Articoli

Il Tartufo Bianco nel Monferrato: il protagonista dell’autunno

Ci sono profumi che annunciano una stagione prima ancora del calendario. Nel Monferrato, quello del tartufo bianco è tra i più riconoscibili.

Il Tuber magnatum Pico è una delle eccellenze più pregiate della gastronomia piemontese. Cresce spontaneamente sottoterra, in simbiosi con le radici di alcune specie arboree, e proprio il rapporto con il suolo, l’umidità e l’ambiente circostante ne determina unicità e intensità aromatica.

La sua ricerca è affidata al trifolau e al suo cane, protagonisti di una pratica antica fatta di esperienza, conoscenza del bosco e rispetto dei ritmi naturali. Non a caso, la cerca e cavatura del tartufo in Italia è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

La stagione del Tartufo Bianco coincide con l’autunno, quando le vigne cambiano colore, i boschi acquistano tonalità più intense e la cucina valorizza ingredienti e ricette della tradizione.

Sua Maestà il Tartufo d’Alba a Tenuta Montemagno

È proprio in questo periodo che Tenuta Montemagno propone “Sua Maestà il Tartufo d’Alba”, un soggiorno di due giorni con cena gourmet, pensati per continuare il racconto del tartufo anche a tavola.

Il tartufo bianco diventa così il filo conduttore di una cena gastronomica che attraversa alcuni dei sapori più rappresentativi della cucina piemontese: dalla battuta di Fassona ai tagliolini all’uovo o agli agnolotti monferrini, fino all’uovo al padellino, ciascuno valorizzato da 5 g di tartufo bianco d’Alba a persona. 

Ad accompagnare il percorso, una selezione di vini della Tenuta, scelti per creare un dialogo naturale tra cucina e territorio. 

Un modo per vivere il tartufo bianco non come semplice ingrediente, ma come espressione dell’autunno piemontese e del paesaggio del Monferrato.

Un ingrediente da trattare con semplicità

Il fascino del tartufo bianco sta anche nella sua capacità di trasformare piatti essenziali con pochissimo. Bastano poche lamelle, aggiunte all’ultimo momento, per sprigionare il profumo intenso e caratteristico.

Per questo viene tradizionalmente abbinato a preparazioni semplici e delicate, capaci di valorizzarne l’aroma senza coprirlo: uova, pasta fresca, burro, formaggi e carni diventano così il punto di partenza ideale per lasciargli il ruolo da protagonista. Sono proprio questi sapori ad aver ispirato la cena dedicata al Tartufo Bianco d’Alba, inclusa nel pacchetto “Sua Maestà il Tartufo d’Alba”. 

È questa essenzialità a renderlo uno degli ingredienti più affascinanti della cucina piemontese. A Tenuta Montemagno vi aspettiamo per scoprirlo nel suo momento più autentico, tra i sapori del territorio,i vini della Tenuta e il paesaggio del Monferrato. 

La merenda sinoira a Tenuta Montemagno

Una tradizione piemontese da riscoprire tra vigneti, sapori locali e il fascino senza tempo delle colline del Monferrato.

Ci sono tradizioni che raccontano un territorio meglio di molte parole. La merenda sinoira è una di queste: un rito conviviale profondamente legato al Piemonte, nato nelle campagne come momento di pausa al termine della giornata di lavoro.

Nel tardo pomeriggio ci si ritrovava attorno alla tavola con ciò che la cucina offriva: pane, salumi, formaggi, frittate, verdure, preparazioni in carpione e naturalmente vino. Piatti semplici e sostanziosi, da condividere senza formalità, lasciando che quel momento si prolungasse fino a sera.

Più ricca di una merenda e più spontanea di una cena, la merenda sinoira conserva ancora oggi il piacere dello stare insieme e anticipa, per certi versi, lo spirito dell’aperitivo piemontese.

Il viaggio comincia a bordo di una Panda anni ’80

A Tenuta Montemagno, la merenda sinoira acquista un sapore tutto suo.

Prima ancora di arrivare a tavola, l’esperienza comincia sulle strade del Monferrato Astigiano, a bordo di una Fiat Panda degli anni ’80 legata alla storia della famiglia e oggi reinterpretata per accompagnare gli ospiti tra le colline che circondano la Tenuta. Non una semplice auto vintage, ma un frammento di memoria che torna a vivere tra vigneti, filari e scorci su Montemagno. 

Accompagnati da una guida esperta, si attraversa il paesaggio lentamente, lasciando che profumi, colori e silenzi della campagna introducano naturalmente al momento della merenda sinoira. 

Il percorso conduce infine tra le vigne, dove un tavolo viene allestito all’ombra di un albero, in un angolo raccolto e immerso nella natura.

Qui la tradizione prende forma attraverso una selezione di sapori piemontesi: salumi e formaggi locali, friciulin, insalata russa, specialità in carpione e focaccia appena sfornata, accompagnati da tre calici di vini Tenuta Montemagno a persona, scelti per valorizzare i sapori e creare un legame diretto con i vigneti circostanti.

Un momento da vivere senza fretta, che al tramonto può trasformarsi naturalmente in un aperitivo e restituire, attraverso sapori, paesaggio e convivialità, uno dei modi più autentici di vivere il Monferrato. 

