Articoli

Dalla vigna alla skincare: un progetto che trasforma i sottoprodotti della vinificazione in nuove risorse per la cosmetica naturale.

A Tenuta Montemagno, l’attenzione alla sostenibilità passa anche dalla volontà di ridurre gli sprechi e valorizzare ciò che nasce dalla vigna.

Da questa visione prende forma VIGNEUL, la linea cosmetica sviluppata a partire dai sottoprodotti della vinificazione biodinamica della Tenuta. Grazie a un processo di upcycling, ciò che resta dopo la produzione del vino viene recuperato e trasformato in attivi destinati alla skincare.

Un esempio concreto di economia circolare applicata al mondo vitivinicolo, in cui ricerca scientifica, innovazione cosmetica e utilizzo responsabile delle risorse trovano un punto d’incontro.

Dalla vinificazione alla cosmetica

Alla base del progetto c’è la tecnologia brevettata Molecular Bioliquefaction®, che consente di valorizzare le componenti vegetali presenti nei sottoprodotti della vinificazione e renderle disponibili per l’impiego cosmetico.

Il principio è semplice: estendere il ciclo di vita della materia prima e attribuirle una nuova funzione, evitando che il suo valore si esaurisca con la produzione del vino.

È così che il patrimonio vitivinicolo del Monferrato entra in relazione con un settore diverso, quello della cosmetica naturale, attraverso un approccio che guarda alla sostenibilità non solo come riduzione dell’impatto, ma anche come capacità di ripensare le risorse già disponibili.

UVA-LIFT e l’Excellence Award 2026

Nel 2026, UVA-LIFT Serum with Grape Extract ha ricevuto l’Excellence Award agli European Natural Beauty Awards, riconoscimento internazionale dedicato ai prodotti di cosmetica naturale che si distinguono per qualità, innovazione, efficacia e attenzione alla sostenibilità.

Il siero, formulato con il 99,8% di ingredienti di origine naturale, rappresenta una delle applicazioni più dirette di questa filosofia.

L’interesse del riconoscimento sta soprattutto nel fatto che valuta il prodotto all’interno di un contesto internazionale in cui vengono considerate qualità, innovazione, efficacia e attenzione alla sostenibilità.

Non si tratta quindi soltanto di un premio legato alla formulazione, ma di una validazione più ampia di un approccio che prova a integrare ricerca cosmetica e utilizzo più consapevole delle risorse.

Un modo diverso di leggere il vigneto

Il percorso di VIGNEUL mostra come la produzione vitivinicola possa generare valore anche oltre la cantina.

La stessa materia prima che dà origine al vino può infatti continuare il proprio ciclo in forme diverse, aprendo nuove possibilità di applicazione e creando un collegamento tra agricoltura, ricerca e skincare.

È una prospettiva che amplia il significato di sostenibilità e che, partendo dalle vigne di Tenuta Montemagno, racconta un modo contemporaneo di interpretare le risorse del Monferrato: non solo conservarle e rispettarle, ma comprenderne fino in fondo il potenziale.

Il Tartufo Bianco nel Monferrato: il protagonista dell’autunno

Ci sono profumi che annunciano una stagione prima ancora del calendario. Nel Monferrato, quello del tartufo bianco è tra i più riconoscibili.

Il Tuber magnatum Pico è una delle eccellenze più pregiate della gastronomia piemontese. Cresce spontaneamente sottoterra, in simbiosi con le radici di alcune specie arboree, e proprio il rapporto con il suolo, l’umidità e l’ambiente circostante ne determina unicità e intensità aromatica.

La sua ricerca è affidata al trifolau e al suo cane, protagonisti di una pratica antica fatta di esperienza, conoscenza del bosco e rispetto dei ritmi naturali. Non a caso, la cerca e cavatura del tartufo in Italia è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

La stagione del Tartufo Bianco coincide con l’autunno, quando le vigne cambiano colore, i boschi acquistano tonalità più intense e la cucina valorizza ingredienti e ricette della tradizione.

Sua Maestà il Tartufo d’Alba a Tenuta Montemagno

È proprio in questo periodo che Tenuta Montemagno propone “Sua Maestà il Tartufo d’Alba”, un soggiorno di due giorni con cena gourmet, pensati per continuare il racconto del tartufo anche a tavola.

Il tartufo bianco diventa così il filo conduttore di una cena gastronomica che attraversa alcuni dei sapori più rappresentativi della cucina piemontese: dalla battuta di Fassona ai tagliolini all’uovo o agli agnolotti monferrini, fino all’uovo al padellino, ciascuno valorizzato da 5 g di tartufo bianco d’Alba a persona. 

Ad accompagnare il percorso, una selezione di vini della Tenuta, scelti per creare un dialogo naturale tra cucina e territorio. 

Un modo per vivere il tartufo bianco non come semplice ingrediente, ma come espressione dell’autunno piemontese e del paesaggio del Monferrato.

Un ingrediente da trattare con semplicità

Il fascino del tartufo bianco sta anche nella sua capacità di trasformare piatti essenziali con pochissimo. Bastano poche lamelle, aggiunte all’ultimo momento, per sprigionare il profumo intenso e caratteristico.

