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Tenuta Montemagno Mysterium 2017 a Prowein 2022

Mysterium 2017 a Prowein 2022

Saremo presenti alla fiera di Düsseldorf con l’intera gamma vini e le nuove annate di Mysterium e Solis Vis

Tenuta Montemagno parteciperà a Prowein 2022, in programma a Düsseldorf dal 15 al 17 maggio, con l’intera produzione di vini e distillati: 3 etichette di bianchi, 7 di rossi, 3 di dolci, 3 spumanti e 5 grappe. In occasione della fiera, Tenuta Montemagno presenterà le nuove annate di due etichette: Mysterium (2017) e Solis Vis (2021).

Sarà proprio Mysterium 2017 la star di questo evento; la Barbera Superiore D.O.C.G. di Tenuta Montemagno sarà infatti presente sullo stand di “Mundus Vini” grazie alla gran medaglia d’oro ricevuta circa un mese fa.

I costanti investimenti in vigna, in cantina e nello sviluppo di prodotti che siano rappresentativi del Monferrato, sono uno stimolo quotidiano per tutte le persone che lavorano in Tenuta Montemagno.” – afferma Tiziano Barea, presidente e CEO di Tenuta Montemagno. “Un impegno che spesso viene premiato e riconosciuto, in Italia e all’estero, attraverso premi e menzioni. Come per Mysterium 2017, che ha recentemente ottenuto la “Gran medaglia d’Oro” come “best of show – Barbera d’Asti” al 30esimo Grand International Wine Award MUNDUS VINI.

Mysterium 2017

La vendemmia 2017 (20.000 bottiglie prodotte), è stata caratterizzata da caldo estremo e rare precipitazioni. Un’annata in generale molto soddisfacente per il Piemonte, dove le più importanti varietà autoctone si sono aggiudicate un punteggio considerato “eccellente”, di 5 stelle su 5, dalle più prestigiose autorità di analisi vitivinicola e agraria. Mysterium Barbera d’Asti Superiore è un vino unico, prodotto attraverso 3 differenti passaggi in legno: barrique, tonneaux e botte grande. Tre passaggi che per la vendemmia 2017 hanno esaltato in modo unico i profumi e le caratteristiche insite nell’uva Barbera quali freschezza, complessità aromatica e corpo.

Analisi chimica: 15% valore alcolico, 8,19 di acidità, 3,86 g/l livello di zucchero l, 80 mg/l anidride solforosa.

Solis Vis 2021

L’annata 2021 (10.000 bottiglie prodotte), è stata complessa da gestire a causa del ritardato arrivo della primavera. Si è avuta comunque un’eccellente annata per quanto riguarda l’uva Timorasso grazie alle pochissime precipitazioni e, in generale, grazie ad un’estate decisamente calda e asciutta che ha reso i profumi di pietra focaia e frutta bianca ancora più concentrati ed intriganti.

Analisi chimica: 14% valore alcolico, 5,6 g/l acidità, 1,0 g/l livello di zucchero, 83mg/l anidride solforosa.

Tenuta Montemagno a PROWEIN 2022 – pad. 15; stand B82

Tenuta Montemagno Big Bench Grazzano Badoglio

Alla scoperta delle Big Bench nel Monferrato

Le Panchine Giganti (Big Bench) sono installazioni artistiche di Chris Bangle, un designer specializzato nel settore automobilistico di origine Canadese che ha lavorato per anni all’Ufficio Stile del gruppo Fiat di Torino. Trasferitosi nelle Langhe nel 2009, per la precisione a Clavesana, ha dato vita al progetto Big Bench, un’iniziativa indipendente mirata a sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane dei paesi in cui si trovano queste installazioni.

La prima Grande Panchina è stata realizzata nel 2010 sul terreno della Borgata a Clavesana. Dopo di essa altre panchine si sono aggiunte ed è nato il Big Bench Community Project (BBCP), un’iniziativa no profit.

Le attività del BBCP – a carattere esclusivo senza fini di lucro – prevedono sia il supporto tecnico a chi vuole costruire una nuova Grande Panchina ufficiale, sia la collaborazione con le eccellenze dell’artigianato locale per realizzare prodotti a esse ispirati, che possano dare un piccolo contributo all’economia e al turismo locali, nel segno dello spirito positivo che le Grandi Panchine portano in questa zona. Una parte del ricavato di ogni vendita, come le donazioni fatte da chi realizza una nuova panchina, sarà devoluta dal BIG BENCH COMMUNITY PROJECT ai Comuni coinvolti e destinata a sostegno delle comunità locali. (descrizione tratta dal sito https://bigbenchcommunityproject.org/ dove è possibile ottenere ulteriori informazioni su questo progetto).

Tutte le grandi panchine sono visitabili liberamente ed è possibile sedersi sopra di esse per godere del panorama che queste offrono e, soprattutto, vivere il cambio di prospettiva dato dalle dimensioni della panchina che fa sentire chi vi siede come un bambino, capace di meravigliarsi della bellezza del paesaggio con uno sguardo nuovo.

Ma dove si trovano le Big Bench del Monferrato e, più precisamente, qual è il percorso che partendo a Tenuta Montemagno permette di raggiungere queste installazioni? Questo articolo propone un itinerario “eno-turistico” per consentire agli ospiti e seguaci del nostro Relais di visitare le famose Grandi Panchine. Non potevano mancare poi alcuni suggerimenti dedicati ad assecondare il gusto e il sapore. Abbiamo quindi indicato qualche locale dove recarsi per pranzo o semplicemente per degustare un buon calice di vino.

Buona visita, e quando sarete sul posto, non dimenticate di scattarvi delle fotografie e di pubblicarle sui canali social con l’hashtag #DiscoverMonferrato.

Mappa itinerari Big Bench

Itinerario

  • Tenuta Montemagno
  • Big Bench #51 Castagnole Monferrato
  • Big Bench #68 Calliano
  • Big Bench #91 Grazzano Badoglio
  • Big Bench #107 Vignale Monferrato
  • Big Bench #146 Olivola
  • Big Bench #119 Camagna Monferrato
  • Big Bench #133 Fubine
  • Tenuta Montemagno

Totale km: 70 Km. circa

Durata percorso: un’ora e mezzo circa (percorso completo senza fermate)

Mezzo consigliato: Auto – Moto

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CASTAGNOLE MONFERRATO

Stemma Castagnole Monferrato

Iniziamo l’itinerario lasciando alle spalle Tenuta Montemagno e, all’imbocco della SP16, svoltiamo a destra, in direzione Montemagno. Attraversiamo l’abitato e, sempre mantenendoci sulla SP16, in pochi chilometri arriviamo a Castagnole Monferrato.

Il nome di questo paese, che conta poco più di 1.000 abitanti, è dovuto al nome dei boschi di castagni che un tempo ricoprivano le colline di questo territorio. Oggi i castagni hanno lasciato in larga parte spazio alla coltivazione della vite. È infatti qui, e in alcuni altri borghi limitrofi, che ha origine il Ruchè di Castagnole Monferrato, un vitigno autoctono che sta sempre più ottenendo attenzione e riconoscimenti anche a livello internazionale.

> Scopri i Ruché di Tenuta Montemagno

Per arrivare alla Grande Panchina #51 (del colore Rosso Ruchè, in onore del vino che da questo paese prende il nome), dobbiamo uscire dall’abitato e viaggiare lungo la SP 38 in direzione Calliano. Dopo 500 metri circa la troviamo, immersa fra i vigneti e in una posizione che offre un’eccellente visuale panoramica sulle colline circostanti.

Big Bench Castagnole Monferrato
(fotografia di Francesca Galbiati)
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CALLIANO

Big Bench Calliano

Riprendiamo la SP38 in direzione Nord/Ovest fino a incrociare la SP29. Qui svoltiamo a sinistra e dopo qualche chilometro raggiungiamo il paese di Calliano. Arrivati alla Cappella della Madonna della Neve, appena fuori Calliano, troviamo un bivio. Girando a sinistra imbocchiamo Strada Perrone che ci porta alla Big Bench #68, la panchina gigante Bianca e Azzurra di Calliano.