Vendemmia 2026 a Tenuta Montemagno

Dal clima alla raccolta, il racconto di un’annata che prende forma tra i vigneti di Tenuta Montemagno.

La vendemmia è il momento in cui un intero anno di lavoro prende forma. La raccolta è però solo l’ultimo passaggio di mesi di osservazione, decisioni e adattamenti continui, durante i quali ogni scelta accompagna l’evoluzione della vigna e delle uve.

Ogni annata segue un ritmo diverso, influenzato dal clima, dal territorio e dalle caratteristiche delle singole varietà. Il 2026 lo ha fatto in maniera particolarmente evidente, richiedendo attenzione costante e una lettura puntuale di ciò che accadeva in vigneto.

Vendemmia 2026: un’estate fuori dall’ordinario

L’estate appena trascorsa è stata, a livello nazionale, la più calda dal 1950, superando il precedente record del 2003 — lo confermano le analisi del CNR, con diverse ondate di calore africano che si sono susseguite da giugno a inizio settembre.

Nel Monferrato Astigiano, dove si trovano i vigneti di Tenuta Montemagno, il caldo prolungato e la ridotta disponibilità idrica hanno accompagnato lo sviluppo e la maturazione delle uve, rendendo ancora più importante seguire da vicino l’evoluzione delle piante.

Ogni vigneto ha il proprio tempo

A Tenuta Montemagno vengono coltivate diverse varietà che raccontano l’identità vitivinicola del territorio: Ruchè, Barbera, Grignolino, Timorasso, Sauvignon e Syrah.

Ognuna presenta tempi e dinamiche di maturazione differenti. Per questo la vendemmia non segue una data prestabilita, ma nasce dall’osservazione delle uve e dalla valutazione del loro sviluppo.

In un’annata come il 2026, segnata da temperature elevate e da precipitazioni inferiori alla media durante parte dell’estate, questa attenzione assume un ruolo ancora più importante. Il lavoro in vigna consiste anche nel saper interpretare la risposta delle diverse varietà alle condizioni della stagione, preservandone equilibrio e riconoscibilità.

Dalla vigneto alla cantina, nasce così l’annata 2026

Con la raccolta, il lavoro si sposta progressivamente dalla vigna alla cantina.

È qui che ha inizio il percorso che trasformerà le uve della vendemmia 2026 nei nuovi vini di Tenuta Montemagno. Ogni varietà seguirà tempi e lavorazioni differenti, nel rispetto delle caratteristiche sviluppate durante l’annata e dell’identità del Monferrato.

A settembre è ancora presto per definire in modo completo il profilo dell’annata. Saranno la vinificazione e, successivamente, l’affinamento a mostrare come freschezza, struttura, equilibrio e carattere varietale si esprimeranno nei diversi vini.

Una nuova vendemmia, la stessa attenzione

Ogni vendemmia racconta una storia diversa.

Cambiano il clima, i tempi della maturazione e la risposta delle diverse varietà. A rimanere costante è l’attenzione dedicata alla vigna e la capacità di interpretarne l’evoluzione, stagione dopo stagione.

Mentre la vendemmia 2026 prosegue a Tenuta Montemagno, ogni grappolo raccolto rappresenta così il punto d’incontro tra il lavoro svolto nei mesi precedenti e quello che continuerà in cantina.

È da qui che comincia il percorso dei vini della nuova annata.

Vendemiia 2025 in Tenuta Montemagno

La vendemmia Tenuta Montemagno 2025

Ottimo equilibrio tra freschezza, acidità e struttura per tutte le etichette.

Articolo redatto in collaborazione con Roberto Natiat enologo insieme a Gianfranco Cordero di Tenuta Montemagno

Come ogni anno, le condizioni climatiche sono i fattori più importanti e coinvolgenti per chi si occupa di coltivazioni e, nello specifico, di vigneti.

Il 2023 è stato un anno con temperature elevate e decise siccità. Il 2024, viceversa, ha proposto condizioni completamente opposte all’anno precedente.

E il 2025 come è stato e come è andata la vendemmia in Tenuta Montemagno?

Anche quest’anno abbiamo intervistato Roberto Nantiat, l’enologo che con Gianfranco Cordero segue i lavori in Tenuta Montemagno, che ci ha aggiornato sul clima e sulla vendemmia di quest’anno.

Roberto Nantiat

Il 2025 è stata un’annata di ripresa perché, almeno fino a metà agosto circa, ha avuto uno sviluppo climatico nella norma ed equilibrato.
C’è stata una pioggia primaverile leggermente abbondante gestita con tranquillità e che ha favorito, grazie anche a temperature buone e in linea con quelle tipiche della stagione, una crescita regolare delle piante.
Siamo quindi arrivati a metà agosto dove si è avuta un’impennata improvvisa delle temperature per un paio di settimane, con picchi fino a 36-37 gradi. In questo periodo il caldo è rimasto piuttosto alto anche di notte. Così da un’annata tranquilla e piovosa, chiamiamola così, siamo entrati velocemente in un’annata molto calda nel giro di quindici giorni. Questo ha avuto un riflesso nelle uve che sono maturate molto velocemente e prima del previsto, comportando un inizio di vendemmia anticipato anche alla luce dell’eccellente grado zuccherino ottenuto prima del consueto.

uva vendemmia Tenuta Montemagno

Il 19 agosto abbiamo iniziato la raccolta del Sauvignon (Nymphae e Musae) con un anticipo di circa due settimane rispetto alla data tradizionale che solitamente è attorno al 25 agosto. Quando abbiamo iniziato a raccoglierle queste uve erano già molto zuccherine, almeno rispetto ai livelli tipici delle vendemmie del passato iniziate a fine del mese.

