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Giappone TMM

I vini Tenuta Montemagno in tour nella terra del Sol Levante

Inizia il 13 novembre un tour che porterà i vini Tenuta Montemagno in Giappone, terra visitata già negli anni scorsi. L’itinerario delle presentazioni e degustazioni prevede la prima tappa a Tokyo, dove i destinatari della degustazione saranno dapprima un gruppo di sommelier della scuola enologica della capitale Giapponese e successivamente, in serata, privati e rappresentanti dell’horeca locale.

Il 14 novembre, sempre a Tokyo, Tenuta Montemagno parteciperà all’evento di degustazione dedicato ai vini Italiani, organizzato da Slow Wine.

Il 15 è il turno di Osaka, una delle città più importanti dal punto di vista economico del Giappone nota per le sue architetture, che vanno dal castello Shogun del XVI secolo ai più moderni grattacieli, e alla vita notturna particolarmente vivace. A Osaka è prevista la partecipazione a un evento di degustazione.

Il 16 sono previste due tappe: la prima a Kyoto, affascinante capitale del Giappone prima che questa fosse trasferita a Tokyo, e Yokohama, seconda città più popolosa della nazione dopo l’attuale capitale. Durante tutte le trasferte, i vini Tenuta Montemagno saranno gli interpreti, oltre agli eventi di degustazione indicati, di incontri con clienti esistenti e nuovi.

Un tour breve ma molto intenso in una terra decisamente importante per l’esportazione del vino Italiano e di Tenuta Montemagno che potrete seguire sui nostri canali social:

Instagram https://www.instagram.com/tenutamontemagno_wine/

Facebook https://www.facebook.com/TenutaMontemagnoWine

Invictus

Invictus, un Ruchè di appassimento

Parlare di Ruchè, in Monferrato, significa raccontare la storia affascinante di un vitigno autoctono, di un’etimologia incerta e di un prelato che, a partire dagli anni ’60 dello scorso millennio, credette in questa uva ormai dimenticata. Come tutti gli uomini di Fede, Don Giacomo Cauda in Castagnole Monferrato, era dotato, oltre che di una grande spiritualità, anche di ottima caparbietà e di visione. Grazie a lui e alla sua intuizione, il Ruchè riconquistò un ruolo di primaria importanza nel panorama delle Denominazioni autoctone del Monferrato.

Cenni storici

Due le date riportate nei libri di storia: 1987, anno in cui ottenne la D.O.C. e 2010 anno in cui fu attribuita al Ruchè la D.O.C.G. Da allora la crescita è costante, al pari della qualità e dell’apprezzamento del mercato.

Ma, anche nel vino, la qualità fa spesso rima con innovazione e sperimentazione. Due termini, che caratterizzano la cifra stilistica delle nostre etichette, basti pensare al TM Brut, le prime bollicine metodo Classico ottenute da uve Barbera.

Così anche per il vino autoctono per eccellenza come il Ruchè di Castagnole Monferrato, abbiamo osato sperimentare con l’etichetta Invictus.

Un vitigno autoctono unico

Già il Ruchè Nobilis si caratterizza per la classica morbidezza e aromaticità tipiche del vitigno, ma il bouquet aromatico e la struttura di questo vitigno possono dare di più. Ne erano convinti l’enologo, l’agronomo e la proprietà rappresentata da Tiziano Barea che, con tanta passione, promuove l’innovazione sulla strada della tradizione.

Ma come?

Vigneto Ruchè Tenuta Montemagno

Tante le strade, lavorare in cantina, durante l’affinamento in bottiglia, oppure… ispirarsi ai contadini e ascoltare la terra, la vite. Nasce l’intuizione di assecondare la vendemmia tardiva per una parte dei filari, quelli meglio esposti (Sud Ovest / Ovest), in cui l’umidità è minima, l’escursione termica significativa e la ventilazione ideale; tutto questo per essere sicuri, per quanto lo si possa essere parlando di un lavoro che viene svolto in vigna e non potendo governare il meteo, che l’uva che si andrà a raccogliere tra fine settembre e inizio ottobre, sarà in buona salute.

