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La Civetta sul Comò

Due percorsi gourmet sinuosi come i dolci pendii del monferrato

A La Civetta sul Comò due viaggi del gusto alla scoperta della tradizione piemontese con incursioni mediterranee.

Giampiero Vento, Executive Chef del ristorante La Civetta sul Comò, una vera eccellenza nel panorama gastronomico del Monferrato, ha portato in Piemonte i profumi e i sapori delle sue radici siciliane, fino a creare connubi inebrianti e innovativi. 

Aromi e sapori tipicamente mediterranei si fondono e valorizzano le materie prime di altissima qualità e a Km zero proprie della cucina piemontese e monferrina. Ma, le reminiscenze della “sua Sicilia” diventano anche gli ingredienti principali delle portate, per creare una carta innovativa e vocata a stimolare una vera cultura per la Cucina, quella con la “C” maiuscola.

La visione che ha portato lo Chef a definire il menù à la carte e i due speciali menù degustazione, si esprimono in questa direzione: una sosta golosa al TM Relais deve lasciare il ricordo di un’esperienza vissuta a tavola, tra materie prime eccellenti, a Km zero, preparate con sapienza per esaltarne le caratteristiche e sposarsi magnificamente con la proposta enologica di Tenuta Montemagno.

Un Relais&Wine che ha nell’ospitalità e nella propria cantina i segni distintivi del concetto di accoglienza all’insegna della qualità. E così, la nuova ricetta nasce con l’idea di essere abbinata a una nostra etichetta per ricreare una sinestesia indelebile nel ricordo del nostro ospite. 

Vino e cibo, cibo e vino, un binomio che a La Civetta sul Comò è inscindibile.

La nostra proposta gastronomica nasce e si evolve quotidianamente nel solco del rispetto della grande tradizione piemontese e dell’innovazione, che si ritrova a tavola con interpretazioni vocate alla leggerezza, alla freschezza, a matrimoni di gusto spesso arditi, ma in grado di festeggiare le nozze di platino.

Ricette, piatti o, come si ama scrivere oggi, food experience talmente innovativi da divenire degli “instant classic” nel nostro menù. Per guidare gli ospiti a una scoperta consapevole della proposta gourmet de La Civetta sul Comò proponiamo, oltre al menù à la carte, anche due percorsi degustazione da quattro o sei portate, ognuna abbinata ad un’etichetta della nostra cantina. L’offerta è ampia e può contare su un metodo Classico da uve Barbera (24/36 mesi di affinamento), da bianchi molto aromatici come il Sauvignon Gris o particolarmente minerali come il Timorasso, fino ai grandi classici prodotti da uve a bacca rossa come la Barbera, il Grignolino o il più importante autoctono del Monferrato: il Ruché vinificato seguendo rigorosamente il disciplinare di produzione e in una variante con uve appassite in vigna.

menù degustazione cambiano al mutare delle stagioni o…in base alle sperimentazioni dello Chef, perché l’istrionico Giampiero è come il vulcano della sua terra d’origine, mai sopito. E allora, un viaggio al vicino mar ligure per riassaporare i profumi dello iodio, una passeggiata sulle colline che circondano la Tenuta, o un sopralluogo nell’orto di erbe aromatiche, risvegliano i sensi e la voglia di creare del nostro Chef.

Così è nata una ricetta particolarmente innovativa, divenuta un “grande classico” della nostra carta: Carciofo & Gin.Scoprila e…prenota un tavolo per assaporarla nell’atmosfera unica de La Civetta sul Comò.

Carciofo & Gin 

Carciofo d’Albenga confit, tuorlo d’uovo al gin “selezione Gin Mare” e spuma di Parmigiano 30 mesi “Vacca Rossa”.

Una ricetta che nasce dalla memoria del cuore. Dal ricordo di un quartiere di Palermo, La Cerva, conosciuto e apprezzato per le ricette legate a un ortaggio tanto spinoso quanto ricco di gusto e minerali: il carciofo.

La vicinanza di Montemagno alla Liguria ci porta a ricercare una vera eccellenza di questa regione: il carciofo spinoso di Albenga, caratterizzato da un’insolita dolcezza e morbidezza, tanto da poter essere consumato crudo, gambo compreso.

