo contenuto di solfiti e totale assenza di ossigeno in bottiglia, è chiara: i profumi, la persistenza, la piacevolezza e la mineralità del Nymphae, sono definiti e ampi.

Come tutti i vini di Tenuta Montemagno, anche questo Monferrato Bianco ha un nome di origine latina: Nymphae, ispirandosi alle divinità che dominavano i boschi e le acque nella mitologia greca.

Nymphae è inaspettato, unico e versatile. Ottimo aperitivo, si accompagna splendidamente anche ad antipasti, carne cruda, primi leggeri e risotti, piatti di pesce e carni bianche, grazie alle  caratteristiche sensoriali proprie dei due vitigni.

Lo si abbina volentieri alla Battuta di Fassona piemontese lavorata a coltello: piatto preparato dall’Executive Chef Giampiero Vento nel ristorante della Tenuta, La Civetta sul Comò.

Se vuoi degustare il nostro Nymphae Monferrato Bianco DOC lo puoi trovare sul nostro shop online.


Tenuta MontemagnoNYMPHAE Monferrato Bianco DOC, tra tradizione ed innovazione
read more

Parlano di noi: Wine Economist

Mike Veseth è capo redattore di The Wine Economist e autore di molti libri, tra cui Wine Wars (2011), Extreme Wine (2013) Money, Taste & Wine: It’s Complicated (2015) e Around the World in Eighty Wines (2017). Mike è professore emerito di Economia politica internazionale presso l’Università di Puget Sound.

Rediscovering Ruchè, One of Italy’s “Invisible” Wines

The coronavirus pandemic has paused The Wine Economist’s usual travel and speaking schedule and while I don’t miss the chaos of international air travel I do miss the opportunity to meet interesting new people and the chance to discover wines made from indigenous grape varieties that often don’t get the attention they deserve.

At this time last year, for example, we were visiting Sardinia and Friuli, two regions of Italy that are especially known for their indigenous wine grapes. Some of these wines are pretty readily available here in the U.S. — Cannonou di Sardegna is a good example. You can find good examples if you look around at bit. But others are much too local to get much outside distribution — you sometimes need to go to the source to try them. Vermentino di Gallura and Carignano del Sulcis are examples, also from Sardinia, of wonderful wines that you may not easily find.

Discovering Invisible Wines

These intensely local wines are a special treat and I wrote about them in a chapter called “Invisible Wines” in my book Extreme Wine. I cited three wines from Italy — Pignoletto from the vineyards around Bologna, Lacrima di Morro d”Alba from Marche, and Ruchè di Castagnolo Monferrato in Piemonte.

As I wrote on The Wine Economist in 2011, we discovered Ruchè (prndounced ROO-kay) by accident. We were attending the annual regional culinary fair in Moncalvo, a hill town half an hour north of Asti. Thirteen “pro loco” civic groups from throughout the region set up food and wine booths in the central square and sold their distinctly local wares to an enthusiastic luncheon crowd. As I reported then,

“I had never heard of Ruchè and honestly didn’t know what it might be until I happened upon the stand of the Castagnole Monferrato group. They were cooking with Ruchè , marinating fruit in Ruchè and selling it by the glass — they were obviously very proud of their local wine. I had to try it and it was great. Suddenly I saw Ruchè everywhere (a common experience with a new discovery) and enjoyed a bottle at dinner in Asti that  night. “Like Nebbiolo,” Jancis Robinson writes, “the wine is headily scented and its tannins imbue it with an almost bitter aftertaste.”

Mappa by ©quattrocalici2018

“I had never heard of Ruchè and honestly didn’t know what it might be until I happened upon the stand of the Castagnole Monferrato group. They were cooking with Ruchè , marinating fruit in Ruchè and selling it by the glass — they were obviously very proud of their local wine. I had to try it and it was great. Suddenly I saw Ruchè everywhere (a common experience with a new discovery) and enjoyed a bottle at dinner in Asti that  night. “Like Nebbiolo,” Jancis Robinson writes, “the wine is headily scented and its tannins imbue it with an almost bitter aftertaste.”

Tenuta Montemagno

Sue and I were excited to re-live our Ruchè discovery when we were contacted by Tenuta Montemagno and offered the opportunity to taste their two Ruchè wines, Nobilis and Invictus. Sue prepared a special meal (see note below) and we pulled the corks.  The Nobilis brought back many memories. A juicy, light bodied red wine, it had the distinctive aroma of roses and the mix of red fruit and warm spices on the palate. It was great with Sue’s signature veal meatballs.

And then  came Invictus, made from riper grapes, vinified dry (2g/l compared to 1 g/l for Nobilis) with a bit more alcohol (15.5% versus 15%).  A fuller wine, Invictus is what I call a philosopher’s wine — something you might want to sit with for a while so you can appreciate how it develops in the glass.  Recognizably Ruchè, but a different experience.  Fascinating. Memorable.

