Dalla vigna alla skincare: un progetto che trasforma i sottoprodotti della vinificazione in nuove risorse per la cosmetica naturale.

A Tenuta Montemagno, l’attenzione alla sostenibilità passa anche dalla volontà di ridurre gli sprechi e valorizzare ciò che nasce dalla vigna.

Da questa visione prende forma VIGNEUL, la linea cosmetica sviluppata a partire dai sottoprodotti della vinificazione biodinamica della Tenuta. Grazie a un processo di upcycling, ciò che resta dopo la produzione del vino viene recuperato e trasformato in attivi destinati alla skincare.

Un esempio concreto di economia circolare applicata al mondo vitivinicolo, in cui ricerca scientifica, innovazione cosmetica e utilizzo responsabile delle risorse trovano un punto d’incontro.

Dalla vinificazione alla cosmetica

Alla base del progetto c’è la tecnologia brevettata Molecular Bioliquefaction®, che consente di valorizzare le componenti vegetali presenti nei sottoprodotti della vinificazione e renderle disponibili per l’impiego cosmetico.

Il principio è semplice: estendere il ciclo di vita della materia prima e attribuirle una nuova funzione, evitando che il suo valore si esaurisca con la produzione del vino.

È così che il patrimonio vitivinicolo del Monferrato entra in relazione con un settore diverso, quello della cosmetica naturale, attraverso un approccio che guarda alla sostenibilità non solo come riduzione dell’impatto, ma anche come capacità di ripensare le risorse già disponibili.

UVA-LIFT e l’Excellence Award 2026

Nel 2026, UVA-LIFT Serum with Grape Extract ha ricevuto l’Excellence Award agli European Natural Beauty Awards, riconoscimento internazionale dedicato ai prodotti di cosmetica naturale che si distinguono per qualità, innovazione, efficacia e attenzione alla sostenibilità.

Il siero, formulato con il 99,8% di ingredienti di origine naturale, rappresenta una delle applicazioni più dirette di questa filosofia.

L’interesse del riconoscimento sta soprattutto nel fatto che valuta il prodotto all’interno di un contesto internazionale in cui vengono considerate qualità, innovazione, efficacia e attenzione alla sostenibilità.

Non si tratta quindi soltanto di un premio legato alla formulazione, ma di una validazione più ampia di un approccio che prova a integrare ricerca cosmetica e utilizzo più consapevole delle risorse.

Un modo diverso di leggere il vigneto

Il percorso di VIGNEUL mostra come la produzione vitivinicola possa generare valore anche oltre la cantina.

La stessa materia prima che dà origine al vino può infatti continuare il proprio ciclo in forme diverse, aprendo nuove possibilità di applicazione e creando un collegamento tra agricoltura, ricerca e skincare.

È una prospettiva che amplia il significato di sostenibilità e che, partendo dalle vigne di Tenuta Montemagno, racconta un modo contemporaneo di interpretare le risorse del Monferrato: non solo conservarle e rispettarle, ma comprenderne fino in fondo il potenziale.

Il Tartufo Bianco nel Monferrato: il protagonista dell’autunno

Ci sono profumi che annunciano una stagione prima ancora del calendario. Nel Monferrato, quello del tartufo bianco è tra i più riconoscibili.

Il Tuber magnatum Pico è una delle eccellenze più pregiate della gastronomia piemontese. Cresce spontaneamente sottoterra, in simbiosi con le radici di alcune specie arboree, e proprio il rapporto con il suolo, l’umidità e l’ambiente circostante ne determina unicità e intensità aromatica.

La sua ricerca è affidata al trifolau e al suo cane, protagonisti di una pratica antica fatta di esperienza, conoscenza del bosco e rispetto dei ritmi naturali. Non a caso, la cerca e cavatura del tartufo in Italia è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

La stagione del Tartufo Bianco coincide con l’autunno, quando le vigne cambiano colore, i boschi acquistano tonalità più intense e la cucina valorizza ingredienti e ricette della tradizione.