Dopo il grande caldo di metà agosto abbiamo avuto, verso fine mese ed a vendemmia già avviata, alcune settimane di pioggia. Questo cambiamento repentino ha abbassato le temperature e ha richiesta una revisione delle tempistiche di raccolta. Abbiamo rifatto più campionamenti per ritracciare in vigna il decorso di maturazione e per individuare le date migliori per tutte le uve. Si è così proseguito con raccolte anticipate, fra fine agosto e la prima settimana di settembre, anche per quanto riguarda Ruchè (Invictus e Nobilis), Timorasso (Solis Vis) e Barbera (Austerum e Mysterium).

All’inizio della seconda decade di settembre abbiamo vendemmiato Syrah (Violae) e Grignolino (Ruber) e oggi, 17 settembre, siamo prossimi alla fine della raccolta, in deciso anticipo rispetto agli anni precedenti (fine settembre, 10 ottobre circa).

Questo sviluppo climatico con la conseguente vendemmia anticipata (e veloce), come si è riflessa nella qualità del prodotto?

I primi assaggi mostrano dei vini decisamente buoni con caratteristiche di freschezza belle (nel senso che abbiamo delle acidità fresche), un grado alcolico giusto, tarato bene rispetto ai tassi alcolici dei vini prodotti nelle annate calde. Avremo quindi dei vini molto ben equilibrati fra freschezza, acidità, struttura e livello alcolico. 

 Verso fine novembre pensiamo di iniziare a preparare la malvasia per il tappo raso del Dulcem.

Quest’anno sul Piemonte si sono registrate precipitazioni anche importanti, anche con grandine. Qual è stata la situazione sulle vigne di Tenuta Montemagno?

Tutti i vortici di aria hanno portato lontano le precipitazioni intense registrate altrove sulla regione.

Abbiamo avuto degli acquazzoni accompagnati, in un paio di casi da venti forti, che però non hanno avuto un impatto negativo sui vigneti perché il terreno, che era molto asciutto, ha assorbito perfettamente l’acqua abbondante arrivata da cielo. Grandine non se ne è vista e così l’uva è cresciuta sana.

In conclusione, ogni anno si rivela con caratteristiche climatiche specifiche e questo richiede una prontezza d’intervento capace e rapida.

vini Tenuta Montemagno

Queste caratteristiche fanno tutte parte del bagaglio di esperienza e professionalità di chi lavora in Tenuta Montemagno e ciò consente alla nostra cantina di assicurare sempre il meglio della propria produzione per allietare i palati anche dei degustatori più esigenti.

.

Il menù estivo di Tenuta Montemagno

L’eccellenza culinaria ispira il sorriso

L’ironia è una dote, in cucina è un dono.


Prendersi sul serio, sempre quando si lavora, mai quando si crea!

Executive Chef Giampiero Vento

Scherzare con la tradizione per creare piatti che siano unici non solo nelle complesse preparazioni, ma anche memorabili nella loro descrizione. Perché, prendersi sul serio è indispensabile al lavoro, ma proporre delle realizzazioni che siano divertenti nella mise en place e nella descrizione è una dote che hanno solo pochi Chef. E il nostro Giampiero Vento è dotato, oltre che di grande talento, anche di sopraffina ironia.

Un’ironia che è il filo conduttore del menù che caratterizza la stagione estiva de La Civetta su Comò. Rigore e ricerca si fondono con un sano desiderio di spensieratezza e leggerezza tipico della bella stagione.


Già il nome del primo antipasto predispone all’assaggio, con un pizzico di curiosità e di sorpresa.

“Volevo essere una bistecca”

Oltre ad essere una chiara citazione di una delle canzoni di maggior successo di questa stagione canora, è un invito alla scoperta…”volevo essere…” ma in realtà cosa sono, oltre a interpretare il ruolo di antipasto?? La spiegazione dello Chef è all’apparenza un ossimoro: un piatto dedicato a un grande ingrediente vegetale dell’estate, nel segno dell’amore per la carne.vegetale dell’estate, nel segno dell’amore per la carne.

Protagonista è il cuore di bue, IL pomodoro estivo. Grigliato al barbecue e affumicato al legno di ciliegio. Al taglio si presenta rosa, come se fosse un filetto al sangue, ma dal cuore vegetariano.

La componente dolce del cuore di bue viene compensata da una maionese realizzata con l’aceto di mela verde che dona all’ingrediente principale un pizzico di acidità che, unito all’elemento più amabile si trasforma in freschezza.

Il pomodoro affumicato e grigliato è accompagnato dal Seirass, la tipica ricotta piemontese realizzata con latte vaccino e di pecora. Un piatto fresco, a Km0 perché i cuore di bue nascono sulle colline vicine alla nostra Tenuta, una portata che incuriosisce e si svela al primo taglio.

