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Tenuta Montemagno vite

I lavori in vigna e in cantina: la primavera

Articolo redatto in collaborazione con Roberto Nantiat, enologo di Tenuta Montemagno

Degustare un buon vino è l’atto conclusivo di una sublime storia d’amore. Una storia che unisce l’uomo e la natura, la passione per la coltivazione delle vigne e l’accettazione di questa attenzione da parte della natura. Ma quanto lavoro c’è dietro un calice di vino? Si tratta di un lavoro che dura mesi, a volte anni se consideriamo il tempo necessario a ottenere vini invecchiati 3, 4, 5 anni e più.

calici vino

Scopriamo insieme quindi il lavoro che i tecnici enologi eseguono in Tenuta Montemagno nel corso delle stagioni affinché le viti, nel loro percorso di sviluppo e crescita, raggiungano le condizioni ottimali per produrre i grappoli dai quali si otterrà il buon vino da degustare.

Iniziamo questo percorso conoscitivo parlando della primavera. Una stagione importante e, a volte, critica, in quanto soggetta a sbalzi consistenti di temperatura (a volte col ritorno delle gelate), e periodi anche lunghi di siccità come è successo quest’anno nei mesi di Febbraio, Marzo e Aprile.

Senza l’acqua le piante rallentano la loro crescita, così in questo periodo i tecnici di Tenuta Montemagno hanno mantenuto alta l’attenzione a cogliere eventuali segni di sofferenza delle viti che, fortunatamente, non sono apparsi, segno di una coltivazione in condizioni di salute ottimali.

Maggio ha visto il ritorno della pioggia che ha portato nuova energia per la crescita dei germogli. Nell’attesa dell’arrivo della pioggia, fra aprile e i primi di maggio si è dato corso alla trinciatura e sfalciatura, cioè alla pulizia del terreno dall’erba. Un’operazione che favorisce un migliore assorbimento dell’acqua piovana ed elimina la competizione idrica tra la vite e l’erba. Queste operazioni sono eseguite esclusivamente con l’uso di attrezzi meccanici e senza chimica.

Fra maggio e giugno è stata eseguita una potatura verde, precisamente la spollonatura e la scacchiatura, con la rimozione dei germogli in eccesso. Questa operazione, ben calibrata, consente di equilibrare e favorire la ventilazione all’interno della massa fogliare, con il conseguente beneficio di ridurre la suscettibilità alle malattie fungine e aumentare la capacità di assorbimento dei raggi solari.

A partire da Marzo, con la ripresa vegetativa della vite, la vigna richiede un’attenta gestione della crescita e delle operazioni da effettuare, al fine di garantire il migliore equilibrio vegeto-produttivo e poter quindi arrivare in vendemmia con un prodotto di qualità.

cantine

Altrettanto si può dire per l’impegno richiesto nella gestione dei lavori di cantina. Per quanto riguarda i bianchi fermi di Tenuta Montemagno (Musae, Nymphae e Solis Vis), successivamente alle avvenute fermentazioni alcoliche, i vini sono stati mantenuti a contatto con i lieviti (affinamento sur lies) per circa sei mesi e imbottigliati all’inizio della primavera.

A seguire sono stati imbottigliati lo speziato e fresco Ruber (Grignolino) ed il morbido e intenso Violae (Monferrato rosso). Nel mese di Marzo è stato effettuato il tiraggio della Barbera vinificata in bianco, per produrre lo Spumante TM Brut. A questa operazione è seguito un mese circa di rifermentazione e rimarrà per i prossimi 24 e 36 mesi in affinamento sui lieviti.

I vini ancora presenti in cantina rimangono in affinamento, chi in vasca di acciaio (Austerum, Nobilis, Invictus) e chi in legno (Mysterium), in attesa del perfetto momento per essere messi in bottiglia.

Tanto il lavoro da svolgere in primavera e tanto è l’amore che doniamo per produrre vini nelle condizioni migliori per raggiungere le tavole di degustazione di tutto il mondo.