Per questo viene tradizionalmente abbinato a preparazioni semplici e delicate, capaci di valorizzarne l’aroma senza coprirlo: uova, pasta fresca, burro, formaggi e carni diventano così il punto di partenza ideale per lasciargli il ruolo da protagonista. Sono proprio questi sapori ad aver ispirato la cena dedicata al Tartufo Bianco d’Alba, inclusa nel pacchetto “Sua Maestà il Tartufo d’Alba”. 

È questa essenzialità a renderlo uno degli ingredienti più affascinanti della cucina piemontese. A Tenuta Montemagno vi aspettiamo per scoprirlo nel suo momento più autentico, tra i sapori del territorio,i vini della Tenuta e il paesaggio del Monferrato. 

La merenda sinoira a Tenuta Montemagno

Una tradizione piemontese da riscoprire tra vigneti, sapori locali e il fascino senza tempo delle colline del Monferrato.

Ci sono tradizioni che raccontano un territorio meglio di molte parole. La merenda sinoira è una di queste: un rito conviviale profondamente legato al Piemonte, nato nelle campagne come momento di pausa al termine della giornata di lavoro.

Nel tardo pomeriggio ci si ritrovava attorno alla tavola con ciò che la cucina offriva: pane, salumi, formaggi, frittate, verdure, preparazioni in carpione e naturalmente vino. Piatti semplici e sostanziosi, da condividere senza formalità, lasciando che quel momento si prolungasse fino a sera.

Più ricca di una merenda e più spontanea di una cena, la merenda sinoira conserva ancora oggi il piacere dello stare insieme e anticipa, per certi versi, lo spirito dell’aperitivo piemontese.

Il viaggio comincia a bordo di una Panda anni ’80

A Tenuta Montemagno, la merenda sinoira acquista un sapore tutto suo.

Prima ancora di arrivare a tavola, l’esperienza comincia sulle strade del Monferrato Astigiano, a bordo di una Fiat Panda degli anni ’80 legata alla storia della famiglia e oggi reinterpretata per accompagnare gli ospiti tra le colline che circondano la Tenuta. Non una semplice auto vintage, ma un frammento di memoria che torna a vivere tra vigneti, filari e scorci su Montemagno. 

Accompagnati da una guida esperta, si attraversa il paesaggio lentamente, lasciando che profumi, colori e silenzi della campagna introducano naturalmente al momento della merenda sinoira. 

Il percorso conduce infine tra le vigne, dove un tavolo viene allestito all’ombra di un albero, in un angolo raccolto e immerso nella natura.

Qui la tradizione prende forma attraverso una selezione di sapori piemontesi: salumi e formaggi locali, friciulin, insalata russa, specialità in carpione e focaccia appena sfornata, accompagnati da tre calici di vini Tenuta Montemagno a persona, scelti per valorizzare i sapori e creare un legame diretto con i vigneti circostanti.

Un momento da vivere senza fretta, che al tramonto può trasformarsi naturalmente in un aperitivo e restituire, attraverso sapori, paesaggio e convivialità, uno dei modi più autentici di vivere il Monferrato. 

Vendemmia 2026 a Tenuta Montemagno

Dal clima alla raccolta, il racconto di un’annata che prende forma tra i vigneti di Tenuta Montemagno.

La vendemmia è il momento in cui un intero anno di lavoro prende forma. La raccolta è però solo l’ultimo passaggio di mesi di osservazione, decisioni e adattamenti continui, durante i quali ogni scelta accompagna l’evoluzione della vigna e delle uve.

Ogni annata segue un ritmo diverso, influenzato dal clima, dal territorio e dalle caratteristiche delle singole varietà. Il 2026 lo ha fatto in maniera particolarmente evidente, richiedendo attenzione costante e una lettura puntuale di ciò che accadeva in vigneto.

Vendemmia 2026: un’estate fuori dall’ordinario

L’estate appena trascorsa è stata, a livello nazionale, la più calda dal 1950, superando il precedente record del 2003 — lo confermano le analisi del CNR, con diverse ondate di calore africano che si sono susseguite da giugno a inizio settembre.

Nel Monferrato Astigiano, dove si trovano i vigneti di Tenuta Montemagno, il caldo prolungato e la ridotta disponibilità idrica hanno accompagnato lo sviluppo e la maturazione delle uve, rendendo ancora più importante seguire da vicino l’evoluzione delle piante.

Ogni vigneto ha il proprio tempo

A Tenuta Montemagno vengono coltivate diverse varietà che raccontano l’identità vitivinicola del territorio: Ruchè, Barbera, Grignolino, Timorasso, Sauvignon e Syrah.

Ognuna presenta tempi e dinamiche di maturazione differenti. Per questo la vendemmia non segue una data prestabilita, ma nasce dall’osservazione delle uve e dalla valutazione del loro sviluppo.

In un’annata come il 2026, segnata da temperature elevate e da precipitazioni inferiori alla media durante parte dell’estate, questa attenzione assume un ruolo ancora più importante. Il lavoro in vigna consiste anche nel saper interpretare la risposta delle diverse varietà alle condizioni della stagione, preservandone equilibrio e riconoscibilità.

Dalla vigneto alla cantina, nasce così l’annata 2026

Con la raccolta, il lavoro si sposta progressivamente dalla vigna alla cantina.

È qui che ha inizio il percorso che trasformerà le uve della vendemmia 2026 nei nuovi vini di Tenuta Montemagno. Ogni varietà seguirà tempi e lavorazioni differenti, nel rispetto delle caratteristiche sviluppate durante l’annata e dell’identità del Monferrato.