L’abbinamento ideale per un piatto così fresco e succulento allo stesso tempo vede in Nymphae l’etichetta più indicata. Un bianco del Monferrato, le cui uve sono coltivate sul versante Ovest per il Sauvignon e SudOvest per il Timorasso.

Il risultato? Un blend sorprendente per le sue caratteristiche di spiccata fragranza aromatica, ottima sapidità e notevole mineralità.

Il Carpione

Un secondo antipasto grande protagonista del nostro menù estivo è “Il Carpione”. Un tuffo nel mare con la preparazione del tonno Alalunga, un pesce azzurro dalle caratteristiche nutrizionali connotate dall’elevato valore di Omega-3, ricco di vitamina A, B12, Fosforo e Selenio.


A La Civetta sul Comò, in cucina, regnano la sperimentazione di materie prime nobili, ma poco conosciute, il gusto e la salute.

Il Carpione secondo Tenuta Montemagno

Il carpione è realizzato in modo tradizionale con aceto, zucchero, sale e aromi dell’orto di Montemagno; il tonno viene impiattato a forma di rosa e servito con una crema al limone nero che dona la componente sapida e un accenno di tostatura.

Un limone indonesiano, bollito ed essiccato al sole per eliminare la parte acida ed enfatizzare la tostatura e la componente agrumata.  In sala il piatto viene completato con una salsa all’estratto di carote e zenzero.

Un piatto fresco, ma con spiccate note di piccantezza per introdurre le portate principali del menù.

Sapori forti e nobili richiamano il nostro Solis Vis, Timorasso in purezza, un’etichetta capace di ben compensare la componente piccante, la leggera tostatura ed enfatizzare la delicatezza del tonno Alalunga con la sapidità e mineralità tipiche del vitigno.

L’agnello del latte

Ed ecco una delle portate principali che caratterizzano la stagione più lunga dell’anno: “L’agnello da latte”.

Un controfiletto di agnello cucinato con una cottura dolce, a bassa temperatura, per farlo rimanere rosa all’interno. Con le ossa dell’agnello viene realizzato il classico fondo di cottura bruno, a cui aggiungiamo succo di arancia per ottenere una salsa molto ristretta che ricorda la tipica salsa “dolceforte” toscana.

La particolarità del piatto è l’equilibrio tra l’eleganza dell’agnello, la forza della salsa “dolceforte” e l’accompagnamento con un cuore di lattuga condito sia all’interno che all’esterno con il ghiaccio, per generare uno “choc termico” e far apprezzare le complesse componenti del piatto.

L’abbinamento è con il Ruché di Castagnole Monferrato Invictus.

Grazie al leggero appassimento in vigna, il nostro Ruchè è in grado di risvegliare anche le papille gustative assopite dalla lattuga ghiaccciata!

Lamponi e Campari

Anche per il dessert ritroviamo quel pizzico di ironia che fa nascere un soddisfatto sorriso al termine del percorso di degustazione.

Si tratta di una bavarese realizzata con uno stampo a forma di lampone, dalla consistenza di un cremoso, accompagnata da un crumble di fava tonca, servito con un sorbetto al Campari.

A chiusura del menù estivo de La Civetta sul Comò e del percorso di degustazione attraverso le nostre etichette, proponiamo il liquore a base di Ruchè di Castagnole Monferrato. 

Un colore che richiama i petali di rosa in cui è affinato per 12 ore, si connota per le dolci note floreali, con un gusto morbido e delicato, l’ideale per godersi le serate a bordo piscina o nell’intimità del Secret Garden.


Prenota ora un tavolo a La Civetta sul Comò per trascorre una serata indimenticabile all’insegna del “fine dining”!


Tenuta Montemagno

Tenuta Montemagno Relais & Wines: benessere, natura e sostenibilità nel cuore del Monferrato

Nel cuore delle colline del Monferrato, patrimonio UNESCO, Tenuta Montemagno Relais & Wines rappresenta una destinazione d’eccellenza per chi desidera vivere un’esperienza di benessere autentica, immersa nella natura e nella storia piemontese. L’antico casale del XVI secolo, sapientemente restaurato, accoglie gli ospiti in ambienti raffinati e suggestivi, dove ogni dettaglio è pensato per favorire il relax e la rigenerazione attraverso la bellezza e l’esaltazione dei sapori. Che si ricerchi la tranquillità a bordo piscina, un’eesperienza culinaria o la cura di sé, in Tenuta Montemagno abbiamo studiato percorsi adatti a qualsiasi esigenza.

Adhara SPA

Suite SPA Adhara: un viaggio sensoriale

Il centro benessere della Tenuta ruota attorno alla Suite Spa Adhara, uno spazio intimo e riservato dotato di sauna, due docce emozionali e area relax. Qui è possibile prenotare trattamenti viso e corpo eseguiti con cosmetici naturali a base di vino prodotto dalla stessa tenuta, per un’esperienza che unisce i benefici della vinoterapia alle proprietà rilassanti dei rituali spa.