Big Bench Calliano
(fotografia tratta da https://restaurantguru.it/BIG-BENCH-CALLIANO-Calliano)

Prima di raggiungere la Big Bench, facciamo due passi indietro e torniamo in paese. Calliano è, come molti altri luoghi del Monferrato e del Piemonte, famosa per il suo Palio degli Asini, che si tiene di norma a ottobre. Nella piazza del Palio si disputa la corsa tra gli asini ed i palafrenieri, che rappresentano i dieci rioni in cui è suddiviso il paese.

Specialità gastronomiche

Sempre legata agli asini, un’altra specialità di Calliano: gli agnolotti d’asino, una variante degli agnolotti piemontesi il cui ripieno è prodotto con la carne di questo animale. Un piatto che ben si abbina al Grignolino, vino tipico del Monferrato Astigiano prodotto con uve autoctone di questo territorio.

Agnolotti d'asino Calliano

Sempre legata agli asini, un’altra specialità di Calliano: gli agnolotti d’asino, una variante degli agnolotti piemontesi il cui ripieno è prodotto con la carne di questo animale. Un piatto che ben si abbina al Grignolino, vino tipico del Monferrato Astigiano prodotto con uve autoctone di questo territorio.

> “Scopri il Grignolino di Tenuta Montemagno”

A Calliano possiamo fare una visita al Ciabot del Grignolin, un ristorante adagiato sulla Statale Asti-Casale, dove è possibile gustare i piatti tipici di questo lembo di terra abbinati ai vini tradizionali di queste località, Grignolino e Barbera d’Asti fra tutti.

Ciabot del Grignolin

Via Asti, 36 Calliano

Tel. 0141928195

Email: info@ciabotdelgrignolin.it

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GRAZZANO BADOGLIO

Stemma Grazzano Badoglio

Proseguiamo l’itinerario alla ricerca delle Panchine Giganti dirigendoci a Grazzano Badoglio. Percorriamo al contrario Strada Perrona; al primo bivio prendiamo la SP457var verso sinistra. Giunti a Moncalvo entriamo sulla SP30 e dopo un paio di chilometri entriamo nel paese di Grazzano Badoglio.

Qui è d’obbligo fare una visita all’antica abbazia Aleramica, fondata prima dell’anno 1000, e alla tomba di Aleramo I°, primo marchese del Monferrato. Di Aleramo e di Grazzano Badoglio abbiamo già scritto nel nostro primo articolo dedicato al territorio che circonda Tenuta Montemagno.

Big Bench a Grazzano Badoglio
(Foto tratta da IlMonferrato.it)

Dal centro del paese imbocchiamo via Mazzini, oltrepassiamo la chiesa di San Sebastiano, il cimitero e raggiungiamo così la Big Bench #91, di colore rosso vivo che offre una magnifica vista, gradevole e rilassante, sui vigneti e su Grazzano Badoglio.

Specialità gastronomiche 

fritto misto alla piemontese

Il ristorante Il Bagatto è anch’essa una meta dove assaporare piatti tipici regionali e del territorio fra i quali i primi e il fritto Piemontese.

Ristorante Il Bagatto

Piazza Cotti 17, Grazzano Badoglio Tel. 0141/925110

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VIGNALE MONFERRATO

Stemma Vignale Monferrato

Ritorniamo sulla SP30 e giriamo a sinistra, in direzione Casorzo. Superato l’abitato di quest’ultimo percorriamo sempre la SP30 seguendo le indicazioni per Vignale Monferrato. Poco oltre il bivio con la SP50, che lasciamo alla nostra destra, vedremo sulla sinistra la Big Bench #107.

Big Bennch Vignale Monferrato
(foto di Serena Moretto – Gruppo Fotografi Monferrini)

La panchina gigante, che si trova sulla collina di fronte al paese di Vignale, è immersa fra le vigne. Ai suoi piedi una cassetta che può essere aperta e che nasconde un diario ove chiunque può scrivere un pensiero, un’impressione o un commento qualsiasi.

Per chi ama le forti emozioni, è assolutamente da vedere il panorama dell’arco alpino che si apre sul belvedere della terrazza della chiesa di San Bartolomeo, posta in cima all’altura di Vignale.

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OLIVOLA

Stemma Olivola

Proseguiamo il nostro tour fra le dolci colline del Monferrato alla ricerca delle Panchine Giganti sparse in questo territorio, raggiungendo il paese di Olivola e, successivamente, la Big Bench #146. Ritorniamo sulla SP68, quindi sulla SP30 in direzione Casorzo e, una volta raggiunto il bivio con la SP 30c svoltiamo a destra. Su questa strada ci manteniamo fino a raggiungere la SP48 (dove svoltiamo a sinistra) e quindi la SP42 (svoltiamo a destra). Raggiunto il centro di Olivola, che conta poco più di un centinaio di abitanti, dobbiamo prendere la via Cascine Girasole. Poco dopo la Taverna dei Sapori siamo arrivati.

Big Bench Olivola
(foto tratta dal portale TabUI)

La Big Bench di Olivola è di colore giallo oro (dipinta dall’artista Massimo Uberti), ed è decisamente luminosa e visibile. Da qui lo sguardo si estende su un panorama molto grande che comprende tre paesi e due colline. Su una di queste si può vedere la chiesa di San Pietro, eretta nel 1300 circa a celebrare e consacrare la vittoria dei Monferrini sui Saraceni che, sbarcati dalla Liguria, si spinsero nell’entroterra Piemontese e qui trovarono la sconfitta.

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CAMAGNA MONFERRATO

STEMMA CAMAGNA MONFERRATO

Ripercorriamo a ritroso il percorso dalla Big Bench #146 fino alla SP42 che prendiamo svoltando a destra. Proseguiamo poi sulla SP46, attraversiamo il centro de La Frassinella;  arrivati alla SP50 svoltiamo a sinistra e proseguiamo mantenendo la direzione per raggiungere le Cascine Madonna. Da qui possiamo spingerci sino alla Panchina Gigante #119 di Camagna Monferrato.

BIG BENCH Camagna Monferrato

Il paese di Camagna Monferrato è di origini Longobarde e si trova proprio alle spalle della Panchina Gigante di colore verde e rosso che abbiamo appena raggiunto. Nell’abitato possiamo visitare la chiesa di Sant’Eusebio la cui datazione ci riporta alla fine del 1200.

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FUBINE

Stemma Fubine

Big Bench Fubine
(foto tratta dal portale TabUI

Concludiamo questo tour alla ricerca delle Big Bench attorno a Tenuta Montemagno, visitando Fubine che ospita la Panchina #133. Da Camagna prendiamo la SP72 per raggiungere a Cuccaro (qui, deviando dal percorso, è possibile visitare un’altra Panchina Gigante, la n°99), imboccare la SP74 e, prima del centro di Fubine seguire le indicazioni stradali per raggiungere la Big Bench di colore rosso bordeaux e avorio.

Fubine è una delle località della zona dove si trova il maggior numero di Infernot, le cantine scavate nella Pietra da Cantoni di cui abbiamo parlato in uno degli scorsi articoli . Per questo raccomandiamo una visita al paese alla ricerca anche di questi locali, diventati Patrimonio Unesco nel 2014.

Specialità gastronomiche

In paese è possibile deliziare il palato visitando il ristorante ai Due Olmi, che propone una cucina tradizionale del Monferrato abbinata a vini del territorio. All’interno del ristorante è inoltre possibile visitare un Infernot perfettamente conservato.

Infernot ai Due Olmi

Ristorante ai Due Olmi Ro.Ma

Via Pietro Longo 14

15043 Fubine AL

Tel. 389 555 9359

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Il Monferrato è una terra estremamente ricca di luoghi storici e artistici. Ci auguriamo che la lettura di questo articolo dedicato alle Panchine Giganti sia stato piacevole, emozionante e che sia fonte d’ispirazione per una gita primaverile o estiva. In questo caso, ricordatevi di fare dei selfie vicino alle panchine visitate e di pubblicarle sui canali social con l’hashtag #DiscoverMonferrato.