A settembre è ancora presto per definire in modo completo il profilo dell’annata. Saranno la vinificazione e, successivamente, l’affinamento a mostrare come freschezza, struttura, equilibrio e carattere varietale si esprimeranno nei diversi vini.

Una nuova vendemmia, la stessa attenzione

Ogni vendemmia racconta una storia diversa.

Cambiano il clima, i tempi della maturazione e la risposta delle diverse varietà. A rimanere costante è l’attenzione dedicata alla vigna e la capacità di interpretarne l’evoluzione, stagione dopo stagione.

Mentre la vendemmia 2026 prosegue a Tenuta Montemagno, ogni grappolo raccolto rappresenta così il punto d’incontro tra il lavoro svolto nei mesi precedenti e quello che continuerà in cantina.

È da qui che comincia il percorso dei vini della nuova annata.

Tartufo bianco

Sua eccellenza, il tartufo bianco!

Scopri il menù de La Civetta sul Comò dedicato al più pregiato frutto della terra: il tartufo bianco d’Alba.

All’arrivo dell’autunno in Tenuta Montemagno ci si prepara ad offrire un’esperienza sensoriale e gustativa unica e irripetibile, grazie al più prezioso frutto che la terra piemontese è in grado di offrire da Ottobre fino a Dicembre: il tartufo bianco. Un’assoluta eccellenza gastronomica, tanto semplice, quanto delicata. E’ il re incontrastato della cucina piemontese, in particolare di quella langarola e monferrina e trova, nella sobria ed essenziale interpretazione del nostro Executive Chef Giampiero Vento, una magistrale esecuzione che ne esalta il caratteristico profumo, senza però rinunciare ad esplorazioni che potrebbero apparire ardite…ma che nascondono una profonda conoscenza della materia prima e la lunga esperienza nello sperimentare piatti che diventano memoria, ricordo, emozione di un luogo.

tartufo e vino Tenuta Montemagno

In cucina la parola d’ordine è: abbinare il tartufo ai piatti “semplici” della tradizione. Nessun sapore deve spodestare il re dal trono.

A corte sono chiamati l’uovo al tegamino, la fonduta di fontina d’alpeggio della Valle d’Aosta arricchita dal tuorlo d’uovo, l’immancabile battuta al coltello di fassona piemontese e i tajarin ai 40 tuorli al burro.

piatti al tartufo bianco

Due interpretazioni che non ti aspetti, ma che meritano l’assaggio, sono il brasato alla Barbera e tartufo e, dulcis in fundo, un cremoso al cioccolato bianco e tartufo.

Un accenno alle due portate della tradizione reinterpretate dal nostro Executive Chef che caratterizzano il menù de La Civetta sul Comò.

Il brasato alla Barbera e tartufo. Un piatto dai sapori apparentemente forti, in contrasto con la delicatezza del tartufo…invece…il cappello del prete, da manzo rigorosamente piemontese, viene fatto marinare e la salsa è utilizzata per realizzare una salsa molto leggera con gli aromi dell’orto. Il brasato viene servito con questa riduzione calda e fumante, così da esaltare l’aroma che scaturisce dal tartufo grattato al momento. Per individuare il corretto abbinamento non dobbiamo fare altro che ascoltare il piatto, ed ecco servita la nostra Barbera Superiore Mysterium, meglio se nelle annate meno recenti. L’abbinamento di Mysterium e tartufo sul brasato è davvero un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e risveglia la memoria verso sapori e profumi ancestrali.

La seconda portata che non ti aspetti, la ritroviamo a chiusura del nostro menù dedicato al tartufo.

Un dessert della tradizione magistralmente reinterpretato per esaltare una materia prima che non ha bisogno di presentazioni.

Ecco allora il Cremoso al cioccolato bianco, rigorosamente senza vaniglia, e tartufo, arricchito dal crumble di nocciole gentili IGP sempre coltivate in Tenuta Montemagno.

Abbinamento ideale per esaltare l’ampio bouquet di sapori, ma mai sovrastandoli, è il nostro Dulcem, ottenuto da uve autoctone di Malvasia di Casorzo, caratterizzate da delicati sentori di pesca bianca e rose.

Il viale alberato che conduce alla Tenuta è ormai dipinto dai caldi colori dell’autunno. Non resta che varcare la soglia de La Civetta sul Comò, prenotare un tavolo nella sala della torre e, perché no, una splendida notte tra le antiche mura delle nostre suite. 

Vieni a scoprire la Tenuta Montemagno Experience, un boutique hotel di grande charme nel cuore del Monferrato, prenota ora!

Tenuta Montemagno

Vendemiia 2025 in Tenuta Montemagno

La vendemmia Tenuta Montemagno 2025

Ottimo equilibrio tra freschezza, acidità e struttura per tutte le etichette.

Articolo redatto in collaborazione con Roberto Natiat enologo insieme a Gianfranco Cordero di Tenuta Montemagno

Come ogni anno, le condizioni climatiche sono i fattori più importanti e coinvolgenti per chi si occupa di coltivazioni e, nello specifico, di vigneti.

Il 2023 è stato un anno con temperature elevate e decise siccità. Il 2024, viceversa, ha proposto condizioni completamente opposte all’anno precedente.

E il 2025 come è stato e come è andata la vendemmia in Tenuta Montemagno?