La raccolta delle uve atte a divenire Invictus avviene dopo la vendemmia del Ruchè Nobilis; vengono lasciati solo i 3 grappoli migliori per ogni pianta con il taglio del tralcio che li regge, per interrompere il vaso linfatico e far sì che i grappoli appassiscano senza che la pianta possa riprendersi ciò che di prezioso ha donato.

E dopo tanta attesa, i grappoli vengono raccolti rigorosamente a mano, posati in piccole casse e subito portati in cantina per le lavorazioni che doneranno nerbo, struttura ed eleganza alle uve appassite in vigna.

Dopo l’accurata selezione in vigna, nasce Invictus, il nostro Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG appassito in vigna. Si caratterizza per un colore rosso scuro con riflessi porpora e nero. Il profumo sposa note intense di rose fresche, frutta rossa matura, sentori che ricordano il balsamico, la menta, l’eucalipto, fino ad immergersi negli aromi tipici della macchia mediterranea, della resina di pino, del rosmarino e della salvia.

Invictus è un Ruchè pieno, spiccatamente tannico e aromatico; al palato è un vino di grande longevità ed eleganza e si contraddistingue per note marcate di pepe e cannella, arricchite nell’intensità proprio grazie al procedimento di raccolta tardiva delle uve. 

L’accostamento gastronomico

Gli accostamenti gastronomici possono essere anche molto ambiziosi, oppure nel solco della tradizione monferrina con i primi piatti di pasta all’uovo ripiena, salumi, e formaggi di moderata stagionatura. Ma se si vuole osare, non resta che valorizzare la struttura, i tannini e l’ampia complessità aromatica che contraddistingue il nostro Invictus e sperimentarlo con i piatti piemontesi più importanti dove i protagonisti sono la carne in lunga cottura o gli ingredienti del bosco, primo fra tutti il tartufo bianco d’Alba. 

La vendemmia della Barbera in Tenuta Montemagno

Le 5 sfumature di Barbera secondo Tenuta Montemagno

da Wine Meridian

In questo articolo apparso l’11 ottobre scorso, Agnese Ceschi, giornalista di Wine Meridian portale online dedicato al vino, narra come in Tenuta Montemagno da un vitigno autoctono come la Barbera, siano ottenute 5 prodotti differenti: i rossi classici Austerum e Mysterium, il rosso blend internazionale Violae, TM Brut (il metodo classico da uve Barbera nato proprio in questa cantina) e Auratum XLV, una grappa dai toni morbidi e barricati. Tutto questo grazie alla trasversalità di questo vitigno.

È possibile trovare questa cinque declinazioni del vitigno Barbera, insieme a tutta la produzione della cantina Tenuta Montemagno Relais & Wines, sul nostro shop online.

Al link seguente è possibile leggere l’articolo completo.

https://www.winemeridian.com/approfondimenti/la-barbera-regina-del-monferrato-declinata-in-cinque-versioni-da-tenuta-montemagno/
vendemmia 2023

La vendemmia Tenuta Montemagno 2023

Articolo redatto in collaborazione con Roberto Natiat enologo insieme a Gianfranco Cordero di Tenuta Montemagno

Che questo sarebbe stato un anno particolare per la coltivazione e il raccolto delle uve 2023 lo si era già inteso dallo scorso 2022, ricordato come un anno difficile a causa dell’estrema siccità che ha compromesso una parte delle vigne, costringendo alcune case vinicole a intervenire sulle piante e a eseguire la ripiantumazione delle barbatelle per recuperare, negli anni futuri, ciò che la scarsità d’acqua ha provocato. Ma nonostante questi segnali d’attenzione, il 2023 è stato capace di sorprenderci ancora, per una decisa variabilità delle condizioni climatiche che hanno interessato le coltivazioni a partire dall’inverno e che si sono susseguite fino all’estate.