Nel redigere questo articolo abbiamo utilizzato alcune immagini prese da Internet. Se qualcuno ritiene di detenere i diritti di una o più di queste foto, e non gradisce che siano utilizzate da altri, lo preghiamo di scriverci per chiederne la rimozione.

Tenuta Montemagno Ruchè di Castagnole Monferrato

Dicono di noi – Decanter

Ruchè di Castagnole Monferrato: una DOCG da conoscere

Decanter, il prestigioso media internazionale dedicato al mondo del vino, ha recentemente pubblicato un articolo dedicato al Ruché di Castagnole Monferrato, definito un piccolo tesoro fra le DOCG Italiane e Piemontesi. Un vino assolutamente da scoprire, ottenuto da un’uva rossa rara e preziosa, coltivata in un fazzoletto di territorio compreso fra sette comuni della provincia di Asti.

Qui solo 30 coltivatori e 27 cantine possono etichettare le loro bottiglie con la nomenclatura DOCG.

L’editoriale è stato accompagnato da una serie di degustazioni, fra le quali anche quelle dedicate ai nostri Nobilis e Invictus, che hanno ottenuto entrambi 90 punti di valutazione.

Qui è possibile leggere l’articolo originale pubblicato su Decanter.

Per chi invece desidera scoprire subito i nostri Ruchè, di seguito i link per vistare le pagine dedicate sul nostro shop online.

Infernot e Big Bench

Il Monferrato, fra Infernòt e Big Bench – panchine giganti

Percorrendo le strade del Monferrato è facile incrociare cartelli che indicano “Circuito degli Infernòt”, indicazioni che ci portano a scoprire queste costruzioni tipiche del territorio, entrati a far parte del patrimonio Unesco nel 2014. Si tratta di ambienti sotterranei costruiti nei livelli inferiori di comuni abitazioni, scavando la pietra da cantoni (tufo), una roccia arenaria presente unicamente in questa porzione di Piemonte.

Gli Infernòt  sono caratterizzati dall’assenza di luce e aerazione diretta e sono adibiti solitamente a cantina o dispensa. Ciò che li distingue dalle tradizionali cantine, che si trovano generalmente a un livello sotterraneo inferiore, è il loro utilizzo concentrato soprattutto sulla conservazione del vino imbottigliato.

Gli Infernòt furono costruiti quasi tutti da contadini senza alcuna nozione di ingegneria o architettura, ma sono ancora intatti grazie alla solidità e alla particolare resistenza del materiale di scavo. Visitarli è un percorso che consigliamo vivamente, perché si tratta di scoprire qualcosa di unico. 

Il cuore del territorio degli Infernòt  comprende i comuni della valle Ghenza – Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, Cella Monte, Cuccaro, frazione Moleto di Ottiglio, Frassinello Monferrato, Olivola, Sala Monferrato, Vignale Monferrato, Camagna Monferrato e Fubine.

Questo secondo articolo, dedicato al territorio del Monferrato, “disegna” la mappa di alcuni paesi dove è possibile visitare gli Infernòt: mete tutte facilmente raggiungibili da Tenuta Montemagno, in auto o con la motocicletta. Per ciascuna località abbiamo aggiunto qualche indicazione paesaggistica o artistica di rilievo, come le Big Bench (panchine giganti), installazioni artistiche ispirate al progetto dell’americano Chris Bangle, per valorizzare Monferrato. Sono i punti di un viaggio di esplorazione “dall’alto”, perché il paesaggio che si può ammirare seduti sulla Big Bench toglie davvero il fiato!

Non potevano mancare poi alcuni suggerimenti dedicati ad assecondare il gusto e il sapore. Abbiamo quindi indicato qualche locale dove recarsi per pranzo o semplicemente per degustare un buon calice di vino.

Buona visita, e quando sarete sul posto, non dimenticate di scattarvi delle fotografie e di pubblicarle sui canali social con l’hashtag #DiscoverMonferrato

mappa itinerario 5 novembre 2021

Itinerario: Cella Monte – Cuccaro e Lu Monferrato – Fubine – Vignale Monferrato 

Totale km: 50 Km. circa

Tempistica prevista: 1h 30’

Mezzo consigliato: Auto – Moto

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CELLA MONTE

stemma Cella Monte
Stemmi Comunali Italiani, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=779496

Il paese di Cella Monte, raggiungibile da Tenuta Montemagno in mezz’ora circa percorrendo le strade provinciali 52, 50 e 42 in direzione nord, si trova tra Casale Monferrato e Alessandria, nel cuore dei Paesaggi Vitivinicoli del Monferrato, patrimonio dell’Unesco dal 2014 insieme a quelli di Langhe e Roero.

Cenni storici

Passeggiando fra i vicoli del paese è facile trovare conchiglie incastonate fra i muri delle case, tracce di quel mare che una volta, nella preistoria, ricopriva queste colline. È proprio dal mare che deriva la pietra arenaria nella quale sono scavati gli Infernòt: la Pietra da Cantoni. Tutto il paese è realizzato sfruttando questa particolare pietra, che dona agli occhi del turista quel colore giallo caratteristico e molto gradevole, chiaro ma dai toni caldi.

A Cella Monte, nel Palazzo Volta, ha sede l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni.

Un luogo dove è possibile approfondire la conoscenza su questa particolarità del Monferrato. Il Palazzo Volta è anche un monumento d’interesse storico e artistico ed è visitabile su prenotazione (https://www.ecomuseopietracantoni.it/info-utili/).

Anche la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, le cui origini risalgono al 1299, val bene una visita. Al suo interno sono conservate opere di Pietro Ivaldi e altri pittori italiani.

Riprendendo la strada e spingendosi poco più a nord del paese, si raggiunge Rosignano Monferrato, nelle cui vicinanze si può osservare la Big Bench (panchina gigante) nr. 41, Rosso Grignolino.

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CUCCARO E LU MONFERRATO

Proprietà Araldica Civica

Lasciandosi Cella Monte alle spalle e proseguendo lungo la SP 50 dapprima e la SP 66 poi, si raggiungono i paesi di Cuccaro e Lu Monferrato. Una volta i due abitati erano divisi, ma dal 2019 sono stati fusi in un unico comune.

Cenni storico artistici 

I sentieri che collegano, fra colli e vigneti, Cuccaro e Lu Monferrato, consentono di godere dei bellissimi panorami del circondario. Passeggiando fra i vicoli del borgo di Lu, si possono scoprire torri antiche – la Torre che fa parte del gruppo di Torri segnalatorie con quella di Viarigi, e viste piacevoli quanto inusuali sui tetti del paese.

Lu Monferrato

Nei pressi dei due centri si trovano due panchine giganti. Una, la nr. 99, è la Big Bench di Cuccaro. Circondata da ampi campi di lavanda, che fra giugno e luglio fioriscono offrendo uno spettacolo che nulla ha da invidiare ai manti lilla Provenzali. La panchina di Cuccaro è, ovviamente, color lavanda.

A Lu, in località Mirabello, si può invece scorgere la Big Bench nr. 98, dai toni intensi blu e giallo.

big bench

Nell’abitato di LU, in piazza di San Valerio, ha sede Casa Raffaldi, dove si trova uno degli Infernòt più belli della zona: molto antica, con soffitti a cassettoni e un pozzo profondo 60 metri. Nella zona sotterranea si trova la cantina dove si vedono ancora le fondamenta della costruzione, con archi a sesto acuto. Scendendo ulteriormente si giunge in un profondo Infernòt, la gemma di questa abitazione. Secondo quanto narra il padrone di casa, un tempo era chiuso da un muro che, una volta abbattuto, ha rivelato ciò che si celava dietro ad esso: un lago azzurro di acqua sorgiva. Oggi è perfettamente asciutto, illuminato e percorribile. Consigliamo vivamente tutti coloro che desiderino visitare l’Infernòt Raffaldi, di verificare l’accessibilità contattando direttamente la famiglia.