Anche quest’anno abbiamo intervistato Roberto Nantiat, l’enologo che con Gianfranco Cordero segue i lavori in Tenuta Montemagno, che ci ha aggiornato sul clima e sulla vendemmia di quest’anno.

Roberto Nantiat

Il 2025 è stata un’annata di ripresa perché, almeno fino a metà agosto circa, ha avuto uno sviluppo climatico nella norma ed equilibrato.
C’è stata una pioggia primaverile leggermente abbondante gestita con tranquillità e che ha favorito, grazie anche a temperature buone e in linea con quelle tipiche della stagione, una crescita regolare delle piante.
Siamo quindi arrivati a metà agosto dove si è avuta un’impennata improvvisa delle temperature per un paio di settimane, con picchi fino a 36-37 gradi. In questo periodo il caldo è rimasto piuttosto alto anche di notte. Così da un’annata tranquilla e piovosa, chiamiamola così, siamo entrati velocemente in un’annata molto calda nel giro di quindici giorni. Questo ha avuto un riflesso nelle uve che sono maturate molto velocemente e prima del previsto, comportando un inizio di vendemmia anticipato anche alla luce dell’eccellente grado zuccherino ottenuto prima del consueto.

uva vendemmia Tenuta Montemagno

Il 19 agosto abbiamo iniziato la raccolta del Sauvignon (Nymphae e Musae) con un anticipo di circa due settimane rispetto alla data tradizionale che solitamente è attorno al 25 agosto. Quando abbiamo iniziato a raccoglierle queste uve erano già molto zuccherine, almeno rispetto ai livelli tipici delle vendemmie del passato iniziate a fine del mese.

Dopo il grande caldo di metà agosto abbiamo avuto, verso fine mese ed a vendemmia già avviata, alcune settimane di pioggia. Questo cambiamento repentino ha abbassato le temperature e ha richiesta una revisione delle tempistiche di raccolta. Abbiamo rifatto più campionamenti per ritracciare in vigna il decorso di maturazione e per individuare le date migliori per tutte le uve. Si è così proseguito con raccolte anticipate, fra fine agosto e la prima settimana di settembre, anche per quanto riguarda Ruchè (Invictus e Nobilis), Timorasso (Solis Vis) e Barbera (Austerum e Mysterium).

All’inizio della seconda decade di settembre abbiamo vendemmiato Syrah (Violae) e Grignolino (Ruber) e oggi, 17 settembre, siamo prossimi alla fine della raccolta, in deciso anticipo rispetto agli anni precedenti (fine settembre, 10 ottobre circa).

Questo sviluppo climatico con la conseguente vendemmia anticipata (e veloce), come si è riflessa nella qualità del prodotto?

I primi assaggi mostrano dei vini decisamente buoni con caratteristiche di freschezza belle (nel senso che abbiamo delle acidità fresche), un grado alcolico giusto, tarato bene rispetto ai tassi alcolici dei vini prodotti nelle annate calde. Avremo quindi dei vini molto ben equilibrati fra freschezza, acidità, struttura e livello alcolico. 

 Verso fine novembre pensiamo di iniziare a preparare la malvasia per il tappo raso del Dulcem.

Quest’anno sul Piemonte si sono registrate precipitazioni anche importanti, anche con grandine. Qual è stata la situazione sulle vigne di Tenuta Montemagno?

Tutti i vortici di aria hanno portato lontano le precipitazioni intense registrate altrove sulla regione.

Abbiamo avuto degli acquazzoni accompagnati, in un paio di casi da venti forti, che però non hanno avuto un impatto negativo sui vigneti perché il terreno, che era molto asciutto, ha assorbito perfettamente l’acqua abbondante arrivata da cielo. Grandine non se ne è vista e così l’uva è cresciuta sana.

In conclusione, ogni anno si rivela con caratteristiche climatiche specifiche e questo richiede una prontezza d’intervento capace e rapida.

vini Tenuta Montemagno

Queste caratteristiche fanno tutte parte del bagaglio di esperienza e professionalità di chi lavora in Tenuta Montemagno e ciò consente alla nostra cantina di assicurare sempre il meglio della propria produzione per allietare i palati anche dei degustatori più esigenti.

.

Aperitivo metodo Classico

La disfida del metodo Classico

Il carattere, l’eleganza e la finezza del TM Brut, incontrano i cugini d’Oltralpe in una disfida a colpi di bollicine.

L’estate porta con sé il desiderio di un aperitivo fresco da degustare in compagnia e di allietare la tavola con un buon vino, magari bianco, aromatico, fresco o con bollicine in grado di valorizzare tanto le portate tipicamente estive, quanto di essere silenti protagoniste delle lunghe chiacchierate in compagnia che precedono la cena.

TM Brut

E l’Italia si sa, offre una molteplice varietà di vitigni e vini capaci di soddisfare i palati più raffinati ed esigenti. Se poi l’appassionato vuole approfondire anche i metodi di vinificazione e porgere lo sguardo oltre le Alpi, beh…l’orizzonte si palesa infinito.

Fortunatamente il Monferrato è circondato da dolci colline protette dalle Alpi, il che è un vantaggio per il microclima che si crea e per mantenere salde le radici autoctone dei principali vitigni che trovano dimora nelle nostre soleggiate vigne.

Tuttavia, in tema di bollicine, qui a Montemagno, ci piace rischiare e sfidare i cugini d’Oltralpe con un metodo Classico di cui siamo stati gli antesignani: TM Brut.