L’offerta wellness comprende sauna finlandese, docce emozionali, massaggi personalizzati (viso, corpo, schiena, mani, collo, testa, di coppia), trattamenti estetici e scrub corpo, pacchetti spa/benessere su misura, sala relax per momenti di quiete assoluta.

La Spa Suite Adhara di Tenuta Montemagno Relais & Wines è uno spazio esclusivo e riservato, pensato per offrire un’esperienza di benessere completa e personalizzata.

Tra i trattamenti esclusivi proposti nella Spa Suite si trovano:

  • Massaggi di coppia e massaggi personalizzati (mani, schiena, testa), prenotabili anche in modalità esclusiva per vivere un momento di benessere privato.
  • Trattamenti viso e corpo eseguiti con i cosmetici naturali della linea Vigneul, prodotti direttamente dalla tenuta e ricchi delle proprietà nutritive dell’uva, per un’esperienza di vinoterapia unica.
  • Trattamenti specifici come:
  • Hydramemory: trattamento viso per un’idratazione profonda e completa.
  • Sublime Skin: trattamento anti-age ad effetto lifting.
  • Eye Patch: trattamento dedicato al contorno occhi.

Vigneul

Nella Spa Suite di Tenuta Montemagno vengono utilizzati i prodotti naturali della linea Vigneul, realizzati con ingredienti provenienti direttamente dalle colline del Monferrato e dalla stessa tenuta.

I principali prodotti utilizzati includono:

  • Crema Giorno Idratante ed Illuminante, adatta a tutti i tipi di pelle
  • Crema Notte Nutriente e Rigenerante, con effetto rimpolpante
  • Siero Anti-age ricco di vitamine A, C ed E
  • Maschere viso usa e getta con estratto di cacao e acqua attiva di uva rossa

Questi cosmetici sfruttano le proprietà antiossidanti e nutrienti di bucce, semi e gambi dell’uva, riciclando materiali che normalmente verrebbero scartati durante la vinificazione. Il risultato sono prodotti anti-invecchiamento, idratanti e illuminanti, che rappresentano un vero e proprio elisir di bellezza naturale.


Sport, natura e gastronomia per un benessere a 360°

Il relax, in una terra ricca e da scoprire come il Monferrato, è anche sinonimo di attività all’aria aperta. In Tenuta Montemagno proponiamo anche attività sportive e rigeneranti come escursioni in bicicletta, tour a piedi tra i vigneti, noleggio di e-bike ed esclusivi voli in elicottero sul Monferrato con viste esclusive su castelli, vigneti e antichi borghi. 

elicottero

L’esperienza wellness si completa con la cucina d’autore del ristorante “La Civetta sul Comò”, dove i sapori autentici del Piemonte vengono esaltati da ingredienti a chilometro zero e da abbinamenti enogastronomici unici, frutto dell’istrionico Executive Chef Giampiero Vento, capace di fondere le sue origini siciliane con la tradizione monferrina.

Ristorante

Un rifugio per corpo e mente

L’atmosfera esclusiva, la cura per l’ospite e la connessione con la natura fanno di Tenuta Montemagno Relais & Wines un vero “buen ritiro” per chi cerca benessere, armonia e ispirazione. Che si ricerchi una fuga romantica, un soggiorno rigenerante o un evento speciale, la tenuta offre un’esperienza indimenticabile, dove il lusso si fonde con la tradizione e il paesaggio del Monferrato.

Prenota un soggiorno nel cuore del Monferrato e approfitta dei percorsi degustazione de La Civetta sul Comò per un’esperienza davvero completa all’insegna del benessere e del gusto.


Aperitivo metodo Classico

La disfida del metodo Classico

Il carattere, l’eleganza e la finezza del TM Brut, incontrano i cugini d’Oltralpe in una disfida a colpi di bollicine.

L’estate porta con sé il desiderio di un aperitivo fresco da degustare in compagnia e di allietare la tavola con un buon vino, magari bianco, aromatico, fresco o con bollicine in grado di valorizzare tanto le portate tipicamente estive, quanto di essere silenti protagoniste delle lunghe chiacchierate in compagnia che precedono la cena.

TM Brut

E l’Italia si sa, offre una molteplice varietà di vitigni e vini capaci di soddisfare i palati più raffinati ed esigenti. Se poi l’appassionato vuole approfondire anche i metodi di vinificazione e porgere lo sguardo oltre le Alpi, beh…l’orizzonte si palesa infinito.

Fortunatamente il Monferrato è circondato da dolci colline protette dalle Alpi, il che è un vantaggio per il microclima che si crea e per mantenere salde le radici autoctone dei principali vitigni che trovano dimora nelle nostre soleggiate vigne.

Tuttavia, in tema di bollicine, qui a Montemagno, ci piace rischiare e sfidare i cugini d’Oltralpe con un metodo Classico di cui siamo stati gli antesignani: TM Brut.

Pensare di vinificare così la Barbera d’Asti, con tutta la sua forza, il carattere, l’acidità tipiche dell’uva di questi territori, è stata una sfida ai più eleganti e austeri Champagne.

Alcune similitudini ci sono, vitigno e territorio a parte!