Specialità gastronomiche 

Se andar su e giù per i colli del Monferrato vi ha fatto venire fame, potrete trovare adeguato ristoro al Ristorante La Commedia della Pentola, nella frazione Borghina di Lu. Il ristorante offre agli ospiti un’atmosfera rustica e una cucina fantasiosa, realizzata con ingredienti locali, per lo più a chilometro zero.

La commedia della pentola

Ristorante La Commedia della Pentola

Frazione Borghina 1

15040, Lu Monferrato (AL)

info@lacommediadellapentola.it

+39 0131 741706

+39 339 8833626

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FUBINE

Stemma Fubine Monferrato
Stemmi Comunali Italiani, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=8692325

Il paese di Fubine è vicino a Cuccaro Monferrato e lo si raggiunge velocemente percorrendo la SP 74. Il paese è collocato a mezzavia fra le colline e la pianura, sempre in provincia di Alessandria.

Cenni storico artistici

Qui si trova la maggiore concentrazione di Infernòt. Ne sono stati censiti oltre 50 e grazie a un progetto di valorizzazione del territorio, ne sono stati recuperati alcuni di pregevole importanza, come quello sotto il palazzo del Comune e quello denominato l’Infernòt degli Angeli, entrambi aperti per visite durante tutto l’anno.

Castello Fubine

A Fubine è visitabile anche il castello (Palazzo Bricherasio), le cui prime tracce di esistenza risalgono al 1041, in un documento firmato dall’Imperatore Enrico III. Altrettanto interessante il Giardino Pensile, realizzato, probabilmente, prima del 1800. La narrazione vuole che vi si trovassero piantate diverse specie di alberi, tra cui alcune Palme e una Sofora tuttora verdeggianti.

Specialità gastronomiche

Se non avete ancora soddisfatto il piacere del gusto e della gola, dovete assolutamente fare un salto al ristorante ai Due Olmi. Qui, oltre a poter deliziare il palato con piatti della cucina tradizionale monferrina e degustare i vini del territorio, potete visitare un Infernòt perfettamente conservato

Infernot ai Due Olmi

Ristorante ai Due Olmi Ro.Ma

Via Pietro Longo 14

15043 Fubine AL

Tel. 389 555 9359

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VIGNALE MONFERRATO

stemma Vignale Monferrato
Proprietà Araldica Civica

Percorrendo la SP 50, in pochi minuti si raggiunge Vignale Monferrato, un piccolo gioiello arroccato su un’altura, abitato da meno di 1000 persone ma colmo di numerose ricchezze paesaggistiche e storiche.

Cenni storico artistici 

Dalla terrazza della chiesa di San Bartolomeo, posta in cima all’altura di Vignale, è possibile osservare, nelle giornate più terse, il possente arco alpino sul quale si affaccia il belvedere: dall’Appenino Ligure all’estrema sinistra, alla cima appuntita del Monviso al centro fino, a destra, allo splendido gruppo del Monte Rosa.

Paesaggio belvedere

A Vignale Monferrato si trovano importanti e originali Infernòt. Da visitare assolutamente l’Infernòt Belvedere, che prende il nome dal Belvedere Melvin Jones, fondatore del Lions Club International, e l’Infernòt di Palazzo Callori (Conti di Vignale), un imponente edificio dalle fondamenta medievali, oggi sede dell’Enoteca Regionale del Monferrato, dove l’utilizzo della pietra da cantoni è osservabile anche sui muri esterni.

Infernot e Palazzo Callori
Infernòt Belvedere e facciata palazzo Callori

Il Monferrato è una terra ricca dal punto di vista storico artistico, capace di donare tante emozioni. Ci auguriamo che questo tour, dedicato agli Infernòt e alle Panchine Giganti, sia stato piacevole quanto emozionante per tutti quelli che hanno voluto scoprirlo.

#DiscoverMonferrato

Nel redigere questo articolo abbiamo utilizzato alcune immagini prese da Internet. Se qualcuno ritiene di detenere i diritti di una o più di queste foto, e non gradisce che siano utilizzate da altri, lo preghiamo di scriverci per chiederne la rimozione.

uva raccolta

Ruber: Il Grignolino d’Asti e la delicatezza del tannino

Quando raccontiamo il Grignolino ne valorizziamo l’origine contadina perché qui, nel Monferrato, nelle vigne, è stato tra le prime uve ad essere coltivate. Era infatti il vino piemontese per antonomasia, fatto per il bere quotidiano.

Ruber

Il Grignolino è un vitigno autoctono originario della fascia collinare compresa tra Casale Monferrato e Asti. Non è una varietà facile da lavorare e il vino che ne risulta ha un livello di tannino che sembra in contrasto con il colore e il bouquet. Anche la vinificazione in fase di produzione è essere complessa ma ripaga con un vino originale, caratteristico e imprevedibile, in grado di affascinare per le sue proprietà e il gusto che per certi aspetti potrebbe ricordare il Pinot nero.

Il profilo gustativo del Ruber si presenta con tratti caratteriali del vino disimpegnato, assai versatile in termini di abbinamenti gastronomici, con un discreto volume palatale, un tannino presente ma non aggressivo, un finale giustamente asciutto, secco e con una buona corrispondenza fruttata sulle note percepite in analisi olfattiva.

Il tannino è quindi la chiave di interpretazione e di scoperta del Ruber, il Grignolino d’Asti in stile Tenuta Montemagno. 

Il percorso degustativo del Ruber, coltivato e vinificato in Tenuta Montemagno, parte da vigneti che hanno un’età media superiore ai 30 anni, con forma di allevamento guyot ed esposizione sud, sud-ovest. Il terreno è argilloso calcareo con marne ricche di limo e ph alcalino, con forte ritenzione idrica.

Tutte le lavorazioni in vigna sono condotte manualmente e il sistema di coltivazione è eco-sostenibile, sempre secondo la filosofia di Tenuta Montemagno che mette al primo posto  l’uva e le sue peculiarità.

Appena i grappoli di Grignolino vengono portati in cantina in piccole cassette, iniziano le fasi di diraspatura e pressatura, seguite dalla fermentazione e breve macerazione per un’estrazione leggera di tannini. La fermentazione avviene a temperatura controllata di 22° gradi C. L’attento processo di vinificazione e fermentazione, che nella nostra cantina è svolto con processi tecnologici di altissimo livello, fa’ si che il vino incanti l’analisi visiva con un rosso brillante, a cui si ispira il nome Ruber.

Vigneti raccolta

L’incantevole colore è ben supportato dal bouquet che regala note di rosa appassita, fragolina di bosco e bacche selvatiche: un profumo che ricorda il sottobosco. L’altra sorpresa è al palato: un tannino presente ma non aggressivo, leggero che conduce ad un finale in cui le note olfattive si uniscono alla struttura e alla persistenza gustativa.

Ruber è l’interpretazione qualitativa, contemporanea e fresca del Grignolino d’Asti. Un vino di identità e piacevolezza, versatilità e carattere, dal tannino che diventa carezza al palato ed equilibrio nel bicchiere.

Montemagno Monferrato

Il territorio attorno a Tenuta Montemagno Relais & Wines

Il Monferrato è un’area piuttosto ampia, di natura prevalentemente collinare, compresa quasi esclusivamente all’interno delle provincie di Asti e Alessandria. Il suo territorio è suddiviso in tre aree ben distinte: Basso Monferrato, Monferrato Astigiano (dove si trova Tenuta Montemagno) e Alto Monferrato. 

Tutta l’area è ricca di luoghi da visitare d’interesse storico, artistico e, naturalmente eno-gastronomico.

Parlare di territorio vuol dire anche esserne parte integrante, conoscerlo e promuoverlo. 

È proprio per questo che in Tenuta Montemagno Relais & Wines abbiamo deciso di dare vita ad un’iniziativa di diffusione della conoscenza del Monferrato, creando itinerari da percorrere facilmente, e in giornata, sfruttando la favorevole posizione della Tenuta, per chi lo desidera, come luogo di partenza e arrivo.

Si tratta di itinerari nei quali forniamo alcuni suggerimenti sui luoghi da visitare, ma che non sono assolutamente da considerarsi esaustivi per tutto ciò che si può vedere o fare nelle località indicate. 