Gli ingredienti di questo piatto sono semplici: carciofo, uovo, parmigiano reggiano da Vacche Rosse stagionato 30 mesi e Gin, nella variante Mare. Sono le mani sapienti di chi sa destreggiarsi fra i fornelli che li unisce per dare vita a una prelibatezza unica.

Sapori di terra e profumi di mare si fondono in un piatto gourmet, proposto come un ricco antipasto a La Civetta sul Comò.

Una volta cotto al forno il carciofo, lo si adagia sul piatto da portata e poniamo il tuorlo di un uovo all’interno del suo cuore caldo, per aggiungere l’elemento più grasso ad un vegetale noto per la sua mineralità.

Una volta che il tuorlo inizia la sua naturale cottura dovuta all’induzione del calore trasmesso dalle brattee del carciofo, aggiungiamo poche gocce di Gin Mare leggermente dealcolizzato. Il Gin dona al piatto una elegante spinta aromatica, caratterizzata dai profumi tipici della riviera ligure: rosmarino, olive, basilico…un tuffo nel mare dai dolci pendii del Monferrato. 

Il perfetto equilibrio lo si raggiunge con l’aggiunta della spuma di Parmigiano Reggiano da Vacca Rossa stagionato 30 mesi. Le particolari caratteristiche organolettiche di questa preziosa varietà di parmigiano esaltano sia la componente amara del carciofo, sia la consistenza dell’uovo.

Pochi ingredienti abilmente lavorati per non snaturarne le proprietà e una loro sapiente interpretazione, rendono il nostro “Carciofo&Gin” il piatto ideale da abbinare a un importante vino bianco del Monferrato: Solis Vis, ottenuto da uve Timorasso in purezza. 

Se siete giunti al termine della prima puntata del nostro viaggio degustazione, non vi resta che sperimentare l’abilità del nostro Executive Chef e prenotare un pranzo o una romantica cena a La Civetta sul Comò. Vi aspettiamo!

Parlano di noi: Wine Meridian

Tenuta Montemagno: quando la risorsa umana si adatta al contesto

Wine Meridian, nella persona di Lavinia Furlani, dopo una visita alla nostra Tenuta ha scritto un articolo dedicato all’accoglienza e al ruolo delle persone che si occupano di ospitalità e servizio al cliente.

Il risultato è un piacevolissimo editoriale nel quale emerge come lo spirito di cambiamento per adattarsi ai vari contesti nei quali ci si trova a lavorare, siano una chiave importante nella relazione con i clienti. Nel nostro Relais esiste un principio non negoziabile: l’ospitalità è sacra. Questo principio lo applichiamo in ogni contesto, dall’accoglienza per i soggiorni nel relais, alla ristorazione, agli eventi, alle degustazioni e così via. Ciò che è stato scritto da Wine Meridian è, probabilmente, la prova concreta ed evidente di questo principio applicato nella realtà e siamo estremamente felici che ciò sia emerso con estrema naturalezza.

Non vogliamo rivelare nulla dell’articolo, del quale ringraziamo Lavinia e Wine Meridian. Preferiamo siate voi a scoprirlo, qui, sul sito di Wine Meridian.

Buona lettura e speriamo di potervi accogliere al più presto!

Soranus Barolo Tenuta Montemagno

Soranus, il Barolo di Tenuta Montemagno

Il tralcio che lega il Re dei vini piemontesi all’Impero Romano, affonda le proprie radici nell’albero genealogico della famiglia Barea, proprietaria di Tenuta Montemagno. Barolo Soranus prende, infatti, il nome da Quinto Marcio Barea Sorano, proconsole in Asia ai tempi dell’imperatore Nerone tra gli anni 50 e 60 D.C.