Pensare di vinificare così la Barbera d’Asti, con tutta la sua forza, il carattere, l’acidità tipiche dell’uva di questi territori, è stata una sfida ai più eleganti e austeri Champagne.

Alcune similitudini ci sono, vitigno e territorio a parte!

Iniziamo con il metodo di spumantizzazione: il metodo Classico che prevede la rifermentazione in bottiglia; nota come “metodo Champenoise” in Francia e, appunto, “metodo Classico” in Italia. La seconda fermentazione che avviene direttamente in bottiglia conferisce finezza e persistenza alle bollicine, nel caso del nostro TMBrut, aggiungeremmo anche una decisa “croccantezza” soprattutto nella versione che riposa 24 mesi sui lieviti. Il 36 e il 40 mesi sono connotati da una maggior eleganza della bolla e complessità aromatica gustativa.

Metodo Classico italiano e Champagne francese hanno in comune anche alcune fasi della produzione: la preparazione del vino base, l’eventuale aggiunta di zuccheri e lieviti (tirage), la presa di spuma, il remuage (rotazione delle bottiglie per far scendere i residui), la sboccatura (rimozione dei residui) e il dosaggio finale.

Bottiglie

Il risultato? Difficile trovare delle similitudini se non nell’eleganza, nella struttura e nella persistenza, oltre che nelle indubbie capacità di affinamento dei due cugini…pensando al fatto che spesso sono vinificati in bianco e sono delle “bollicine” è un risultato non così scontato.

TM Brut

Ma è proprio sulle caratteristiche organolettiche e sulle capacità di affinamento che TM Brut rivela le prime sorprese. 

Innanzitutto, è uno spumante ricavato dalla regina delle uve rosse: la Barbera. E allora gli enologi di Tenuta Montemagno hanno voluto sottolineare questa stirpe regale sin dalle prime note visive: una bollicina con un caratteristico colore ramato…un unicum nel panorama del metodo Classico. 

Altra nota distintiva deriva dalla degustazione organolettica: l’acidità della Barbera è perfettamente equilibrata dalla bollicina e smorzata dall’affinamento sui lieviti, ma ne costituisce la cifra stilistica.

Impossibile confondere TM Brut con altri spumanti; un’etichetta dalla solida identità e dal forte carattere.

Dulcis in fundo, una nota estremamente apprezzata dagli addetti ai lavori, ma soprattutto dai winelovers, è l‘ecletticità di uno spumante in grado di accompagnare tanto l’aperitivo estivo, fresco e defaticante nella versione 24 mesi, quanto i piatti più complessi sia a base di pesce che di carne. 

La Civetta sul Comò

Eleganza, finezza o grande carattere, TM Brut regala emozioni che solo un soggiorno presso il nostro Relais nelle calde giornate estive è in grado di eguagliare e superare con un tuffo nella nostra piscina a sfioro, illuminati dalla luce fioca del tramonto sulle colline patrimonio dell’Unesco.

Se vuoi provare un’experience davvero unica, vieni a trovarci al ristorante La Civetta sul Comò e prenota un soggiorno in Tenuta Montemagno, sapremo stupirti e farti innamorare della nostra cucina, del nostro Relais e del Monferrato.

Approfitta della promozione in corso fino al 31 luglio 2025. 

Per ogni acquisto minimo di 250€ su tutte le nostre etichette riceverai in omaggio una bottiglia di TM Brut 24 mesi, oltre allo sconto del 10%.

Per un acquisto minimo di 500€ su tutte le nostre etichette riceverai in omaggio due bottiglie di TM Brut: 24 e 36 mesi, oltre allo sconto del 20%.

Tagliatella di calamaro

La via del sale ispira il menù di primavera

Dal Piemonte alla Liguria attraverso i passi appenninici…un menù speciale che trae ispirazione dalla millenaria storia che collega queste due regioni.

Con l’aria di primavera arrivano i venti del cambiamento anche in cucina. 

Chef Vento

E’ sempre difficile reinventarsi e stupire con menù che sappiano coinvolgere gli ospiti, raccontare storie attraverso le ricette o l’impiattamento, che riescano a conciliare il desiderio d’innovazione insito nel nostro Executive Chef Giampiero Vento, con la grande tradizione della ristorazione monferrina, tanto apprezzata dai nostri clienti.

Per la primavera a La Civetta sul Comò, Giampiero si è superato. 

L’ispirazione è partita da lontano, nel tempo e nello spazio. Studiando e scoprendo il territorio che circonda Tenuta Montemagno si è imbattuto in quella che una volta, dai tempi dell’Impero Romano in poi, è conosciuta come la “Via del Sale”. Un intricato susseguirsi di mulattiere, strade bianche, sentieri che si inerpicano dalle pianure piemontesi e lombarde, per scavallare gli Appennini e giungere al mare della Liguria e viceversa. Percorsi che in passato erano frequentati dai mercanti per far arrivare ai porti della Liguria le merci in partenza via nave e che, percorsi al contrario, vedevano il trasporto del sale verso le regioni della pianura. Un itinerario lento, che incontrava l’aria e i profumi delle montagne come del mare e creava contaminazioni di gusti e sapori.