Lasciamo allo spirito di chi vorrà seguire questi nostri suggerimenti attenersi solo a quanto descritto negli articoli, oppure spingere la propria curiosità oltre la collina all’orizzonte.

Iniziamo quindi con il primo itinerario che si sviluppa lungo un percorso di 35 Km. circa, toccando i principali paesi dell’area circostante la Tenuta. Per ciascuna delle località indicate, abbiamo fornito qualche indicazione storica, sulle particolarità da vedere e sulle specialità da “gustare”. 

Ci auguriamo che questa iniziativa sia di gradimento e invitiamo coloro che faranno questo e i prossimi percorsi, a fare fotografie, magari vicino ai luoghi indicati nell’articolo e a pubblicarle sui canali social con l’hashtag #tenutamontemagno #DiscoverMonferrato

Buon viaggio!

Itinerario: Montemagno – Casorzo – Grazzano Badoglio – Altavilla – Viarigi 

Totale km: 35 Km. circa

Tempistica prevista: 1,5 h (auto/moto)

Mezzo consigliato: Auto – Moto – Bicicletta

MONTEMAGNO

Iniziamo dal paese cui la Tenuta prende il nome: Montemagno. Osservando il panorama dal piazzale della cantina o dalla piscina, il paese si trova esattamente a Sud-Ovest. Riconoscibile facilmente anche da diversi km di distanza grazie alla merlatura delle antiche mura, il borgo di Montemagno si raggiunge in una manciata di minuti d’auto.

Cenni storici

Qui ha sede un imponente castello, uno dei meglio conservati dell’Astigiano, eretto nel X secolo, oggi proprietà privata, visitabile su richiesta attraverso il portale del comune di Montemagno.

L’impianto medievale del paese, unico nel Basso Monferrato, è ancora oggi ben visibile: dalla prima fortificazione, divenuta poi l’imponente castello coronato da merlatura ghibellina, si diramano a raggiera, dai resti delle mura, dodici vicoli chiusi a disegnare il “recinto vecchio”.

Percorrendo i vicoli del centro storico, si giunge in Piazza San Martino dominata dalla chiesa dell’Assunta e dalla maestosa scalinata a tre terrazze, in stile barocco, che richiama il disegno della celebre scalinata di Piazza di Spagna a Roma.

Immagine tratta dal sito del Pastificio Baracco
(https://pastificiobaracco.it/)

Specialità 

Dopo aver visitato il centro di Montemagno, è d’obbligo fare una tappa al Pastificio Baracco, dove vengono prodotti pasta fresca, pasticceria e condimenti che sono distribuiti quotidianamente in tutto il Piemonte.

Assolutamente da non perdere i famosi “Agnolotti Monferrini” (da provare con ragù bianco), per cui Pastificio Baracco è conosciuto in tutto il nord Italia.

Pastificio Baracco

Via Casale 32, Montemagno

Tel. 0141/63329

Cucina tipica 

Il ristorante La Braja offre una cucina tipica regionale e Monferrina, legata alle tradizioni storiche del luogo. La capacità del locale, nella zona giardino, è di 60 coperti circa.

Ristorante La Braja

Via San Giovanni Bosco, 11, Montemagno

Tel. 0141/653925

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CASORZO

Da Montemagno ci spostiamo verso Casozo, attraverso il paese di Grana su una strada che permette di godere della visione panoramica delle Colline del Marchesato e dei borghi con un suggestivo itinerario a valenza storica, artistica, paesaggistica e, ovviamente, enogastronomica.

Cenni storici 

Le origini di Casorzo risalgono a molto tempo fa. L’insediamento e lo stesso nucleo della popolazione Casorzese vantano origini che risalgono all’epoca celtica, quando alcuni fabbricanti di formaggi, da Plinio chiamati Casurciulli, si riunirono, per motivi di difesa all’altura che da loro prese il nome: Casurcium o Casurtium.

Nel centro del paese si può visitare la parrocchia di San Vincenzo martire, di stile barocco, realizzata nel 1730 e situata in posizione dominante sul sito del castello ormai scomparso. Il sagrato ospita un maestoso ippocastano bicentenario (tra gli alberi monumentali piemontesi), ritratto in un quadro conservato all’interno della chiesa.

Luoghi d’interesse

Immagine tratta da Mezzopieno News 
(https://mezzopieno-news.tumblr.com/post/173475498826/il-ciliegio-nato-sopra-il-gelso-la-natura)

Una tappa assolutamente da non perdere è il Bialbero di Casorzo, un rarissimo esemplare di ciliegio cresciuto sulla sommità di un gelso. Entrambe le piante sono vive e godono ottima salute tanto che ogni anno regalano una splendida fioritura diversificata.

Ottima area panoramica immersa nelle colline del Monferrato presenta tavoli e panchine, perfette per un picnic, una pausa all’ombra del particolare albero, o perché no, per un aperitivo diverso dal solito con un bel TM Brut 24 mesi.

Casorzo è inoltre nota per aver dato il nome a una Malvasia (per l’appunto la Malvasia di Casorzo). 

Un vitigno autoctono coltivato in una zona molto delimitata del territorio che abbraccia cinque comuni in totale. La nostra Tenuta è compresa in questo territorio e, infatti, produciamo tre vini dolci con questo vitigno (Dulcem, Nectar e TM Roses), e un distillato, la grappa Argentum XLV.

Se volete dunque respirare i sentori super aromatici di questo prezioso vino, consigliamo quattro passi nei suggestivi vigneti che circondano Casorzo.

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GRAZZANO BADOGLIO

Cenni storici 

Riprendendo la strada panoramica della Colline del Marchesato a Casorzo e procedendo verso nord, si raggiunge il paese di Grazzano Badoglio. 

Qui, nel 961, fu fondata l’antica abbazia Aleramica dal primo Marchese del Monferrato, Aleramo. L’edificio, oggi sede di una parrocchia del paese è di particolare rilevanza architettonica. Della prima costruzione sono ancora visibili la torre campanaria romanica; il porticato della vecchia casa parrocchiale con balconcino; il chiostro, oggi ristrutturato e riportato agli antichi splendori e, infine, l’abside di forma ottagonale.

Un altro sito d’interesse storico è rappresentato dalla tomba di Aleramo I°. 

La leggenda narra che Ottone I°, allora Imperatore del Sacro Romano Impero, concesse ad Aleramo tanto territorio quanto egli fosse riuscito a percorrerne cavalcando senza sosta. Questo territorio corrisponde al Monferrato e il nome deriva da “mun“(mattone) e da “frà” (ferrare), ovvero dai mattoni utilizzati per ferrare i cavalli che Aleramo cavalcò.

Luoghi d’interesse 

Il territorio comunale di Grazzano Badoglio ospita una delle panchine giganti del progetto artistico Big Bench. L’iniziativa, nata nel 2010 da un’idea del designer americano Chris Bangle, ha l’obiettivo di sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane dei paesi in cui si trovano queste installazioni fuori scala. Numerose le installazioni presenti in Piemonte e, in particolare nell’alta Langa. L’installazione di Grazzano Badoglio, di un deciso colore rosso, è stata inaugurata a luglio 2020 e si trova si trova in contrada Cornaleto.

Cucina tipica 

Il ristorante Il Bagatto è una meta dove assaporare piatti tipici, soprattutto i primi e il fritto Piemontese, della cucina regionale.

Ristorante Il Bagatto

Piazza Cotti 17, Grazzano Badoglio

Tel. 0141/925110

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ALTAVILLA MONFERRATO

Cenni storici 

Riprendendo la strada e percorrendo verso oriente, in sequenza, le strade provinciali 30b, 42, 30 e 52, si giunge ad Altavilla Monferrato, un altro borgo di questo lembo di territorio. 

Qui ha sede la distilleria Mazzetti d’Altavilla, un’azienda che prende il nome dalla famiglia Mazzetti, fondata ben 175 anni fa e nota a livello nazionale e internazionale per i suoi distillati.