Tenuta Montemagno Soranus barolo

Ma i natali del Nebbiolo, vitigno da cui ha origine il Barolo, sono ancora più antichi e si perdono nella storia dell’antica Roma; le prime testimonianze sono di Plinio il Vecchio nel suo “Naturalis Historia” dove celebra i fasti vinicoli di un’uva coltivata sulle colline novaresi e di Columella, scrittore romano del 1 D.C. con la sua opera “De re rustica”, il più completo trattato sull’agricoltura dell’antichità. Un’uva dalle lontane origini che rappresenta il “vitigno da terroir per antonomasia” ed è estremamente sensibile alle differenti composizioni dei terreni, così come al clima.   Il Barolo nasce nel cuore delle Langhe, in 11 comuni collocati in un territorio di rara bellezza, riconosciuto nel 2014 come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Tra questi 11 comuni, il più esteso è certamente quello di LA MORRA, ove hanno dimora le viti da cui produciamo il nostro Barolo Soranus.

Come tutte le uve di Tenuta Montemagno, anche per il nostro Barolo, la raccolta è rigorosamente manuale per preservare la salute dei grappoli e farli giungere in cantina il più salubri possibile. La fermentazione è di circa 20 giorni, cui seguono lunghi periodi di affinamento in legno (botti grandi e piccole) per almeno 24 mesi.

Tenuta Montemagno Barolo

La scelta del territorio di LA MORRA, rispecchia la volontà di Tenuta Montemagno di creare vini dal grande carattere, importanti, ma caratterizzati dalla piacevolezza e dalla morbidezza, dall’eleganza e dalla finezza, dalla ricchezza del bouquet e dalla sua complessità.

Tutti elementi che ritroviamo nel Nebbiolo allevato in questo lembo delle Langhe e dovuti alle caratteristiche dell’area Tortoniana delle colline di LA MORRA, caratterizzate da un terreno marnoso / calcareo, in cui affondano le radici le vigne di oltre 40 anni.

Il risultato è un Barolo estremamente equilibrato, in cui si ritrovano le caratteristiche tipiche del Nebbiolo che cresce sulle colline di LA MORRA. Il colore è un rosso granato che vira sulle tonalità aranciate con l’invecchiamento, il naso è complesso e particolarmente ricco di sfumature: intense note di pepe nero, cannella e vaniglia, accompagnano un bouquet pieno di frutti rossi, lampone e ciliegie sotto spirito. Al palato ritroviamo la struttura data dai tannini, che esaltano le note dei frutti rossi, della liquirizia e delle spezie.

La scelta di Tenuta Montemagno di vinificare solo i migliori grappoli nelle annate più promettenti, rappresenta un valore assoluto per i nostri appassionati. Uno sforzo premiato con due Medaglie d’oro per l’annata 2013 al DWA (Decanter Worldwine Award) al Wine Hunter e per l’annata 2015 al Mundus Vini International Wine Competition.

Il legame con il territorio è evidente anche dalle assonanze con i due prodotti principi delle Langhe e del Piemonte: le nocciole e il tartufo, di cui ritroviamo intatti ed esaltati i profumi.

Tenuta Montemagno food tartare con tartufo

Gli abbinamenti ideali per accompagnare il “Re dei Vini…o il Vino dei Re”? Sicuramente il più nobile dei tuberi, il Tuber Magnatum o, più comunemente, Tartufo bianco e tutti i piatti della tradizione piemontese che lo vedono protagonista: tajarin, ravioli, battuta… ma non solo. Se pensiamo a un primo di origine piemontese, l’accompagnamento ideale è con Tajarin al tartufo o al sugo di arrosto.

Il Barolo si esprime al meglio con secondi piatti dal gusto corposo e importante, ottenuto con marinature e lunghe cotture. Stracotti e brasati di carni rosse e selvaggina come la lepre in salmì o la guancetta marinata nello stesso Soranus, rappresentano l’abbinamento che esalta il bouquet del Barolo di LA MORRA e i sapori forti delle portate.

Un connubio ardito ma dall’effetto gustativo? Un dessert a base di cioccolato fondente almeno all’80%.

Chef Giampiero Vento ristorante Tenuta Montemagno

Non lasciamoci però indurre da sperimentazioni azzardate e fusion: i tannini del Barolo poco amano la cucina molto speziata e il suo delicato bouquet entrerebbe in conflitto con i piatti particolarmente piccanti. Giampiero Vento, Chef Executive de “La Civettà sul comò” sarà capace di emozionare gli ospiti del ristorante del nostro Relais&Wine, garantendo il matrimonio ideale tra il Re dei Vini e la cucina gourmet.