Iniziamo con il metodo di spumantizzazione: il metodo Classico che prevede la rifermentazione in bottiglia; nota come “metodo Champenoise” in Francia e, appunto, “metodo Classico” in Italia. La seconda fermentazione che avviene direttamente in bottiglia conferisce finezza e persistenza alle bollicine, nel caso del nostro TMBrut, aggiungeremmo anche una decisa “croccantezza” soprattutto nella versione che riposa 24 mesi sui lieviti. Il 36 e il 40 mesi sono connotati da una maggior eleganza della bolla e complessità aromatica gustativa.

Metodo Classico italiano e Champagne francese hanno in comune anche alcune fasi della produzione: la preparazione del vino base, l’eventuale aggiunta di zuccheri e lieviti (tirage), la presa di spuma, il remuage (rotazione delle bottiglie per far scendere i residui), la sboccatura (rimozione dei residui) e il dosaggio finale.

Bottiglie

Il risultato? Difficile trovare delle similitudini se non nell’eleganza, nella struttura e nella persistenza, oltre che nelle indubbie capacità di affinamento dei due cugini…pensando al fatto che spesso sono vinificati in bianco e sono delle “bollicine” è un risultato non così scontato.

TM Brut

Ma è proprio sulle caratteristiche organolettiche e sulle capacità di affinamento che TM Brut rivela le prime sorprese. 

Innanzitutto, è uno spumante ricavato dalla regina delle uve rosse: la Barbera. E allora gli enologi di Tenuta Montemagno hanno voluto sottolineare questa stirpe regale sin dalle prime note visive: una bollicina con un caratteristico colore ramato…un unicum nel panorama del metodo Classico. 

Altra nota distintiva deriva dalla degustazione organolettica: l’acidità della Barbera è perfettamente equilibrata dalla bollicina e smorzata dall’affinamento sui lieviti, ma ne costituisce la cifra stilistica.

Impossibile confondere TM Brut con altri spumanti; un’etichetta dalla solida identità e dal forte carattere.

Dulcis in fundo, una nota estremamente apprezzata dagli addetti ai lavori, ma soprattutto dai winelovers, è l‘ecletticità di uno spumante in grado di accompagnare tanto l’aperitivo estivo, fresco e defaticante nella versione 24 mesi, quanto i piatti più complessi sia a base di pesce che di carne. 

La Civetta sul Comò

Eleganza, finezza o grande carattere, TM Brut regala emozioni che solo un soggiorno presso il nostro Relais nelle calde giornate estive è in grado di eguagliare e superare con un tuffo nella nostra piscina a sfioro, illuminati dalla luce fioca del tramonto sulle colline patrimonio dell’Unesco.

Se vuoi provare un’experience davvero unica, vieni a trovarci al ristorante La Civetta sul Comò e prenota un soggiorno in Tenuta Montemagno, sapremo stupirti e farti innamorare della nostra cucina, del nostro Relais e del Monferrato.

Approfitta della promozione in corso fino al 31 luglio 2025. 

Per ogni acquisto minimo di 250€ su tutte le nostre etichette riceverai in omaggio una bottiglia di TM Brut 24 mesi, oltre allo sconto del 10%.

Per un acquisto minimo di 500€ su tutte le nostre etichette riceverai in omaggio due bottiglie di TM Brut: 24 e 36 mesi, oltre allo sconto del 20%.

Vigne

Potature, legami e geometrie di primavera

La stagione dei fiori coincide con il risveglio delle vigne e la ripartenza dei lavori sulle nostre colline.

A partire dalla fine del mese di marzo si respira un gran fermento in vigna e si osserva un brulicare di persone tra i filari. La primavera porta con sé anche il risveglio delle viti che, quest’anno, non hanno potuto godere del caldo riposo generato dalla neve al suolo. La grande assente di questo inverno, la coltre bianca, è un alleato prezioso per mantenere il tempore alle radici delle viti più giovani, ed è un ancor più prezioso serbatoio per una lenta e costante irrigazione naturale grazie al suo scioglimento. Fortunatamente, il mese di aprile alterna momenti di grande piovosità, con giornate di sole e con medie climatiche nella norma…un equilibrio apparente è stato ricostituito dalla stessa madre natura.

In vigna è il momento di potare, rimpiazzare le viti ormai giunte al termine del loro ciclo produttivo e fare manutenzione ordinaria: tagliare, legare i cordoni e, soprattutto, provvedere al ripristino delle geometrie all’interno dei filari. In Tenuta Montemagno la qualità è sinonimo anche di ordine e bellezza. Filari ordinati consentono una cura e una manutenzione migliore, e restituiscono bellezza a un territorio unico e incantevole.

In attesa della ripresa vegetativa, riconoscibile con lo spuntare dei primi rigonfiamenti e dei primi germogli, abbiamo provveduto a mettere a dimora i nuovi impianti di uve Timorasso. E’ il nostro grande bianco sempre più apprezzato e mai sufficiente a soddisfare la crescente domanda o alla conservazione (di alcune bottiglie) per diventare il “Timorasso da invecchiamento”. Per un bianco dal carattere di un grande rosso, è davvero un peccato! 