Foto del mese ottobre 2021 Tenuta Montermagno

Foto del mese – ottobre 2021

L’autunno in vigna, ritratto perfettamente in questa fotografia di Alberto Colonna, è stata scelta come fotografia del mese per ottobre 2021.

Foto del mese ottobre 2021 Tenuta Montermagno
(Foto by Alberto Colonna)
Tenuta Montemagno

Metodo TM

Il metodo TM: innovazione sulla strada della tradizione. 

L’approccio della famiglia Barea, dell’enologo Gianfranco Cordero e dell’agronomo Maurizio Cerrato ha come obiettivo di realizzare vini unici in grado di regalare grandi emozioni e garantire salubrità e longevità ai vini targati TM.

L’impronta dei vini Tenuta Montemagno è rappresentata dalla bassissima percentuale di solfiti presente in tutte le etichette, dalle bollicine metodo Classico, ai bianchi autoctoni o internazionali, fino ai grandi rossi della tradizione.

LA QUALITA’ IN VIGNA

Sin dalla messa a dimora delle barbatelle, il team di agronomi ed enologi lavorano affinchè venga rispettato il rigido protocollo del Metodo TM, e il risultato della vendemmia ne rispecchi le aspettative. Il Monferrato è un territorio a volte difficile e aspro, la profonda conoscenza del terreno e delle condizioni pedoclimatiche sono elementi fondamentali per interpretare al meglio la messa a dimora delle singole uve e ottenere così vini capaci di regalare emozioni ad ogni sorso.

La conoscenza del territorio, l’ottimizzazione della resa per ogni singola vite, attraverso un accurato diradamento dei grappoli condotto manualmente, ad esempio rimangono solo 6 grappoli su ogni vite di Barbera Mysterium. La raccolta manuale dei grappoli, completa le fasi di cura in vigna e genera i presupposti per creare vini salubri e longevi.

La conformazione e la dislocazione delle colline vitate intorno alla Tenuta, svolgono un ruolo fondamentale per garantire la qualità della raccolta durante la vendemmia. La vicinanza dei filari che circondano la cantina, la posa manuale dei grappoli in piccole cassette, che avvengono sempre sotto il controllo attento del nostro team di enologi, sono la garanzia che le uve giungano in cantina in condizioni perfette, dopo un brevissimo lasso di tempo dalla raccolta, senza fuori uscita di succo che potrebbe innescare fermentazioni indesiderate e incontrollate.

In vigna il lavoro dell’agronomo, per garantire la qualità dei grappoli, inizia da lontano, da una visione che potremmo definire olistica. Oltre all’esperienza di chi ben conosce la nostra terra, ampio spazio alla tecnologia diffusa tra i filari per raccogliere ed elaborare dati metereologici relativi a precipitazioni, umidità e temperature, e sistemi biologici di cattura degli insetti per misurarne la concentrazione, così da prevedere trattamenti mirati, puntuali solo nei momenti e nelle zone in cui sono strettamente necessari.

In Tenuta Montemagno gli interventi sono a residuo zero, e abbracciano la filosofia del “biological first”, per salvaguardare la vite, il territorio e la salute di chi consuma e produce il vino. L’obiettivo di ottenere percentuali di solfiti bassissime, parte da lontano e dalla passione di fare al meglio tutte le fasi dalla coltivazione della vigna fino all’imbottigliamento.

LA QUALITA’ DURANTE LA VINIFICAZIONE

In Tenuta Montemagno la suggestione e il fascino che si ritrovano in cantina, suonano in perfetta armonia con l’innovazione tecnologica della struttura.

Qui, tutte le lavorazioni in vasca avvengono in ambiente anaerobico, ovvero in assenza di ossigeno, grazie all’utilizzo di compressori dotati di filtri assoluti che separano l’ossigeno dall’aria. In questo modo si genera l’azoto che viene utilizzato in tutti i processi per evitare l’ossidazione prima del mosto e poi del vino. Inoltre, temperature e umidità controllate accuratamente prevengono il rischio di formazione di microorganismi e muffe, che minerebbero la salubrità e la longevità dei vini.