Facciamo il punto della situazione con Roberto Nantiat, l’enologo che con Gianfranco Cordero segue i lavori in Tenuta Montemagno, per comprendere l’andamento del 2023, con un focus sulla vendemmia appena conclusa e su come saranno i vini frutto di questa raccolta.

Vendemmia 2023

Le condizioni climatiche dell’estate 2023

“Questa è un’annata particolare,” esordisce Roberto, “ma lo potevamo già capire da come sono state primavera ed estate; da un periodo di siccità estremo siamo passati a una semi-risoluzione durante i mesi di giugno e inizio di luglio, per tornate a un’altra situazione di stress dovuto alle alte temperature raggiunte da inizio, fino a metà agosto”.

In questo periodo, per due settimane circa, il termometro ha segnato 40°/45° con valori medi notturni sempre al di sopra dei 30°. L’effetto sulle piante è stato il blocco della fotosintesi e quindi della maturazione dei grappoli.  Così il 22 di agosto, in anticipo al calendario tradizionale, è iniziata la raccolta del Sauvignon.

“Abbiamo deciso di realizzare una corsa contro il tempo per evitare che queste uve, molto sensibili alle condizioni climatiche, si bruciassero. Il Sauvignon, infatti, a causa del forte caldo può “scottarsi” e produrre delle ossidazioni che, a loro volta, potrebbero portare a una perdita di quegli aromi molto importanti per il varietale”.

raccolta uva

La vendemmia anticipata

La scelta di effettuare una vendemmia anticipata è stata dettata anche dalla volontà di mantenere una buona qualità dell’uva, a discapito dei volumi raccolti.

“A fine agosto abbiamo avuto tre giorni di pioggia abbondante”, prosegue Roberto. “Questo ha ripristinato gli equilibri idrici delle piante. Gli acini hanno ripreso a ingrossarsi, le maturazioni hanno ripreso il loro corso, e la vegetazione riacquisiva quindi anche il colore naturale del periodo; da un verde dalla luminosità piuttosto spenta si è tornati ad avere un bel verde scuro, segnale che indicava la ripresa della fotosintesi”.

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Vendemmia 2023

Da quel momento in avanti è ripresa la raccolta, prima con le uve Barbera per la vinificazione del TM Brut e quindi col Syrah, utilizzato per l’etichetta Violae (blend di Syrah e Barbera). La vinificazione del Syrah si propone con un colore particolarmente carico, una struttura interessante e, quindi, una buona concentrazione.

Nel corso del mese di settembre la vendemmia è proseguita con il Timorasso, giunto a perfetta maturazione proprio grazie alle abbondanti piogge di fine agosto, utilizzato per Solis Vis, e Nymphae.

“Ora (metà settembre, ndr), stiamo raccogliendo le uve Barbera, destinate alla vinificazione dei rossi Austerum a Mysterium, che stanno offrendo la qualità di sempre con una maggiore morbidezza e freschezza. Prossimamente proseguiremo con le uve Ruchè per Nobilis, mentre la raccolta per Invictus, il Ruché realizzato con vendemmia tardiva, avrà luogo a due settimane di distanza”.

Tirando le somme della vendemmia 2023 di Tenuta Montemagno, possiamo quindi affermare che si caratterizza per volumi ridotti, una buona qualità dei grappoli raccolti e degli ottimi presupposti per la vinificazione. 

Tenuta Montemagno narrata sul portale Identità Golose Magazine

Riportiamo questo ampio articolo apparso lo scorso 24 settembre su Identità Golose Magazine rivista online dedicata al mondo della cucina italiana e internazionale. L’articolo, redatto da Marilena Lualdi, racconta la storia di Tenuta Montemagno, nella visione del fondatore Tiziano Barea, e un excursus di ampio respiro sulla produzione vinicola della cantina e sulle nuove attività nate a fianco di Tenuta Montemagno, come Vigneul, produttrice di cosmetici che attingono proprio in Tenuta Montemagno le materie prime nel segno di un’economia circolare.