La distilleria è visitabile (si consiglia la prenotazione) ed è una tappa consigliata per gli amanti delle grappe e dei liquori, ma anche per chi desidera gustare dolci e cibi profumati con i preziosi distillati dell’azienda, o provare le creme di bellezza con essenze di grappa.

Mazzetti d’Altavilla

Viale Unità D’Italia 2, Altavilla Monferrato

Tel. 0142/926147

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VIARIGI

Cenni storici 

Proseguiamo il viaggio verso l’ultima tappa: Viarigi. Che si trova fra Altavilla e Montemagno. 

Il paese è “aggrappato” alla collina e le case e le strade si adeguano a questa caratteristica, con scale, sottoportici, ripidi tornanti, muraglioni. Il simbolo di Viarigi è la torre di avvistamento, di origine medioevale, che domina dall’alto il paese e il territorio circostante. Costruita intorno al 1320, la torre fa parte di una rete di difesa e di comunicazione, basata su un sistema di torri e punti ben visibili dalle colline circostanti (comprendente anche Montemagno, Grana, Casorzo, Grazzano, Moncalvo e Rinco, a nord, Vignale, Carnagna, Lu, San Salvatore a sud). Sottoposta nel corso dei secoli a numerosi interventi murari, la torre dei segnali è visitabile ogni ultima domenica del mese da aprile a ottobre.

Consigliamo vivamente una visita alla torre. Dalla sua sommità si può godere della vista mozzafiato su tutto il territorio Monferrino. 

Deda84, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Dopo la visita alla torre, rientrare alla Tenuta Montemagno è semplicissimo, anche perché la strada che ci riporta verso il paese si trova esattamente di fronte alla collina su cui si stagliano le antiche mura dell’azienda.

Leggende e racconti

Il patrono di Viarigi è Sant’Agata a cui è dedicata la Chiesa principale del Paese dove possiamo ammirare sul sagrato la statua del Beato Don Luigi Variaria, missionario salesiano in Sudamerica e grande appassionato di musica. Proprio intorno a Sant’Agata è avvolta una delle due leggende popolari di questo paese. Imboccando il Sentiero Cerola partendo dalla vicina Fubine si può andare alla ricerca del luogo dove probabilmente venne seppellita la Santa. Secondo la narrazione popolare infatti Sant’Agata aveva diversi fratelli e sorelle. Per ognuno di loro vennero costruite delle piccole chiesette e cappelle.

Di Viarigi però sentirete parlare anche dei “Magnetisà” e di un particolare sacerdote che a metà del ‘800 fece parlare molto di sé finendo per essere condannato per eresia ed allontanato dalla comunità insieme ad una misteriosa Madonna Rossa. Secondo le credenze Don Antonio Grignaschi, originario della Val d’Ossola, oltre ad essere un uomo carismatico e di bell’aspetto era in grado di smuovere il cuore dei suoi fedeli grazie ad un fluido magnetizzante contenuto in un anello. Per più di cent’anni si è cercato di mettere a tacere questa storia.

Il Monferrato è una terra fatta di emozioni e storia, ci auguriamo dunque che questo piccolo tour sia stato piacevole quanto emozionante per tutti quelli che hanno voluto scoprirlo.

#tenutamontemagno

#DiscoverMonferrato

Il poker della Malvasia di Casorzo

Tenuta Montemagno offre un’interpretazione eclettica della Malvasia di Casorzo DOC, uno dei più antichi vitigni autoctoni del Monferrato, rappresentante di quella eccellenza enologica che è propria di questo lembo di Piemonte e che viene coltivato nel comune di Casorzo in provincia di Asti.

E’ un’uva a bacca nera, aromatica la cui produzione è limitata e il vino che se ne ottiene lascia un dolce ricordo ai suoi degustatori, grazie alla sua aromaticità.

Le origini del vitigno, come spesso accade per gli autoctoni, si perdono nella notte dei tempi. Alcuni testi ne fanno risalire l’arrivo in Piemonte al XIII secolo, mentre la registrazione nel Catalogo Nazionale Varietà di Vite è del 1968, per una superficie coltivata di soli 107 ha.

La Malvasia di Casorzo DOC rientra nella famiglia dei vitigni aromatici e si caratterizza per profumi di elevata finezza con spiccate note fruttate e floreali a ricordare la rosa, la pesca, l’albicocca e il lampone. La persistenza al naso, ma anche al palato, è un’altra peculiarità di questo vitigno, mentre il colore ben rappresenta la gamma dei rossi: dal rosso rubino al cerasuolo, fino alle tonalità più vicine al petalo di rosa in base alla vinificazione compiuta.

Fiori Frutti Malvasia

I vigneti della Malvasia di Casorzo sono tutti localizzati nella parte medio-alta delle colline attorno al paese, in modo da avere una migliore esposizione ai raggi solari e meglio difendersi dalle brinate primaverili.

Il vitigno Malvasia di Casorzo ha una vita piuttosto lunga ed offre produzioni abbondanti e costanti. Rispetto ad altri vitigni, dimostra una migliore resistenza ad agenti atmosferici quali grandine e gelo. Nella produzione di Tenuta Montemagno, le uve di questo vitigno concorrono per il 100% alla composizione di un vino rosso dolce ed aromatico, chiamato appunto Malvasia di Casorzo DOC., che viene vinificato in tre modi diversi: vinificata dolce pétillante,  Dulcem, versione charmat spumante con il TMRoses e infine nel Passito Nectar, ognuno con uno stile riconducibile alla nostra Malvasia, ma con caratteristiche organolettiche differenti e specifiche.

DULCEM è la versione dolce pétillante, ottenuta con fermentazione naturale, prodotta con uve – 100% Malvasia di Casorzo, da vigne con esposizione sud – sud ovest. La piacevole bevibilità di questo vino la si deve alla sua fragranza, alla sua freschezza e al limitato contenuto alcolico di soli 5,5%/6% gradi, a seconda dell’annata.

La pressatura soffice e la fermentazione isobarica in autoclave ne preservano i delicati aromi e amplificano le note di fragoline di bosco, lamponi, mirtilli e leggeri sentori di rosa selvatica. Il colore è rosso intenso con lievi riflessi purpurei. Al palato si presenta dolce e tannico allo stesso tempo, fresco e morbido, con una buona vivacità e sensazioni di frutti rossi, fragola e fiori freschi.

Gli abbinamenti ideali per il nostro Dulcem sono i dessert tipici della tradizione piemontese come il Bunet (budino al cioccolato cotto a bagno maria), la macedonia di pesche a polpa gialla e bianca con il gelato alla crema.

TMM Dulce Roses Nectar

TM ROSES è la nostra Malvasia di Casorzo vinificata in purezza, spumantizzata con metodo Charmat e vinificata rosé e dolce, il cui contenuto alcolico è di circa 7% alc./vol.

Il colore rosa intenso con delicati riflessi rubino, introduce al tipico profumo di rosa che contraddistingue il vitigno, a cui si aggiunge la complessità aromatica dei lieviti in fase di presa di spuma. Al palato ritroviamo la dolcezza, la freschezza e la delicatezza con una decisa vivacità e piacevoli note di frutti rossi e fiori freschi.

L’abbinamento ideale per TM Roses? Crostate e torte a base di frutta fresca rossa, in particolare fragole, ribes e lamponi oppure come bollicina delle feste, dei pomeriggi d’estate, per la sua incredibile piacevolezza.

NECTAR è una Malvasia Rossa Passita, 100% Malvasia di Casorzo, ottenuta con appassimento naturale, selezionando pochi grappoli per pianta. L’appassimento avviene o tramite torsione del peduncolo, quando la stagione lo consente, oppure su graticci, seguiti da pressatura soft a fine anno. Inoltre, il processo di affinamento è caratterizzato da un andamento prefermentativo lento per 12 mesi in piccoli fusti di legno di rovere di secondo passaggio.

E’ un passito dalla grande struttura, dal colore rosso intenso. Il bouquet sprigiona sentori balsamici intensi, con note fruttate di fragoline di bosco, confettura di frutti rossi e delicate di sciroppo di mirtillo e frutta naturale.