Immaginandosi essere un antico esploratore, Giampiero è partito dalle colline del Monferrato per giungere al mar ligure e scoprire come i sapori forti della nostra terra acquisiscono eleganza e raffinatezza dall’incontro con gli ingredienti di mare. Diverso da quello di origine del nostro Executive Chef, siciliano di nascita ma con similitudini inevitabili. Da questi percorsi a tratti sorprendenti e straordinari nascono alcune delle portate che caratterizzano il menù di primavera del nostro Relais.

Innanzitutto, abbiamo voluto valorizzare quegli elementi stagionali, disponibili a Km0 nel BIO ORTO antistante le nostre cucine. Spazio dunque alle verdure mediterranee coltivate nel rispetto delle biodiversità. Trattate con l’ossequio che si deve a materie prime di assoluta eccellenza e trasformate mantenendone l’essenza, pur in forme diverse. Citiamo solamente le tante varietà di pomodori o cavolfiori che diventeranno crema, polvere o saranno essiccati per concentrarne al massimo gli aromi e rendere unica la portata che li vede protagonisti sussurrati o donare la croccantezza ai piatti più delicati.

Altra importante novità che vedrà coinvolto in prima persona il nostro Chef sarà il SECRET GARDEN. Un luogo non luogo, come un metaverso fuori dal tempo e dallo spazio proprio come il tema che ha ispirato il nuovo menù. Un ambiente ricavato alle pendici delle nostre vigne, a stretto contatto con il BIO ORTO, che ospiterà “due tavoli dello Chef”.


secret garden

Un’esclusiva assoluta, in cui il cliente vivrà un’esperienza di totale immersione nella natura di Montemagno.

La sensazione sarà di cenare avvolti in una bolla in cui il contatto con la natura, con la terra che dà origine ai nostri vini e ai frutti nel nostro orto sia palpabile. Due tavoli circondati dal verde per garantire la massima privacy, e, al contempo, con un servizio dedicato, di esclusiva eccellenza.

Oltre ai prodotti a metro 0 forniti dal nostro orto, l’incontro con il vicino mar ligure sarà contraddistinto da una new entry assoluta nel menù del Relais: il riccio di mare e i crostacei di San Remo. Se la natura sarà generosa e la stagione favorevole, avrete la possibilità di degustare i pregiati gamberi provenienti dal mare dalla città dei fiori e le acciughe liguri: materia prima stagionale e tipica del territorio che vogliamo esplorare e far conoscere ai nostri ospiti, sempre più amanti di una proposta che valorizza la territorialità e la limitata reperibilità dei prodotti.

Soufflé alla vaniglia

In apertura di stagione, il vero exploit parte dalla chiusura del nostro menù: il dessert. Parliamo di un Soufflé alla vaniglia, dolce tipico francese, in cui tecnica, tradizione e golosità si fondono. E’ un piatto estremamente difficile e tecnico dal punto di vista dell’esecuzione, in cui la velocità di realizzazione e la precisione nella misura degli ingredienti sono fondamentali. Viene caramellato e tagliato in sala e abbinato con un gelato alla panna di latte piemontese, mantecato al momento del servizio. 

Abbinamento quasi obbligatorio il nostro TM ROSES, una Malvasia di Casorzo spumantizzata.

L’antipasto come non lo aspetti: vorresti una tartare e lo Chef propone un “Sottile di filetto di Fassona piemontese”, tagliato sottile, non a carpaccio, morbidissimo, con intingolo di fondo di vitello, salsa cacio e pepe e rape in agrodolce. Un connubio di sapori che incontra l’intenzione di far assaporare un antipasto crudo ma, chiudendo gli occhi, immaginare di degustare un tenerissimo filetto al sugo di arrosto.

Sottile di filetto di Fassona piemontese

L’abbinamento è per affinità: Solis Vis ultima annata, fresco, aromatico e minerale così da enfatizzare le varie componenti di questo piatto semplice, ma dagli equilibri complessi.

L’ombrina alla mugnaia, tartufo nero e caviale di limone è la perfetta sintesi dell’ispirazione del nuovo menù de La Civetta sul Comò: la via del sale. L’incontro tra mare e terra è celebrato dall’intingolo di finger lime, prezzemolo e grattata di tartufo nero che dona al piatto quei sentori di terra e di bosco che ci riportano dal mare alle colline che circondano il nostro Relais. 

Solis Vis e Ruber

L’abbinamento ideale è un’annata storica di Solis Vis, il nostro Timorasso in purezza, dalla grande struttura e mineralità, oppure un rosso autoctono servito fresco come Ruber, il nostro Grignolino d’Asti in grado di enfatizzare i profumi di bosco del tartufo e riequilibrare la componente grassa dell’ombrina.

La Primavera è ormai iniziata, prenota un tavolo a La Civetta sul Comò o al nostro Secret Garden per vivere un’esperienza memorabile, avvolto nei profumi della natura del Monferrato. 

Ti aspettiamo!

tenuta montemagno

KeyWords Tenuta Montemagno 2025: Experience

Siamo monferrini, piemontesi, italiani…eppure per riassumere in una sola parola i nostri sforzi in vista della riapertura il 01 marzo 2025, la sintesi della lingua anglosassone è perfetta. 

Experience non significa solo “esperienza”, ma include molteplici significati correlati alla conoscenza, alla sperimentazione delle situazioni che si stanno vivendo… proprio da qui ripartirà la stagione 2025 del nostro Relais&Wine. 

L’obiettivo è di rendere indimenticabile la permanenza nel nostro Boutique Hotel, da qualche mese elevato a “Relais a 5 stelle”.