Buona lettura.

https://www.identitagolose.it/sito/it/136/33984/in-cantina/purche-il-vino-porti-felicita-la-visione-di-tiziano-barea-a-tenuta-montemagno.html

Fusilloni cremosi con Ruché Invictus Tenuta Montemagno

Parlano di noi su Wine Confidential

Ricetta e abbinamento

Ruchè Invictus e fusilloni cremosi noci e alici

Erika Paravano ha pubblicato un articolo su Wine Confidential, dedicato al nostro Ruché di Castagnole Monferrato Invictus in abbinamento con una ricetta mari e monti (o meglio colline, quelle del Monferrato): fusilloni cremosi con noci e alici. La narrazione si articola fra tradizione, origini e ricetta di questo primo piatto destinato a solleticare il palato del lettore.

La scelta dell’abbinamento ricade sul nostro Ruché Invictus ottenuto con una raccolta tardiva delle uve (lasciate dalle due alle tre settimane in appassimento sulla pianta), che conferisce grande struttura e personalità al vino.

Grazie a Erika per questo bell’articolo, che è possibile leggere a questo link.

cantina Tenuta Montemagno

I lavori di primavera in vigna e cantina Tenuta Montemagno

Articolo redatto in collaborazione con Roberto Natiat enologo insieme a Gianfranco Cordero di Tenuta Montemagno

Il 2022 sarà certamente ricordato da tutti i produttori di vino come un anno di forte siccità. Analogamente il 2023 sarà ricordato per essere stato un anno, almeno nei primi 6 mesi, particolarmente bizzarro dal punto di vista meteorologico. La siccità dello scorso anno si è protratta anche per i primi mesi di questo per poi cambiare improvvisamente e portare le attenzioni di enologi e agronomi da scarsezza ad abbondanza di acqua nel terreno.

In questo articolo scopriremo con Roberto Nantiat, l’enologo che con Gianfranco Cordero segue i lavori in Tenuta Montemagno, cosa sia successo fra i filari nel corso della primavera in Tenuta e cosa sia stato fatto per affrontare l’improvvisa abbondanza d’acqua e predisporre al meglio la vigna per la stagione, l’estate, che porta alla vendemmia.

La prima parte della primavera 2023 si è riproposta all’insegna della siccità. Uno stato che ha le sue origini nello scorso anno e che è perdurato, salvo qualche sporadico evento piovoso e nevoso, per tutto l’inverno e la prima parte di quest’anno. Dal mese di maggio c’è stata un’inversione climatica: da zero pioggia a 2-3 giorni di acqua alla settimana.

Questo ribaltamento porta con sé due potenziali conseguenze: una positiva e una negativa. La prima, come è facile immaginare, risolve il problema idrico; le piogge abbondanti portano molto nutrimento alle viti e queste manifestano una decisa vegetazione. La seconda, anch’essa facilmente intuibile, è la possibile presenza di funghi (prevalentemente peronospera e oidio), che visti i tempi molto ridotti fra un evento piovoso e il successivo, potrebbero diventare particolarmente forti e aggressivi. Massima attenzione quindi, con interventi di difesa da eseguire in vigna, come la “distribuzione” più ordinata dei germogli, affinché si crei un maggior passaggio di aria e diminuiscano i potenziali rischi di attecchimento e crescita dei funghi.

Vigna di Timorasso in Tenuta Montemagno

Un altro aspetto piuttosto insolito e che potrebbe richiedere interventi correttivi è sempre legato all’abbondanza di acqua e alla conseguente spinta vegetativa delle piante che si mostra con un evidente rigogliosità del fogliame. Questo segno è decisamente positivo, ma evidenzia una crescita leggermente disomogenea dei germogli anche a livello di singola pianta.

Si tratta del risultato dello stress subito dalle viti durante la siccità, quando i germogli sono cresciuti tutti con grande difficoltà; ora, con l’arrivo delle precipitazioni, si notano chiaramente le differenze generate da questo stress, con germogli più forti di altri.