Al palato è dolce, pieno ed armonico con struttura complessa e buon equilibrio tra dolcezza e freschezza. In chiusura, si ritrovano le delicate note di frutta matura e sciroppata avvertite in precedenza.

Gli abbinamenti? Da quelli più tradizionali come la piccola pasticceria, dolci con pasta mandorle o cioccolato, fino ai formaggi stagionati più saporiti. 

Nectar si sposa perfettamente anche con la nocciola Tonda Gentile Piemonte IGP, coltivata nei ai 7 ettari di noccioleto di Tenuta Montemagno, esposti a Nord.

È possibile acquistare le nostre Malvasie sullo shop online Tenuta Montemagno.

Argentum

Il poker realizzato da Tenuta Montemagno con la Malvasia di Casorzo DOC non sarebbe completo se non citassimo anche la nostra grappa ARGENTUM XLV, nata dalla distillazione delle migliori vinacce di Malvasia di Casorzo, utilizzate per dare origine a una grappa morbida, di 40° Gradi Alcolici.  

Distillata con tecniche antiche, questa grappa rivela profumi intensi di rose, lasciando al palato una delicata nota di dolcezza aromatica tipica del vitigno da cui trae origine. 

Ideale come grappa da meditazione da gustare in purezza.

È possibile acquistare la nostra grappa Argentum XLV sullo shop online Tenuta Montemagno.

Soranus Barolo Tenuta Montemagno

Soranus, il Barolo di Tenuta Montemagno

Il tralcio che lega il Re dei vini piemontesi all’Impero Romano, affonda le proprie radici nell’albero genealogico della famiglia Barea, proprietaria di Tenuta Montemagno. Barolo Soranus prende, infatti, il nome da Quinto Marcio Barea Sorano, proconsole in Asia ai tempi dell’imperatore Nerone tra gli anni 50 e 60 D.C.

Tenuta Montemagno Soranus barolo

Ma i natali del Nebbiolo, vitigno da cui ha origine il Barolo, sono ancora più antichi e si perdono nella storia dell’antica Roma; le prime testimonianze sono di Plinio il Vecchio nel suo “Naturalis Historia” dove celebra i fasti vinicoli di un’uva coltivata sulle colline novaresi e di Columella, scrittore romano del 1 D.C. con la sua opera “De re rustica”, il più completo trattato sull’agricoltura dell’antichità. Un’uva dalle lontane origini che rappresenta il “vitigno da terroir per antonomasia” ed è estremamente sensibile alle differenti composizioni dei terreni, così come al clima.   Il Barolo nasce nel cuore delle Langhe, in 11 comuni collocati in un territorio di rara bellezza, riconosciuto nel 2014 come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Tra questi 11 comuni, il più esteso è certamente quello di LA MORRA, ove hanno dimora le viti da cui produciamo il nostro Barolo Soranus.

Come tutte le uve di Tenuta Montemagno, anche per il nostro Barolo, la raccolta è rigorosamente manuale per preservare la salute dei grappoli e farli giungere in cantina il più salubri possibile. La fermentazione è di circa 20 giorni, cui seguono lunghi periodi di affinamento in legno (botti grandi e piccole) per almeno 24 mesi.

Tenuta Montemagno Barolo

La scelta del territorio di LA MORRA, rispecchia la volontà di Tenuta Montemagno di creare vini dal grande carattere, importanti, ma caratterizzati dalla piacevolezza e dalla morbidezza, dall’eleganza e dalla finezza, dalla ricchezza del bouquet e dalla sua complessità.

Tutti elementi che ritroviamo nel Nebbiolo allevato in questo lembo delle Langhe e dovuti alle caratteristiche dell’area Tortoniana delle colline di LA MORRA, caratterizzate da un terreno marnoso / calcareo, in cui affondano le radici le vigne di oltre 40 anni.

Il risultato è un Barolo estremamente equilibrato, in cui si ritrovano le caratteristiche tipiche del Nebbiolo che cresce sulle colline di LA MORRA. Il colore è un rosso granato che vira sulle tonalità aranciate con l’invecchiamento, il naso è complesso e particolarmente ricco di sfumature: intense note di pepe nero, cannella e vaniglia, accompagnano un bouquet pieno di frutti rossi, lampone e ciliegie sotto spirito. Al palato ritroviamo la struttura data dai tannini, che esaltano le note dei frutti rossi, della liquirizia e delle spezie.

La scelta di Tenuta Montemagno di vinificare solo i migliori grappoli nelle annate più promettenti, rappresenta un valore assoluto per i nostri appassionati. Uno sforzo premiato con due Medaglie d’oro per l’annata 2013 al DWA (Decanter Worldwine Award) al Wine Hunter e per l’annata 2015 al Mundus Vini International Wine Competition.

Il legame con il territorio è evidente anche dalle assonanze con i due prodotti principi delle Langhe e del Piemonte: le nocciole e il tartufo, di cui ritroviamo intatti ed esaltati i profumi.

Tenuta Montemagno food tartare con tartufo

Gli abbinamenti ideali per accompagnare il “Re dei Vini…o il Vino dei Re”? Sicuramente il più nobile dei tuberi, il Tuber Magnatum o, più comunemente, Tartufo bianco e tutti i piatti della tradizione piemontese che lo vedono protagonista: tajarin, ravioli, battuta… ma non solo. Se pensiamo a un primo di origine piemontese, l’accompagnamento ideale è con Tajarin al tartufo o al sugo di arrosto.

Il Barolo si esprime al meglio con secondi piatti dal gusto corposo e importante, ottenuto con marinature e lunghe cotture. Stracotti e brasati di carni rosse e selvaggina come la lepre in salmì o la guancetta marinata nello stesso Soranus, rappresentano l’abbinamento che esalta il bouquet del Barolo di LA MORRA e i sapori forti delle portate.

Un connubio ardito ma dall’effetto gustativo? Un dessert a base di cioccolato fondente almeno all’80%.

Chef Giampiero Vento ristorante Tenuta Montemagno

Non lasciamoci però indurre da sperimentazioni azzardate e fusion: i tannini del Barolo poco amano la cucina molto speziata e il suo delicato bouquet entrerebbe in conflitto con i piatti particolarmente piccanti. Giampiero Vento, Chef Executive de “La Civettà sul comò” sarà capace di emozionare gli ospiti del ristorante del nostro Relais&Wine, garantendo il matrimonio ideale tra il Re dei Vini e la cucina gourmet.

Mysterium

Parlano di noi: Decanter, Mysterium e i top 40 Barbera d’Asti

La prestigiosa rivista di settore Decanter ha pubblicato uno speciale dedicato all’enologia italiana. Alla denominazione Barbera d’Asti DOCG sono state dedicate quattro pagine. L’articolo ha ripreso anche i risultati di una degustazione alla cieca, eseguita con oltre 140 campioni della denominazione, nella quale il nostro Barbera Superiore Mysterium DOCG è risultato fra i primi tre vini con un punteggio di 93 punti. Un risultato che ci fa onore e che corona l’attenzione e l’impegno che dedichiamo quotidianamente, in vigna come in cantina, alla produzione vini di qualità emblemi d’eccellenza dell’enologia Monferrina, Piemontese e Nazionale.   Pubblichiamo di seguito le note della degustazione del Mysterium, un estratto dell’articolo e il PDF originale pubblicato sulla rivista.

Note di degustazione

Circa quindici anni fa i fratelli Barea acquistarono un antico casale del XV secolo insieme ai suoi vigneti. Il vigneto più antico della tenuta (età media, 85 anni) produce questo Barbera: sorprendentemente armonico e sostenuto da un’energia chiara e vitale. Alc 14,5%.

Estratto Articolo

Top 40

Barbera d’Asti

La Barbera d’Asti è originaria del Monferrato o “Munfrà”, come viene chiamato in dialetto locale, una regione che abbraccia le colline astigiane e alessandrine ed è la prima zona di produzione di questo vino piemontese.