Durante il periodo di chiusura al pubblico (dal 23.12.24 al 28.02.25) saremo al lavoro per rendere i soggiorni dei nostri ospiti ancora più piacevoli, con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, implementando migliorie sia nei servizi offerti, che nelle strutture a disposizione degli ospiti. Piccole grandi attenzioni volte a rendere ancora più confortevoli le nostre suite, più rilassante la permanenza nella nostra suite SPA e più raffinata l’offerta gastronomica del nostro ristorante La Civetta sul Comò.

Al centro delle nostre 5 stelle brillerà, come sempre, la galassia della nostra cantina con le etichette di vini autoctoni, rossi e bianchi del Monferrato e le immancabili bollicine metodo Classico, la firma di Tenuta Montemagno. 

Il fil rouge che guiderà le “experience 2025” a Tenuta Montemagno sarà il “bon vivre”, inteso come tempo speso bene, per stare bene con sé stessi, grazie al luogo in cui ci si trova.

E il vivere bene parte dal rispetto e dalla tutela dell’ambiente, garanzia di benessere per gli ospiti che soggiorneranno al nostro Relais. Fra i pilastri che sostengono l’approccio alla Sostenibilità di Tenuta Montemagno, il 2025 vedrà la luce Secret Garden, un orto botanico biodinamico nel quale saranno coltivate verdure fresche, erbe aromatiche e fiori commestibili destinati alla cucina del ristorante e ingredienti centrali di una cucina esperienziale da vivere nell’orto stesso, dove gli ospiti potranno distribuirsi su due tavoli e immergersi nella experience sotto la guida di due Tableu Chef.


Il territorio al centro, quindi, sotto tutte le sue forme e sotto tutti i punti di vista, anche dall’alto. Sì perché sempre con il nuovo anno sarà possibile restare estasiati dalla bellezza del Monferrato osservandolo da un elicottero oppure da aerei da turismo. Il volo in elicottero sul Monferrato (questo il titolo della Experience) prenderà il via dal piazzale antistante la Cantina di Tenuta Montemagno e porterà i visitatori a sorvolare vigneti, castelli medievali e pittoreschi borghi per 30 minuti.

L’esperienza Colline e Castelli, invece, prevede un trasferimento dalla Tenuta all’Accademia di Volo di Casale Monferrato; da qui decolleranno gli aerei a elica che condurranno gli ospiti, sempre per 30’ circa, sopra lussureggianti colline verdi, i borghi storici e gli antichi castelli che definiscono il paesaggio del Monferrato.

Proporremo sempre il percorso delle degustazioni guidate alla scoperta delle nostre 16 etichette, oltre alle 5 di spirits (liquori e grappe) in cantina, sala degustazione o in vigna a bordo della nostra ormai leggendaria “Panda rossa spiaggina”; le cene con menù degustazione elaborate da Giampiero Vento, Executive Chef de La Civetta sul Comò, che inviteranno alla scoperta del territorio attraverso la rivisitazione di piatti della tradizione, con contaminazioni sempre più contemporanee, raffinate e ricercate.

Ma la cucina e il nostro vino saranno anche le comparse di romantici palcoscenici con gli aperitivi al tramonto serviti in vigna o all’ombra del nostro nocciolo sulla sommità della collina che sovrasta la Tenuta, in cui gli attori principali saranno i nostri ospiti.

Forti del successo ottenuto nel 2024, anche per il prossimo anno i nostri ospiti potranno proseguire lungo percorso alla riscoperta delle tradizioni piemontesi con la “merenda sinoira”. 

Direttamente dalle origini contadine monferrine, un’offerta che mira a riproporre antiche usanze rielaborate in chiave contemporanea. Quello che una volta era vissuto come momento conviviale di metà giornata con una merenda sull’aia o nei campi, lo riproporremo come “merenda rinforzata” che accompagnerà gli ospiti verso l’ora di cena o che potrà sostituirla. Alla base della proposta gastronomica ci saranno piatti freddi, da poter degustare all’aperto, prodotti rigorosamente a Km0 e rispettosi dell’antica cultura gastronomica piemontese, accompagnati dalle nostre etichette di grandi autoctoni di carattere o di bianchi e rossi del Monferrato dalla beva più immediata, ma caratterizzati da un’aromaticità unica.

Protagonista assoluto del “bon vivre” sarà il nostro ristorante La Civetta sul Comò e le interpretazioni dell’Executive Chef Giampiero Vento e della sua brigata di cucina.

Saranno riproposti alcuni piatti particolarmente apprezzati dai nostri ospiti come il “Carciofo spinoso di Albenga” rielaborato in versione confit su crema di cavolfiore arrosto, spuma di parmigiano vacca rossa e limone candito o la nostra personalissima versione salata della panna cotta per valorizzare i frutti dell’autunno in cucina.

Sin qui le certezze….all’estro dello Chef è affidato il nuovo menù che vedrà la luce nei prossimi due mesi di chiusura al pubblico del Relais e del Ristorante.

La proposta gastronomica sarà arricchita anche da un raffinato carrello dei formaggi, per concludere le nostre degustazioni con una vera e propria “Cheese Experience” made in Piemonte, patria di nobili formaggi apprezzati in tutto il mondo, basti ricordare il famoso Castelmagno e le prelibate tome nelle differenti stagionature.

la civetta sul comò


Una tale proposta apre la strada per degustazioni incrociate con le nostre etichette…e allora spazio agli abbinamenti anche arditi, da scoprire al termine di una cena o, perché no, in un menù dedicato “Cheese&Wine”.