La visione e la passione che risuonano in Tenuta Montemagno, hanno fatto sì che contribuissimo all’innovazione, alla progettazione e all’ottimizzazione dei vinificatori utilizzati in cantina, affinché rispondessero al meglio al nostro metodo di vinificazione. 

I nostri vinificatori sono vasche a chiusura ermetica, che garantiscono una conservazione di tutti gli aromi. Inoltre, i rimontaggi avvengono in modo totalmente naturale, sfruttando la pressione dell’anidride carbonica che si genera tumultuosamente durante la fase di fermentazione, in cui sono impiegati esclusivamente lieviti nobili selezionati. 

Nell’arco delle 24h vengono effettuati fino a 6 rimontaggi in modo totalmente automatico e naturale. 

Con questa modalità di vinificazione del tutto naturale, l’estrazione di polifenoli, che donano l’aroma al vino, di antociani, responsabili della colorazione e di tannini fautori della longevità e della complessità, è estremamente elevata già il giorno successivo l’inizio della fase fermentativa.

Per i vini rossi, l’avvio di questa delicata fase avviene solo al riempimento della vasca, mantenendo in perfetto equilibrio le temperature grazie alla tecnologia Nectar.

Per i vini bianchi si adotta una pressatura soft e una macerazione carbonica con ghiaccio secco al fine di preservare i delicati e preziosi aromi e profumi che contraddistinguono le uve di Timorasso e Sauvignon. 

Anche la fase di imbottigliamento, dopo il lavaggio delle bottiglie, avviene in ambiente anaerobico, affinché il vino non entri in contatto con l’ossigeno e non subisca un processo ossidativo in bottiglia. In questo modo, oltre a garantire il rispetto della filiera in ambiente controllato, doniamo ai nostri vini grande longevità.

L’aggiunta dei solfiti, necessari a garantire la buona conservazione del vino, è calcolata sulla base delle analisi effettuate in cantina durante le fasi di lavorazione e rappresenta il quantitativo minimo indispensabile per mantenere le caratteristiche organolettiche del vino e preservarlo durante il riposo in bottiglia. 

Rispetto ai parametri dettati dai disciplinari D.O.C. , D.O.C.G (max 200mg/l) e dei vini Biologici (max 150 mg/l), le etichette di Tenuta Montemagno si posizionano su valori sensibilmente inferiori. Basti citare i 29 mg/l del Ruché Invictus, i 41 mg/l del Grignolino o i 69 mg/l delle bollicine metodo Classico. 

LA QUALITA’ IN CANTINA

Raggiungere e mantenere nel tempo i risultati di eccellenza richiede tanta passione, impegno e dedizione, oltre alla profonda conoscenza del territorio, e all’interpretazione magistrale del “terroir”.

La cantina di Tenuta Montemagno è stata pensata e progettata sin dall’origine per realizzare vini longevi e salubri con bassissimo contenuto di solfiti.

Un approccio che parte dall’idea, dall’intuizione, dalla volontà che l’ambiente in cui lavorare il vino sia il terzo elemento fondamentale (dopo la vigna e le lavorazioni in cantina), per raggiungere l’obiettivo per cui sono nate le etichette di Tenuta Montemagno.

La scelta di edificare una cantina “fuori terra”, ma dotata di tutte le più moderne tecnologie per gestire al meglio temperatura, umidità e termoventilazione nelle diverse zone, è stata una scelta vincente per controllare in modo preciso e puntuale tutte le fasi di vinificazione: dalla fermentazione in vasche d’acciaio, alla fermentazione malolattica in barricaia per la Barbera Mysterium, alla rifermentazione in bottiglia per il metodo Classico.

“foto di Ugo Zamborlini, pubblicata su Spirito di Vino n° 82 di ott/nov 2017”