Sua Maestà il Tartufo d’Alba a Tenuta Montemagno

È proprio in questo periodo che Tenuta Montemagno propone “Sua Maestà il Tartufo d’Alba”, un soggiorno di due giorni con cena gourmet, pensati per continuare il racconto del tartufo anche a tavola.

Il tartufo bianco diventa così il filo conduttore di una cena gastronomica che attraversa alcuni dei sapori più rappresentativi della cucina piemontese: dalla battuta di Fassona ai tagliolini all’uovo o agli agnolotti monferrini, fino all’uovo al padellino, ciascuno valorizzato da 5 g di tartufo bianco d’Alba a persona. 

Ad accompagnare il percorso, una selezione di vini della Tenuta, scelti per creare un dialogo naturale tra cucina e territorio. 

Un modo per vivere il tartufo bianco non come semplice ingrediente, ma come espressione dell’autunno piemontese e del paesaggio del Monferrato.

Un ingrediente da trattare con semplicità

Il fascino del tartufo bianco sta anche nella sua capacità di trasformare piatti essenziali con pochissimo. Bastano poche lamelle, aggiunte all’ultimo momento, per sprigionare il profumo intenso e caratteristico.

Per questo viene tradizionalmente abbinato a preparazioni semplici e delicate, capaci di valorizzarne l’aroma senza coprirlo: uova, pasta fresca, burro, formaggi e carni diventano così il punto di partenza ideale per lasciargli il ruolo da protagonista. Sono proprio questi sapori ad aver ispirato la cena dedicata al Tartufo Bianco d’Alba, inclusa nel pacchetto “Sua Maestà il Tartufo d’Alba”. 

È questa essenzialità a renderlo uno degli ingredienti più affascinanti della cucina piemontese. A Tenuta Montemagno vi aspettiamo per scoprirlo nel suo momento più autentico, tra i sapori del territorio,i vini della Tenuta e il paesaggio del Monferrato. 

La merenda sinoira a Tenuta Montemagno

Una tradizione piemontese da riscoprire tra vigneti, sapori locali e il fascino senza tempo delle colline del Monferrato.

Ci sono tradizioni che raccontano un territorio meglio di molte parole. La merenda sinoira è una di queste: un rito conviviale profondamente legato al Piemonte, nato nelle campagne come momento di pausa al termine della giornata di lavoro.

Nel tardo pomeriggio ci si ritrovava attorno alla tavola con ciò che la cucina offriva: pane, salumi, formaggi, frittate, verdure, preparazioni in carpione e naturalmente vino. Piatti semplici e sostanziosi, da condividere senza formalità, lasciando che quel momento si prolungasse fino a sera.

Più ricca di una merenda e più spontanea di una cena, la merenda sinoira conserva ancora oggi il piacere dello stare insieme e anticipa, per certi versi, lo spirito dell’aperitivo piemontese.

Il viaggio comincia a bordo di una Panda anni ’80

A Tenuta Montemagno, la merenda sinoira acquista un sapore tutto suo.

Prima ancora di arrivare a tavola, l’esperienza comincia sulle strade del Monferrato Astigiano, a bordo di una Fiat Panda degli anni ’80 legata alla storia della famiglia e oggi reinterpretata per accompagnare gli ospiti tra le colline che circondano la Tenuta. Non una semplice auto vintage, ma un frammento di memoria che torna a vivere tra vigneti, filari e scorci su Montemagno. 

Accompagnati da una guida esperta, si attraversa il paesaggio lentamente, lasciando che profumi, colori e silenzi della campagna introducano naturalmente al momento della merenda sinoira. 

Il percorso conduce infine tra le vigne, dove un tavolo viene allestito all’ombra di un albero, in un angolo raccolto e immerso nella natura.