Questa disomogeneità vegetativa ci induce a monitorare con grande meticolosità l’evolversi della stagione, per programmare in anticipo gli interventi in vigna, presumibilmente a inizio agosto. Normalmente già effettuiamo il diradamento dei grappoli, così da garantire il giusto equilibrio tra la qualità delle uve raccolte e la quantità; quest’anno ci aspettiamo un intensificarsi di questa operazione che dona vigore alla vite e ai grappoli più maturi e nutrimento al terreno, su cui vengono lasciati i grappoli potati.

In cantina si è proseguito con l’imbottigliamento di buona parte dei vini rossi, mentre per i bianchi questa attività è stata completata a fine inverno: Violae (blend di Syrah e Barbera d’Asti), Soranus (il Barolo di Tenuta Motnemagno), Mysterium 2019 (Barbera d’Asti Superiore) e Nobilis (Ruchè di Castagnole Monferrato).

A breve seguirà anche Invictus, sempre Ruchè di Castagnole Monferrato, particolarmente deciso e strutturato, ottenuto eseguendo una vendemmia tardiva delle uve.

A riposo orizzontalmente, per 24 e 36 mesi, invece i TM Brut (Metodo Classico da uve Barbera), il cui “tiraggio” è stato effettuato a metà-fine marzo.

I cambiamenti climatici di cui abbiamo ampiamente scritto nella prima parte dell’articolo, hanno avuto un altro riscontro positivo. Mentre durante l’inverno era evidente che la vegetazione del vigneto fosse in anticipo di due settimane, ora si nota come questa condizione sia stata azzerata; di conseguenza la previsione di vendemmia potrebbe tornare alle scadenze più tradizionali, da fine agosto-inizio settembre in poi. 

Ne riparleremo quindi con il prossimo editoriale, quando avremo aggiornamenti sullo stato della vigna durante l’estate e sui lavori di preparazione o completamento della vendemmia 2023.

TMM relais estate

Bianchi, freschi, fermi, le etichette di Tenuta Montemagno per l’estate

Estate è sinonimo di giornate lunghe, soleggiate, serate trascorse con gli amici e aperitivi per trascorrere momenti in piacevole compagnia…anche di un buon calice di vino, meglio se bianco, fresco e dall’ampio bouquet di aromi.

Il connubio “bella stagione, calice di bianco fresco” segna, da sempre, i momenti più spensierati e conviviali.

I vini bianchi hanno il dono di saper mitigare la calura estiva grazie alla loro freschezza, all’aromaticità e, in alcuni casi, alla spiccata mineralità capace di rendere estremamente piacevole la beva.

In una terra di importanti rossi (Ruché, Barbera, Grignolino), spiccano le numerose varietà dei bianchi Tenuta Montemagno, in grado di deliziare i sensi con le loro note fruttate, aromatiche e sapide, alla scoperta di infinite possibilità di esperienze e di abbinamenti. 

Nypmhae, blend di uve Sauvignon e Timorasso coltivate nelle vigne della Tenuta con esposizione sud/sud ovest. Il connubio di queste uve dà vita a un vino esclusivo per ricchezza di sensazioni al palato e al naso (caratteristiche del vitigno Sauvignon), con una importante mineralità data dal suolo ricco di sodio, magnesio e potassio, tipica delle uve Timorasso. 

Questo Sauvignon regala intense note di agrumi e frutta esotica, dove spicca in particolare il frutto della passione, mentre il Timorasso emana delicate note minerali e di pietra focaia, un vino bianco intenso, complesso e molto piacevole.

La sua struttura, complessa e decisa, lo rende un vino con una buona capacità di affinamento, molto versatile negli abbinamenti, tanto da essere un grande classico per un aperitivo strutturato e per i brunch domenicali.