Uva

Per monitorare l’andamento della vigna e le possibili evoluzioni, di comune accordo con l’agronomo, abbiamo come punto di riferimento l’antica, ma efficace regola dei tre 10: 10° di temperatura media, 10 mm di pioggia e 10 cm di lunghezza di crescita dei germogli. Soddisfatte queste variabili, è possibile ipotizzare un andamento climatico e di crescita delle viti “ideale”. In mancanza di uno o più di questi requisiti…scatta l’allarme e le vigne vengono osservate con attenzione per prevenire il fenomeno della peronospora o di altre malattie, programmando i trattamenti indispensabili per preservare la salute delle piante e dell’uva, sempre e comunque con l’obiettivo di rispettare il nostro ferreo disciplinare dettato dal metodo TM: ottenere vini eccellenti che abbiano valori migliori dei prodotti certificati come biologici. 

Il vino deve sempre essere un piacere per i nostri consumatori e deve donare felicità nel totale rispetto della salute.

La bella stagione del 2025 è iniziata con temperature medie più alte rispetto al periodo e precipitazioni a tratti copiose ma senza fenomeni preoccupanti. Tuttavia, queste due variabili fanno sì che in vigna ci sia particolare attenzione a situazioni che possano favorire la formazione e il ristagno di umidità. Tutto questo per ovviare la formazione di malattie delle piante che potrebbero influire sulla qualità delle uve. Insomma, in Tenuta Montemagno l’attenzione a ogni particolare delle vigne e dei suoi frutti è sempre massima!

Vigne

Un progetto che abbiamo a cuore è la realizzazione di un impianto di irrigazione che tragga l’acqua da una sorgente sotterranea situata all’ingresso della Tenuta e che possa garantire il necessario apporto idrico nei casi di conclamata emergenza. Si tratterebbe di costruire delle vasche di raccolta sulla sommità della collina, all’ombra del grande castagno che domina i 100 ettari di terreni che circondano il nostro Relais e, attraverso un complesso dedalo di piccole condotte interrate, giunga a nutrire le vigne. Un progetto che ci vedrà impegnati per lungo tempo, da conciliare con le attività quotidiane e la presenza di una popolazione consistente di vigneti sulle colline oggetto dell’intervento.

Imbottigliamento

Mentre in vigna si pota e si lega, in cantina si procede con l’imbottigliamento del Solis Vis, di Musae, Nymphae e Invictus 2023…lasciando riposare in botte e in barrique la nostra Barbera d’Asti Superiore Mysterium. La regina di Montemagno necessita ancora di affinamento per restituire tutti i sentori che le hanno reso i Tre Bicchieri del Gambero Rosso con l’annata 2019.

La gestione di una cantina e dei vigneti ha certamente un “che di bucolico”, ma richiede costanti investimenti, tanti sacrifici, competenze sempre più professionali e verticali, con una strategia mixata alla capacità di improvvisare sulla base delle intenzioni e dei capricci di madre natura.

Vi aspettiamo sullo shop on line per apprezzare i risultati del nostro lavoro.

Alla prossima puntata!

stand TMM Vinitaly

Il nostro Monferrato a Vinitaly

Dal 6 al 9 aprile – Pad 10 Stand A2 – Verona

Raggiungere Verona nella settimana del Vinitaly è una sfida da Ironman…a meno che non si opti per l’efficiente trasporto ferroviario e la permanenza non sia stata prenotata con il dovuto anticipo.

MA…

…Vinitaly merita una visita da parte degli addetti ai lavori e di tutti i wine lovers. Un’occasione unica per incontrare le etichette più note del nostro panorama vitivinicolo ma anche, e soprattutto, per scoprire i produttori meno noti, veri custodi e rappresentanti delle mille sfumature dell’italico vino.

Tenuta Montemagno, realtà affermata nel panorama vinicolo piemontese, è da annoverare tra le preziose cantine che hanno rivalutato questo lembo di Piemonte: il Monferrato. Già incluso tra i luoghi patrimoni dell’Unesco, il territorio monferrino è caratterizzato da una geomorfologia estremamente particolare, unica. Tanto singolare da offrire una varietà importante di vitigni autoctoni.

Vini TMM FARM

Basti pensare al Ruché di Castagnole Monferrato, alla Malvasia di Casorzo, al Grignolino e alla Barbera d’Asti… vere e proprie eccellenze di colline vocate alla viticoltura, ma connotate da un paesaggio nei quali gli allevamenti agricoli sono ancora ben presenti e fondamentali per l’economia di questo territorio.

Agricoltura e vite, ma anche ospitalità. Il Monferrato offre davvero mille sfumature per essere selezionato per un soggiorno e come punto di riferimento per scoprire i mille itinerari del basso Piemonte, fino a sconfinare nella vicina Liguria. La brezza che giunge del mare è infatti un elemento che caratterizza e condiziona il clima delle nostre colline e garantisce quel costante ricambio di aria che tanto giova alle viti e ci consente di realizzare etichette uniche come il Ruchè Invictus, raccolto dopo un appassimento in vigna.

Il nostro stand a Vinitaly (Pad 10 – stand A2) è la riproduzione della cantina che troverete a Montemagno, con le volte lignee e un ampio spazio per l’ospitalità.