No one comes to The Wine Economist for tasting notes, but here is a video note that captures some of what we found special about these wines. Watch closely and you will see that this seasoned reviewer is surprised (at one point nearly at a loss for words) at what’s in his glass and is keen to learn more. That’s Ruchè.

Tenuta Montemagno is devoted to the tradition of these wines in addition to their Grignolino, Barbera D’Asti, and Barolo reds.  The white wines include Sauvignon and Timorasso, another  indigenous grape variety that I need to learn more about the next time we are in the neighborhood. But maybe I won’t have to wait that long. The winery is working to get its products into wider distribution in the U.S. market and I hope they succeed so that more people can discover their “invisible wine.”

Tenuta Montemagno Ruché tasting

[…] L’articolo continua

Qui è possibile leggere l’articolo originale sul portale The Wine Economist.

Qui è possibile acquistare i nostri Ruché: Nobilis e Invictus

Tenuta MontemagnoParlano di noi: Wine Economist
read more

Musae, il Sauvignon di Tenuta Montemagno

Tenuta Montemagno, è un antico casale incastonato nel cuore del Monferrato e già presente in documenti datati 1563, che si stende su 100 ettari, a cavallo di due provincie – Asti e Alessandria,  lungo il 45mo parallelo, zona da sempre vocata alla coltivazione della vite.

La composizione del terreno qui è diversificata, particolare e ricca. Non è solo marna astiana, calcareo argillosa, ma ha anche vene di gesso. Siamo in terre emerse dal mare. Quando si scassa il terreno per impiantare nuovi vigneti, capita di trovare conchiglie fossili, a testimonianza di un antico passato nelle profondità marine, che danno mineralità e sapidità.

Storicamente, delle uve Sauvignon se ne trova traccia già all’epoca degli antichi romani. Questi, a differenza dei Greci, dimostrarono che l’uva poteva essere coltivata e maturare anche nelle zone settentrionali dell’Europa e diffusero i vitigni in Provenza, nelle aree del nord della Gallia (Bordeaux, Borgogna, Alsazia e Champagne), sul Reno e sulla Mosella. Oggi il Sauvignon è uno dei più noti e diffusi vitigni a livello internazionale ed è coltivato ampiamente anche sul territorio Italiano.

Nei vigneti di Tenuta Montemagno, con esposizione sud ovest, il Sauvignon trae caratteristiche esclusive grazie a questo specifico terroir, quasi da definirsi “monferrino”.

Tenuta Montemagno interpreta questo vitigno nel bianco Musae, Monferrato Bianco DOC. Frutto di uve Sauvignon Blanc e Sauvignon Gris (mutazione del Sauvignon Blanc caratterizzato dalla bacca rosata), vinificate in purezza, Musae si differenzia per la sua delicata aromaticità e una spiccata mineralità.

Le peculiarità delle due varietà ampelografiche Sauvignon Blanc e Sauvignon Gris che lo compongono, permettono di ottenere profumi intensi, con delicate note olfattive di fiori bianchi, acacia e biancospino, con note di agrumi, pera, pompelmo e frutto della passione.

In bocca, il vino appare complesso con persistenze aromatiche uniche nel loro genere.

Si tratta di un vino morbido e deciso al palato, grazie all’affinamento sui lieviti. Elegante, dalla piacevole freschezza, si distingue per la sorprendente persistenza gustativa. Servito a una temperatura di 10-12°C, Musae, con l’avvicinarsi dell’estate è il vino perfetto per accompagnare gli aperitivi e i piatti della bella stagione.Alla bocca il vino appare complesso con persistenze aromatiche uniche nel loro genere!

Sul nostro shop online, è possibile approfondire le caratteristiche del nostro Sauvignon (Musae) e farlo arrivare direttamente sulla tua tavola.

Provalo con la battuta di fassona o con il vitello tonnato della tradizione Piemontese, posta le tue foto o i tuoi video e tagga #tenutamontemagno.

Se invece preferisci lasciare l’arte della cucina ad altri, ma apprezzi il buon vino, ti invitiamo ad acquistare il nostro Sauvignon e a “taggarci” nel momento della degustazione, svelandoci i tuoi abbinamenti preferiti.


Il processo di affinamento dei vini bianchi in Tenuta Montemagno­

I vini bianchi prodotti da Tenuta Montemagno, ottenuti da vitigni Timorasso e Sauvignon, seguono una crio-macerazione per alcune ore e una spremitura con pressa soft in ambiente completamente anaerobico, cioè con aria privata dall’ossigeno. L’obiettivo di tutti i processi di lavorazione in cantina (dalla pressatura alla macerazione fino all’imbottigliamento) è di evitare l’ossidazione e di ottenere un prodotto dai profumi persistenti, grande longevità e bassissimi contenuti di solfiti.