Musae, è frutto di uve Sauvignon Blanc e Sauvignon Gris (mutazione del Sauvignon Blanc caratterizzato dalla bacca rosata), vinificate in purezza. Questa etichetta si distingue per le ampie note aromatiche e la persistenza gustativa. Siamo di fronte a un vino morbido e deciso al palato. Elegante e dalla piacevole freschezza, si distingue per la grande intensità di aromi, troviamo molti agrumi ma anche fiori d’acacia e miele, sapido e di grande persistenza ed intensità.

Con l’avvicinarsi dell’estate è il vino perfetto, servito a una temperatura di 10°-12°, per accompagnare gli aperitivi più semplici e i piatti a base di pesce, anche crudo.

Solis Vis è il bianco piemontese, ottenuto da uve Timorasso, capace di trasmettere sensazioni ed emozioni che nulla hanno da invidiare a quelle dei più pregiati vini a bacca rossa, anche per la longevità che può raggiungere, possiamo definirlo un vino bianco con l’anima di un grande rosso. Solis Vis è un’etichetta particolare, regala intense note minerali il delicato profumo della pera appena tagliata ed una sapidità ed intensità uniche, la sua persistenza è veramente sorprendente, questo bianco è in grado di raggiungere importanti gradazioni e di accompagnare le portate caratterizzate da una forte personalità: dai formaggi stagionati e saporiti tipici della produzione piemontese, al baccalà, crostacei, molluschi fino alle scaloppe di foie gras e al pollame speziato, senza dimenticare il tradizionale vitello tonnato, ricetta tipica del territorio.

Nymphae, Musae, Solis Vis di Tenuta Montemagno sono i compagni perfetti per lasciarsi trasportare in un’esperienza indimenticabile, dalle infinite sfumature aromatiche e dalla inebriante freschezza che solo i bianchi nati in una terra di importanti rossi, sanno regalare.

Per degustare abbinamenti inediti, o i classici della cucina monferrina, con le nostre etichette estive, vieni a trovarci alla Civetta sul Comò, o acquista direttamente le nostre etichette per abbinarle alle tue ricette.

Tutti i vini Tenuta Montemagno sono disponibili nel nostro shop online.

piscina notte

Nuovo Interior Design e nuovi Servizi a Tenuta Montemagno Relais & Wines

I primi mesi del 2023 sono stati eseguiti importanti lavori per dare una nuova estetica alle camere di Tenuta Montemagno Relais & Wines. Obiettivi di queste attività sono stati il rinnovamento della struttura, da mantenere sempre all’altezza del servizio alla clientela e, soprattutto, l’aumento del livello di qualità da offrire agli ospiti che soggiornano al relais.

I lavori principali sono stati eseguiti nelle Junior Suite e, in misura più contenuta, nelle camere Classic e Superior. In tutti i locali del relais sono stati operati interventi per il miglioramento estetico.

In tutte le camere e le suite sono state cambiate le linee luce. Nuove lampade dal design moderno che strizzano l’occhio all’illuminazione che un tempo caratterizzava i casali di campagna, grazie alle loro forme affusolate che evocano le fiamme delle candele.

Nelle Junior Suite è stato completamente rinnovato l’arredamento e sono stati riconsiderati gli spazi del piano terra. Qui, proprio grazie all’introduzione dei nuovi arredi, sono stati creati dei salottini che, per la notte o le ore di riposo diurno, possono essere riconfigurati per creare un letto aggiuntivo da una piazza e mezzo, utilizzabile per ospitare uno o due bambini.

Ma il rinnovamento riguarda anche i servizi offerti alla clientela. Nuove attività di relax e intrattenimento che rendono, e renderanno, estremamente piacevole il soggiorno fra le dolci colline del Monferrato.

A partire dal mese di maggio sarà attivo un piano/american bar. Questa attività, disponibile dalle prime ore serali fino a mezzanotte circa nei fine settimana fino a fine maggio e tutti i giorni a partire da giugno, sarà a disposizione degli ospiti ma anche a persone esterne che non soggiornano nel relais. Il servizio avrà luogo nella corte antistante la sala degustazione dove nuovi arredi creeranno lo spazio lounge piano bar.