Mysterium 2019 tre bicchieri Gambero Rosso

Come sempre saranno disponibili tutte le etichette che caratterizzano la nostra produzione, a partire dalla Barbera d’Asti nelle sue forme caratterizzate da grande bevibilità (Austerum e Violae), così come nella sua personalità più aristocratica (Mysterium 2019 – 3 Bicchieri Gambero Rosso) o nella variante vinificata secondo il metodo Classico TM BRUT 24/36/40 mesi.

Ma se la visita è incentrata alla scoperta dei bianchi, allora mettetevi comodi: dai grandi vitigni internazionali come il Sauvignon (Blanc e Gris) presente in Musae e Nymphae, sino a un “bianco che pare un rosso” per la struttura e la permanenza. Uve Timorasso in purezza per Solis Vis a segnare la cifra stilistica dei bianchi made in Montemagno.

Se invece siete alla ricerca di vitigni autoctoni non potete mancare la degustazione del Ruché di Castagnole Monferrato in versione “classica”, con Nobilis, o nella variante con appassimento in vigna, Invictus. Sempre tra gli autoctoni troverete la Malvasia di Casorzo nella variante ferma, passita e spumantizzata.

Entrando nel nostro stand sarà come percorrere il Monferrato in lungo e in largo. 

Per chiudere, degustate la nostra selezione di grappe prodotte con le vinacce delle nostre Barbera, Malvasia e Ruché: Auratum XLV; Argentum XLV; Rosatum XLV e terminate con Tabacum XLV e l’eccezionale quanto sorprendente Tabacum Riserva. Il nome, in questo caso, svela la sorpresa…

Vi aspettiamo al nostro stand!

(Pad 10 – stand A2)


Ruber TMM

Ruber, un grande Grignolino


Dici “Grignolino” e pensi a un vino beverino…tutta colpa di quel suffisso “.. ino ..”  

In questo caso l’etimologia del nome non rispecchia affatto il carattere di uno tra i più antichi vini autoctoni del Monferrato. Un’uva presente sulle dolci colline che si snodano tra il casalese e Asti, una zona ampia caratterizzata da differenti tipologie di suolo e zone climatiche che mutano facilmente da un “bricco” all’altro. Certamente gli aspetti pedoclimatici influenzano il carattere di questa uva, così come influisce lo stile che ogni cantina imprime in fase di vinificazione. 

Ma un punto fermo c’è: il Grignolino è un grande vino.

Tannino molto presente ma delicato, un bouquet aromatico ampio che regala note speziate e di rosa appassita, fragolina di bosco, lamponi e bacche selvatiche: un profumo che, alla lunga, ricorda il sottobosco e i suoi preziosi frutti. 

Chiudendo gli occhi, l’eleganza e la finezza di questo rosso, oltre alle tonalità cromatiche, potrebbero portare alla memoria la degustazione di un Pinot Nero…ma qui siamo nel cuore del Monferrato e il carattere aspro delle nostre terre arriva, secco come questo amabile rosso.

Un calice eclettico, degno compagno dei piatti piemontesi da sgrassare, così come, servito più fresco, delle belle e succulente grigliate di primavera inoltrata. Un calice tira l’altro, a dispetto di un volume alcoolico di tutto rispetto per un vino “..ino..”… 13,5° / 14°  e non sentirli, grazie alla finezza, all’equilibrio e alla maestria dei nostri enolgici che svolgono un lavoro egregio in cantina.

Ruber è un Grignolino d’Asti che ha nella finezza la sua cifra stilistica.

E’ un rosso, importante, difficile da coltivare per riuscire ad estrarre tannini delicati da una varietà che, storicamente, era considerata come “l’uva del contadino”. Nacque come un vino da tavola, quotidiano, da consumare dopo il duro lavoro nei campi e come accompagnamento alla cena serale.

Ruber

Un po’ rude, un po’ aspro, come un cavallo di razza da domare. Le nostre vigne, dell’età media di oltre 30 anni, ci aiutano in questa opera di ammansire un purosangue, mentre il terreno argilloso calcareo con marne ricche di limo e ph alcalino con forte ritenzione idrica contribuisce a forgiare i suoi tannini.


Tenuta Montemagno

L’esposizione dei vigneti allevati a guyot verso sud, sud-ovest consente alle vigne di godere dell’illuminazione solare fino al tramonto, favorendo l’escursione termica tanto preziosa per mantenere in salute i grappoli. 

Ma il carattere del nostro Ruber viene modellato in cantina attraverso la  vinificazione, il successivo affinamento con fermentazione a temperatura controllata di 22° e una breve macerazione per un’estrazione leggera di tannini astringenti.



Oggi, il Grignolino d’Asti è il vino che più di ogni altro esprime l’identità del Monferrato in quanto a finezza, complessità aromatica e possibilità di accostamento alla cucina locale e internazionale. 

Un’etichetta all’apparenza semplice, che riserva gradite sorprese al variare della temperatura di servizio e dell’annata. Come i grandi rossi di questi territori evolve in modo sorprendente, regalando emozioni diverse e complessità inaspettate.

Il nostro consiglio è di portare in cantina delle verticali, lasciarle riposare e degustarle alla scoperta di vini sempre nuovi, tutti con un unico timbro: l’eleganza. 

Acquista ora le tue annate preferite direttamente sul nostro shop on line.