Ma Tenuta Montemagno è anche e, soprattutto, benessere e relax per i nostri ospiti. Amplieremo le proposte di trattamenti offerti nella nostra Suite SPA ADHARA con la possibilità di prenotare massaggi di coppia o di fruire in via esclusiva della struttura. Ai nostri ospiti saranno proposti in esclusiva i prodotti della linea Vigneul, cosmetici che “nascono” nelle nostre vigne per donare i benefici effetti delle proprietà nutritive dell’uva.

Le sorprese per il 2025 saranno molte, seguici sui nostri canali social per rimanere aggiornato e vieni a trovarci a partire dal 1° di marzo.

 

Nel frattempo, puoi continuare a godere delle nostre eccellenze acquistando direttamente sul nostro shop on line, un’opportunità unica per rimanere connesso con un territorio splendido come il Monferrato e portare in tavola la più vera e autentica delle “Experience”: un calice di buon vino.

vendemmia 2024

La vendemmia Tenuta Montemagno 2024

Articolo redatto in collaborazione con Roberto Natiat enologo insieme a Gianfranco Cordero di Tenuta Montemagno

Se gli ultimi anni sono stati caratterizzati da temperature piuttosto elevate e da decise siccità, pensiamo ai climi del 2022 e del 2023, il 2024 si è presentato come un anno dalle condizioni completamente opposte. Roberto Nantiat, l’enologo che con Gianfranco Cordero segue i lavori in Tenuta Montemagno, ci racconta qual è stato l’impatto del clima sulle vigne e come sta andando la vendemmia 2024.

“Nell’ultimo decennio abbiamo avuto climi abbastanza caldi” esordisce Roberto, “mentre quest’anno si è registrata un’inversione di tendenza con periodi piovosi piuttosto lunghi e temperature più basse rispetto alla media. Si è avuto un caldo estivo per qualche settimana ad agosto, ma nel complesso possiamo dire che la bella stagione è stata piuttosto fresca”.

L’abbondanza di piogge del 2024 se da un lato ha portato beneficio alle piante, dall’altro ha avuto un riscontro critico in quanto il protrarsi delle precipitazioni per tempi piuttosto lunghi ha rallentato le vigne. “Dalla fioritura in poi abbiamo visto che la pioggia ha continuato a cadere e questo ha aumentato l’umidita del terreno e della vegetazione con il conseguente aumento di possibili proliferazioni di funghi e parassiti, allungando nel contempo la crescita e la maturazione dei grappoli. Abbiamo così alzato i livelli di attenzione per salvaguardare la salute delle piante e devo dire che gli interventi agronomici sono stati, quando necessari, tutti efficaci”.

“L’instabilità climatica dopo le calde settimane del mese scorso” prosegue Roberto, “si è presentata anche all’inizio della vendemmia. A causa della ripresa delle precipitazioni abbiamo alternato l’attività di raccolta delle uve bianche e della Barbera da utilizzare come base per il TM Brut, a momenti di pausa nell’attesa che il tempo si stabilizzasse. Devo però precisare che la pioggia non è mai stata così abbondante per lungo tempo cosicché, ad oggi, siamo riusciti a completare la raccolta di Sauvignon, Grignolino, Malvasia di Casorzo, Timorasso e Syrah. Abbiamo anche iniziato la vendemmia del Ruché destinato a diventare Nobilis e presto, fra fine settembre e inizio ottobre, completeremo quella di Invictus. Infine, a ottobre ultimeremo il lavoro con le uve Barbera che diventeranno Austerum e Mysterium, il vino di punta della nostra produzione.

Il Piemonte, dalle Langhe al Canavese e al Monferrato, è stato oggetto anche di grandinate che in alcuni casi hanno fatto danni consistenti. “Per fortuna da noi a Montemagno la grandine ha fatto una comparsa molto ridotta e contenuta.” rassicura Roberto. ”Nell’estate abbiamo avuto una spolverata di grandine solo su alcuni vigneti e fortunatamente non sono stati registrati danni per piante e uve”.

Concludendo, se il 2023 è stato un anno da ricordare nel tempo per caldo e siccità, il 2024 sarà menzionato per l’abbondanza di pioggia, umidità e condizioni climatiche instabili. Ma tutto questo come si tradurrà nel vino? Quali sono le aspettative dell’annata 2024, per qualità e quantità?

.

“In generale ci aspettiamo vini più freschi e meno concentrati rispetto a quelli delle ultime annate. Questo dovrebbe portare anche ad avere dei vini pronti prima rispetto ai precedenti. Per quanto riguarda i volumi la situazione si presenta stabile per i bianchi e per i rossi Grignolino e Syrah, mentre rileviamo un aumento di volume per il Ruché e la Barbera.

Per il TM Brut, visto l’annata piovosa, ci aspettiamo un prodotto leggermente più acido e dalla gradazione più contenuta, caratteristiche che dovrebbero rendere ancora più gradevole alla beva questo prodotto”, conclude Roberto Nantiat.

Un anno diverso da quelli più recenti del passato che dovrebbe quindi a dei vini leggermente differenti. Non ci resta perciò che attendere e prepararci alle degustazioni delle annate 2024 dei vini Tenuta Montemagno.