All’interno del bar della sala degustazione un barman preparerà le ordinazioni dei clienti mentre un pianista intratterrà i clienti suonando un pianoforte a coda.

Le serate d’estate e i colori del tramonto che s’insinua attraverso i profili delle colline e dei borghi antistanti la Tenuta, diventeranno così attimi di magia per gli ospiti del Piano Bar. Musica e gusti saranno attori che renderanno l’esperienza di Tenuta Montemagno Relais & Wines ancor più indimenticabile.

Carciofo confit

Carciofo confìt su crema di cavolfiore arrosto, spuma di parmigiano vacca rossa e limone candito

La cucina del ristorante di Tenuta Montemagno, La Civetta sul Comò, è guidata dallo Chef Executive Giampiero Vento che propone un menù composto da piatti ottenuti coniugando la grande tradizione Piemontese con un pizzico di creatività e innovazione.

Per la ricetta d’inizio primavera, il carciofo confìt su crema di cavolfiore arrosto, spuma di parmigiano vacca rossa e limone candito, lo Chef Vento ha selezionato un prodotto stagionale tipico di un territorio che dista pochi chilometri dal Monferrato: il carciofo spinoso di Albenga

Nella preparazione di questo piatto, Vento ha aggiunto un ingrediente fondamentale, per lui, in cucina: la memoria, il richiamo dei ricordi dei piatti di casa, con gli aromi e i gusti della buona cucina casalinga, delle grigliate con gli amici…insomma tutto quel bagaglio di sensazioni ed emozioni estremamente piacevoli che si desidera replicare nelle proprie preparazioni per donarle, con nuova eleganza e interpretazione, al palato degli ospiti.

carciofi

Questo piatto d’antipasto ha come protagonista principale, come detto, il carciofo, un ortaggio che si può abbinare molto bene per accompagnare primi piatti, pesce e carne, ma che lo chef ha voluto rendere qui il soggetto principale del piatto.

Il primo passaggio verso la preparazione confit è marinare il carciofo in olio, aglio e aromi in abbondanza. Successivamente viene cotto a vapore per un’ora a 70° circa, per evitare una cottura troppo aggressiva e per mantenere una buona consistenza del carciofo. Il passaggio al cannello per bruciare dolcemente il nostro “protagonista” inizia ad aggiungere quei sapori legati ai ricordi come il profumo di griglia e di carbonella.

Unitamente al carciofo si bruciano anche alcune erbe, prima fra tutte il rosmarino che darà un tocco particolare ai profumi del piatto finale.

Si passa quindi a dare i primi tocchi di eleganza al piatto attraverso la spuma di parmigiano di vacca rossa, bovino tipico della zona di Reggio Emilia, invecchiato per 36 mesi. Ulteriori ingredienti che donano uno stile unico e personale al piatto sono la buccia di limone caramellata, dalle note agri e dolci allo stesso tempo per contrastare l’amaro del carciofo. Il completamento del piatto è reso con una crema di cavolfiore preventivamente arrostito che aggiunge l’ultimo tocco di eleganza a questo antipasto che sta riscuotendo un grande successo presso gli ospiti del relais.

Il vino da abbinare a questo piatto è, secondo i nostri sommelier, un bianco deciso e potente. Raccomandiamo quindi il Timorasso in purezza di Tenuta Montemagno Solis Vis. Un bianco strutturato, in grado di sostenere portate tipicamente accompagnate dai grandi vini rossi.

È possibile acquistare Solis Vis dal nostro shop online. Così chi desidera cimentarsi con questa preparazione potrà completare l’esperienza grazie anche al Timorasso in purezza. Saremo invece ben lieti di accogliere chi vorrà degustare piatto e vino direttamente in Tenuta, contattandoci alla reception per prenotare un soggiorno di gusto nel Monferrato.

Solis Vis