Fasce di vigneti a perdita d’occhio, data la loro conformazione nei secoli dai vignaioli, offrono uno spettacolo unico di luci e colori. Casolari, antichi borghi e castelli medievali spuntano qua e là. Boschi e noccioleti fanno da sfondo. Si tratta di una zona vitivinicola da visitare e scoprire, così ricca di tradizioni, storia e meraviglie enogastronomiche, che nel 2014 è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, insieme alle vicine Langhe e Roero.

Dopo aver fatto il pieno di tanta bellezza, arriviamo all’anima di queste terre: la Barbera d’Asti. La signora in rosso, come la chiamano da queste parti, trova la sua migliore espressione tra queste morbide colline astigiane perché la natura l’ha selezionata molto tempo fa e sono stati individuati i terreni che hanno la migliore esposizione per la sua coltivazione.

Tenuta Montemagno

Metodo TM

Il metodo TM: innovazione sulla strada della tradizione. 

L’approccio della famiglia Barea, dell’enologo Gianfranco Cordero e dell’agronomo Maurizio Cerrato ha come obiettivo di realizzare vini unici in grado di regalare grandi emozioni e garantire salubrità e longevità ai vini targati TM.

L’impronta dei vini Tenuta Montemagno è rappresentata dalla bassissima percentuale di solfiti presente in tutte le etichette, dalle bollicine metodo Classico, ai bianchi autoctoni o internazionali, fino ai grandi rossi della tradizione.

LA QUALITA’ IN VIGNA

Sin dalla messa a dimora delle barbatelle, il team di agronomi ed enologi lavorano affinchè venga rispettato il rigido protocollo del Metodo TM, e il risultato della vendemmia ne rispecchi le aspettative. Il Monferrato è un territorio a volte difficile e aspro, la profonda conoscenza del terreno e delle condizioni pedoclimatiche sono elementi fondamentali per interpretare al meglio la messa a dimora delle singole uve e ottenere così vini capaci di regalare emozioni ad ogni sorso.

La conoscenza del territorio, l’ottimizzazione della resa per ogni singola vite, attraverso un accurato diradamento dei grappoli condotto manualmente, ad esempio rimangono solo 6 grappoli su ogni vite di Barbera Mysterium. La raccolta manuale dei grappoli, completa le fasi di cura in vigna e genera i presupposti per creare vini salubri e longevi.

La conformazione e la dislocazione delle colline vitate intorno alla Tenuta, svolgono un ruolo fondamentale per garantire la qualità della raccolta durante la vendemmia. La vicinanza dei filari che circondano la cantina, la posa manuale dei grappoli in piccole cassette, che avvengono sempre sotto il controllo attento del nostro team di enologi, sono la garanzia che le uve giungano in cantina in condizioni perfette, dopo un brevissimo lasso di tempo dalla raccolta, senza fuori uscita di succo che potrebbe innescare fermentazioni indesiderate e incontrollate.

In vigna il lavoro dell’agronomo, per garantire la qualità dei grappoli, inizia da lontano, da una visione che potremmo definire olistica. Oltre all’esperienza di chi ben conosce la nostra terra, ampio spazio alla tecnologia diffusa tra i filari per raccogliere ed elaborare dati metereologici relativi a precipitazioni, umidità e temperature, e sistemi biologici di cattura degli insetti per misurarne la concentrazione, così da prevedere trattamenti mirati, puntuali solo nei momenti e nelle zone in cui sono strettamente necessari.

In Tenuta Montemagno gli interventi sono a residuo zero, e abbracciano la filosofia del “biological first”, per salvaguardare la vite, il territorio e la salute di chi consuma e produce il vino. L’obiettivo di ottenere percentuali di solfiti bassissime, parte da lontano e dalla passione di fare al meglio tutte le fasi dalla coltivazione della vigna fino all’imbottigliamento.

LA QUALITA’ DURANTE LA VINIFICAZIONE

In Tenuta Montemagno la suggestione e il fascino che si ritrovano in cantina, suonano in perfetta armonia con l’innovazione tecnologica della struttura.

Qui, tutte le lavorazioni in vasca avvengono in ambiente anaerobico, ovvero in assenza di ossigeno, grazie all’utilizzo di compressori dotati di filtri assoluti che separano l’ossigeno dall’aria. In questo modo si genera l’azoto che viene utilizzato in tutti i processi per evitare l’ossidazione prima del mosto e poi del vino. Inoltre, temperature e umidità controllate accuratamente prevengono il rischio di formazione di microorganismi e muffe, che minerebbero la salubrità e la longevità dei vini.

La visione e la passione che risuonano in Tenuta Montemagno, hanno fatto sì che contribuissimo all’innovazione, alla progettazione e all’ottimizzazione dei vinificatori utilizzati in cantina, affinché rispondessero al meglio al nostro metodo di vinificazione. 

I nostri vinificatori sono vasche a chiusura ermetica, che garantiscono una conservazione di tutti gli aromi. Inoltre, i rimontaggi avvengono in modo totalmente naturale, sfruttando la pressione dell’anidride carbonica che si genera tumultuosamente durante la fase di fermentazione, in cui sono impiegati esclusivamente lieviti nobili selezionati. 

Nell’arco delle 24h vengono effettuati fino a 6 rimontaggi in modo totalmente automatico e naturale. 

Con questa modalità di vinificazione del tutto naturale, l’estrazione di polifenoli, che donano l’aroma al vino, di antociani, responsabili della colorazione e di tannini fautori della longevità e della complessità, è estremamente elevata già il giorno successivo l’inizio della fase fermentativa.

Per i vini rossi, l’avvio di questa delicata fase avviene solo al riempimento della vasca, mantenendo in perfetto equilibrio le temperature grazie alla tecnologia Nectar.

Per i vini bianchi si adotta una pressatura soft e una macerazione carbonica con ghiaccio secco al fine di preservare i delicati e preziosi aromi e profumi che contraddistinguono le uve di Timorasso e Sauvignon. 

Anche la fase di imbottigliamento, dopo il lavaggio delle bottiglie, avviene in ambiente anaerobico, affinché il vino non entri in contatto con l’ossigeno e non subisca un processo ossidativo in bottiglia. In questo modo, oltre a garantire il rispetto della filiera in ambiente controllato, doniamo ai nostri vini grande longevità.

L’aggiunta dei solfiti, necessari a garantire la buona conservazione del vino, è calcolata sulla base delle analisi effettuate in cantina durante le fasi di lavorazione e rappresenta il quantitativo minimo indispensabile per mantenere le caratteristiche organolettiche del vino e preservarlo durante il riposo in bottiglia. 

Rispetto ai parametri dettati dai disciplinari D.O.C. , D.O.C.G (max 200mg/l) e dei vini Biologici (max 150 mg/l), le etichette di Tenuta Montemagno si posizionano su valori sensibilmente inferiori. Basti citare i 29 mg/l del Ruché Invictus, i 41 mg/l del Grignolino o i 69 mg/l delle bollicine metodo Classico. 

LA QUALITA’ IN CANTINA

Raggiungere e mantenere nel tempo i risultati di eccellenza richiede tanta passione, impegno e dedizione, oltre alla profonda conoscenza del territorio, e all’interpretazione magistrale del “terroir”.

La cantina di Tenuta Montemagno è stata pensata e progettata sin dall’origine per realizzare vini longevi e salubri con bassissimo contenuto di solfiti.

Un approccio che parte dall’idea, dall’intuizione, dalla volontà che l’ambiente in cui lavorare il vino sia il terzo elemento fondamentale (dopo la vigna e le lavorazioni in cantina), per raggiungere l’obiettivo per cui sono nate le etichette di Tenuta Montemagno.

La scelta di edificare una cantina “fuori terra”, ma dotata di tutte le più moderne tecnologie per gestire al meglio temperatura, umidità e termoventilazione nelle diverse zone, è stata una scelta vincente per controllare in modo preciso e puntuale tutte le fasi di vinificazione: dalla fermentazione in vasche d’acciaio, alla fermentazione malolattica in barricaia per la Barbera Mysterium, alla rifermentazione in bottiglia per il metodo Classico.

“foto di Ugo Zamborlini, pubblicata su Spirito di Vino n° 82 di ott/nov 2017”