Qui la tradizione prende forma attraverso una selezione di sapori piemontesi: salumi e formaggi locali, friciulin, insalata russa, specialità in carpione e focaccia appena sfornata, accompagnati da tre calici di vini Tenuta Montemagno a persona, scelti per valorizzare i sapori e creare un legame diretto con i vigneti circostanti.

Un momento da vivere senza fretta, che al tramonto può trasformarsi naturalmente in un aperitivo e restituire, attraverso sapori, paesaggio e convivialità, uno dei modi più autentici di vivere il Monferrato. 

Vendemmia 2026 a Tenuta Montemagno

Dal clima alla raccolta, il racconto di un’annata che prende forma tra i vigneti di Tenuta Montemagno.

La vendemmia è il momento in cui un intero anno di lavoro prende forma. La raccolta è però solo l’ultimo passaggio di mesi di osservazione, decisioni e adattamenti continui, durante i quali ogni scelta accompagna l’evoluzione della vigna e delle uve.

Ogni annata segue un ritmo diverso, influenzato dal clima, dal territorio e dalle caratteristiche delle singole varietà. Il 2026 lo ha fatto in maniera particolarmente evidente, richiedendo attenzione costante e una lettura puntuale di ciò che accadeva in vigneto.

Vendemmia 2026: un’estate fuori dall’ordinario

L’estate appena trascorsa è stata, a livello nazionale, la più calda dal 1950, superando il precedente record del 2003 — lo confermano le analisi del CNR, con diverse ondate di calore africano che si sono susseguite da giugno a inizio settembre.

Nel Monferrato Astigiano, dove si trovano i vigneti di Tenuta Montemagno, il caldo prolungato e la ridotta disponibilità idrica hanno accompagnato lo sviluppo e la maturazione delle uve, rendendo ancora più importante seguire da vicino l’evoluzione delle piante.

Ogni vigneto ha il proprio tempo

A Tenuta Montemagno vengono coltivate diverse varietà che raccontano l’identità vitivinicola del territorio: Ruchè, Barbera, Grignolino, Timorasso, Sauvignon e Syrah.

Ognuna presenta tempi e dinamiche di maturazione differenti. Per questo la vendemmia non segue una data prestabilita, ma nasce dall’osservazione delle uve e dalla valutazione del loro sviluppo.

In un’annata come il 2026, segnata da temperature elevate e da precipitazioni inferiori alla media durante parte dell’estate, questa attenzione assume un ruolo ancora più importante. Il lavoro in vigna consiste anche nel saper interpretare la risposta delle diverse varietà alle condizioni della stagione, preservandone equilibrio e riconoscibilità.

Dalla vigneto alla cantina, nasce così l’annata 2026

Con la raccolta, il lavoro si sposta progressivamente dalla vigna alla cantina.

È qui che ha inizio il percorso che trasformerà le uve della vendemmia 2026 nei nuovi vini di Tenuta Montemagno. Ogni varietà seguirà tempi e lavorazioni differenti, nel rispetto delle caratteristiche sviluppate durante l’annata e dell’identità del Monferrato.

A settembre è ancora presto per definire in modo completo il profilo dell’annata. Saranno la vinificazione e, successivamente, l’affinamento a mostrare come freschezza, struttura, equilibrio e carattere varietale si esprimeranno nei diversi vini.

Una nuova vendemmia, la stessa attenzione

Ogni vendemmia racconta una storia diversa.

Cambiano il clima, i tempi della maturazione e la risposta delle diverse varietà. A rimanere costante è l’attenzione dedicata alla vigna e la capacità di interpretarne l’evoluzione, stagione dopo stagione.

Mentre la vendemmia 2026 prosegue a Tenuta Montemagno, ogni grappolo raccolto rappresenta così il punto d’incontro tra il lavoro svolto nei mesi precedenti e quello che continuerà in cantina.

È da qui che comincia il percorso dei vini della nuova annata.